In merito ad un intervento del Consigliere Regionale Alessandro Colautti (Pdl) pubblicato sul Messaggero Veneto del 14 aprile, replichiamo come segue. Che Colautti possa ritenersi soddisfatto non possiamo certo annoverarla come una novità entusiasmante: insomma è noto che fino a poco tempo fa è stato presidente del Cafc e questo di fatto non lo rende un soggetto imparziale o disinteressato. Piuttosto sarebbe opportuno ricordare che durante gli anni della sua presidenza ha preso corpo la follia della nuova sede milionaria che, nel caso in cui andasse in porto la fusione, saremo anche noi cittadini della bassa a doverla pagare (attraverso le arcinote “bollette”). Ricordiamo che la nuova sede costa ben 32 milioni di euro, praticamentel’equivalente di una ventina di asili nido come quello inaugurato l’anno scorso a Cervignano, cosa che abbiamo anche affrontato nel nostro blog (casacomunecervignano.blogspot.com).
E proprio sull’aspetto della sede è doveroso anche ricordare che in precedenza l’Amga (il gestore per la città di Udine), nel rispondere picche alla fusione con il Cafc, pose in forte evidenza l’assurdità di un tale spreco di danaro pubblico. Comportamento che invece il Tubone e le Amministrazioni “pro-fusione” non hanno minimamente accennato ad assumere, tanto “paga pantalone” verrebbe da dire…
E poi per quanto riguarda l’acquedotizzazione della bassa, quali garanzie può dare una persona che è anche sostenitrice della recente legge nazionale che privatizza l’acqua? Nessuna.
fonte: http://casacomunecervignano.blogspot.com