I cittadini di Urbino, che da 60 anni votano lo stesso soggetto politico confidando nella sua continutà, devono abbandonare ogni illusione: sebbene gli uomini siano spesso gli stessi, il PD non è affatto l’erede del PCI e non è nemmeno un partito di sinistra. Finge di fare opposizione a Berlusconi ma ne condivide l’impostazione neoliberista, privatistica e filo-padronale e dove detiene il potere porta avanti politiche antipopolari e clientelari.
Se appaiono del tutto strumentali le proteste del centrodestra, in un momento nel quale il governo Berlusconi massacra la scuola pubblica, è sbagliato anche chiedere – come alcuni in buona fede fanno – che l’esternalizzazione garantisca almeno la qualità del servizio. Sono decenni che ci ingannano con questo argomento. L’unica garanzia dei beni comuni, dall’acqua alla scuola all’università, è in realtà la proprietà pubblica. Diversamente – come ben sanno gli utenti di Marche Multiservizi, quelli della Casa-albergo e molti altri -, il risultato è l’aumento delle tariffe, lo scadimento del servizio, lo sfruttamento dei lavoratori da parte di finte cooperative che per vincere gli appalti devono comprimere il costo del lavoro fino a livelli vergognosi.
Bisogna dunque pretendere che l’asilo Valerio rimanga interamente pubblico e che gradualmente vengano ripubblicizzati tutti i servizi sinora esternalizzati.
Il Comune, che dice di non avere soldi per colpa dei tagli di Berlusconi agli Enti Locali (ma non diversamente si erano comportati alcuni anni fa Prodi e i ministri del PD), poteva evitare quello spreco vergognoso di denaro pubblico che è il centro commerciale di S. Lucia. Già la legislazione vigente, inoltre, consente ai Comuni di avvalersi di gran parte del recupero del’evasione fiscale che essi contribuiscono a scoprire: poiché a Urbino l’evasione fiscale – a partire dagli affitti in nero agli studenti – ha proporzioni enormi, ci sono dunque ampi margini per recuperare risorse.
Da qui, dalla difesa della proprietà pubblica – che è anche la difesa delle classi popolari, della Costituzione repubblicana e dell’unità nazionale – quei comunisti di Urbino che sono rimasti immuni da ogni subalternità e che non hanno poltrone da difendere intendono ripartire. Per costruire l’opposizione di classe al PD come al PdL e alla Lega e per contribuire a ricostruire la sinistra nella nostra città.
