La cronaca politica regionale di questi giorni rappresenta un dato in continuità con i peggiori periodi di subordinazione della sinistra al PD. Pare che i dirigenti della sinistra regionale non abbiano studiato i dati elettorali delle recenti amministrative, segnati dall’ulteriore aumento dell’astensionismo e del voto protestatario verso le liste populiste, i quali, però confermano che anche nel FVG, dove la sinistra si presenta autonoma, con un programma chiaro e di classe, raggiunge percentuali apprezzabili, mentre là dove è accodata al PD viene generalmente travolta.
Il pressing insistente delle segreterie dei partiti, in particolare della FdS, verso il PD (che guarda ad una possibile alleanza anche con l’UDC) per arrivare alle primarie di coalizione (al di là del giudizio su uno strumento che aumenta la personalizzazione della politica), in vista delle regionali del 2013, ha del paradossale; qui siamo di fronte ad una discussione che nel migliore dei casi si ferma al contenitore e non guarda minimante il contenuto. Per di più derubricando le linee liberiste del PD ad un incidente di percorso, come se tali inclinazioni politiche, economiche e sociali, di cui vediamo la virulenza ogni giorno e ne paghiamo le pesanti conseguenze, siano superabili in un accordo legato al governo locale.
Per questo è urgente dare un messaggio dal basso, nel tentativo di correggere una linea governista rilevatasi perdente e controproducente, non solo elettoralmente, quanto e soprattutto per chi intendiamo rappresentare, richiamando le forze della diaspora comunista e quelle sociali a costituire un polo anticapitalista che intenda, anche nel FVG, proporsi autonomamente alle prossime regionali in opposizione alle destre e al PD.
Le linee “guida” sono quelle dell’opposizione al governo Monti e alle direttrici liberiste dettate della troika BCE, UE, FMI, che stanno alla base delle devastanti politiche sociali in atto nel reso dell’Europa e sul territorio nazionale.
Rispetto lo specifico regionale, invece, pensiamo ad un programma che metta al centro i seguenti punti:
- la contrarietà al piano sanitario regionale della giunta Tondo e la cancellazione delle norme taglia ospedali varate al tempo di Illy;
- l’opposizione dell’accentramento unico dell’ATER;
- la netta avversità alla TAV;
- contro le privatizzazioni in difesa dei beni comuni;
- una politica sociale che favorisce la difesa del lavoro e nell’immediato contribuisce al sostegno del reddito delle famiglie più povere;
- il sostegno ad una politica scolastica che investa sul sistema educativo pubblico, ne garantisca la sicurezza delle strutture e tagli i contributi a quello privato;
- la cancellazione delle vergognose leggi regionali d’orientamento xenofobe volute dalla Lega Nord.
E’ più che mai necessario tirare un sasso nello stagno della politica locale e a cerchi concentrici, smuovere le acque di una regione controllata da potentati trasversali che vogliono continuare a comandare indisturbati; per questo che c’è bisogno di una sinistra unita e autentica, che sappia stare in campo con i propri principi e programmi, senza essere al traino di nessuno e si candidi come reale alternativa all’attuale sistema di potere imperante anche in FVG.
Uniti, autonomi, intransigenti: si può fare!
Comunisti Uniti Monfalcone



