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	<title>Commenti a: APPELLO</title>
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	<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/</link>
	<description>Ricostruire a Sinistra</description>
	<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 09:09:15 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Val</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1163</link>
		<dc:creator>Val</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 12:21:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comunistiuniti.it/?p=3#comment-1163</guid>
		<description>Leggo con piacere che i toni assumono finalmente una naturale pacatezza.
Bene compagni:così deve essere tra noi!
Sinceramente non dispongo della sfera di cristallo e nemmeno posso dimenticare che serve a tutti noi perfino errare purchè.....
Ora,come scrive Ed ,siamo giunti al bivio è qui una sola deve essere la nostra risposta.
Siam comunisti perchè  siamo tutti per uno e uno per tutti!
Siam comunisti perchè esserlo nel 2000 deve voler dire veramente e soprattutto ONESTA' e profondo rispetto per e verso ogni singolo individuo.
Anch'io sono ormai al bivio perchè, a prescindere dalle mie scelte di adesione al PdCI,vivo(fortunatamente ci pensa poi mia moglie con i suoi 1200 e oltre euro  a riportare in un'ottica migliore il discorso)  con 807 euro mensili comperensivi di 46 euro di assegni famigliari e il 50% di sgravio per il minore a carico e senza alcuna difficoltà mi adoperò lo stesso per gli altri,così come ho sempre fatto in tempi migliori e sempre farò.
Perchè scrivo questo?
Ma perchè ben oltre al fatto di quello che si evince dagli ultimi scritti non è certo nel PD (così come è stato concepito,badate bene di non fare confusione) che posso trovare quanto ho scritto sul siam comunisti e quel che è peggio sul fatto di sentirmi rappresentato.
No,quelli non sono i miei problemi: nemmeno uno!
Vogliono farmi credere che sia così,ma non sono quelli i miei problemi e quelli di molti e molte che ancora hanno la decenza di rifiutare i privilegi immotivati,le lusinghe dei baccanali opulenti e borghesi e di rifiutare che il furto sia cosa giusta,perchè se così fosse a quelli come me tutto servirebbe tranne che una fotocopia sbiadita di un subdolo capitalismo dedito alla speculazione,antidemocratico e disonesto come quello che impera nel nostro paese.
Perchè mai,alle soglie della mia vecchiaia,dovrei scegliere caritatevolmente tra il meno peggio fotocopiato di cose per me davvero brutte e causa assolutamente complementare della fame e delle miserie del mondo?
En avant camarades
Val</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo con piacere che i toni assumono finalmente una naturale pacatezza.<br />
Bene compagni:così deve essere tra noi!<br />
Sinceramente non dispongo della sfera di cristallo e nemmeno posso dimenticare che serve a tutti noi perfino errare purchè&#8230;..<br />
Ora,come scrive Ed ,siamo giunti al bivio è qui una sola deve essere la nostra risposta.<br />
Siam comunisti perchè  siamo tutti per uno e uno per tutti!<br />
Siam comunisti perchè esserlo nel 2000 deve voler dire veramente e soprattutto ONESTA&#8217; e profondo rispetto per e verso ogni singolo individuo.<br />
Anch&#8217;io sono ormai al bivio perchè, a prescindere dalle mie scelte di adesione al PdCI,vivo(fortunatamente ci pensa poi mia moglie con i suoi 1200 e oltre euro  a riportare in un&#8217;ottica migliore il discorso)  con 807 euro mensili comperensivi di 46 euro di assegni famigliari e il 50% di sgravio per il minore a carico e senza alcuna difficoltà mi adoperò lo stesso per gli altri,così come ho sempre fatto in tempi migliori e sempre farò.<br />
Perchè scrivo questo?<br />
Ma perchè ben oltre al fatto di quello che si evince dagli ultimi scritti non è certo nel PD (così come è stato concepito,badate bene di non fare confusione) che posso trovare quanto ho scritto sul siam comunisti e quel che è peggio sul fatto di sentirmi rappresentato.<br />
No,quelli non sono i miei problemi: nemmeno uno!<br />
Vogliono farmi credere che sia così,ma non sono quelli i miei problemi e quelli di molti e molte che ancora hanno la decenza di rifiutare i privilegi immotivati,le lusinghe dei baccanali opulenti e borghesi e di rifiutare che il furto sia cosa giusta,perchè se così fosse a quelli come me tutto servirebbe tranne che una fotocopia sbiadita di un subdolo capitalismo dedito alla speculazione,antidemocratico e disonesto come quello che impera nel nostro paese.<br />
Perchè mai,alle soglie della mia vecchiaia,dovrei scegliere caritatevolmente tra il meno peggio fotocopiato di cose per me davvero brutte e causa assolutamente complementare della fame e delle miserie del mondo?<br />
En avant camarades<br />
Val</p>
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		<title>Di: Gramsci</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1161</link>
		<dc:creator>Gramsci</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 12:39:18 +0000</pubDate>
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		<description>Per la ricostruzione di un Partito Comunista di massa e per un Sindacato di Classe.

Trasformare l'Appello "Comunisti Uniti" in un grande Movimento verso la "Costituente Comunista" .

Editoriale di "Gramsci oggi" (PRC Milano)

La crisi del capitalismo trasforma tutto in emergenza a livello mondiale, europeo e nazionale e tutto ciò che non è compatibile con il mercato a livello economico, politico, culturale e sociale è destinato a soccombere ed essere travolto. 
I governi della borghesia adottano provvedimenti sempre più eccezionali per restringere gli spazi democratici e colpire i diritti sociali e la condizione di lavoro e di vita dei lavoratori e delle masse popolari.

Sul piano internazionale, l’imperialismo USA prepara nuove guerre indipendentemente dalle irrilevanti differenze tra il candidato Obama del PD e di McCain del PR. In pratica, essi si avvicendano a rappresentare gli stessi interessi del capitalismo nord americano e sostengono sostanzialmente le stesse posizioni di Bush su Gerusalemme, sulla resistenza palestinese, sull’Iran, sull’Iraq, sull’Afghanistan, ecc. In Europa, con un chiaro segnale di classe indirizzato contro i lavoratori, viene approvata l’intensificazione dello sfruttamento della forza-lavoro attraverso il prolungamento della settimana lavorativa fino a 60/65 ore settimanali.

A livello nazionale il risultato elettorale ottenuto dalle destre, permette al governo Berlusconi di far approvare in fretta diversi provvedimenti antipopolari e repressivi senza tener conto dell’inesistente quanto insignificante opposizione riformista Veltroniana. In Parlamento, viene votato a maggioranza il pacchetto “sicurezza” tra le cui norme sono previste anche la militarizzazione delle città metropolitane con l’utilizzo di soldati esperti dell’esercito, già impiegati in missioni di guerra all’estero; il rilevamento delle impronte dei Rom; il reato di immigrazione clandestina; l’allungamento del tempo di detenzione nei CPT e l’estensione dello stato d'emergenza, decisa da Maroni, su tutto il territorio nazionale. 

Nelle scuole ritornano vecchie disposizioni autoritarie e contro la magistratura si studiano dei provvedimenti per bloccare le intercettazioni telefoniche necessarie per le indagini sulla corruzione politica e viene approvato il vergognoso decreto (lodo Alfano) sull’immunità per le più alte cariche dello stato il cui iter parlamentare è stato autorizzato dal Presidente Napolitano. Veltroni balbetta e dimostra che la sua fiacca opposizione non è in grado neppure a contrastare verbalmente il governo e non a caso, in casa PD comincia a manifestarsi l’insofferenza nei suoi confronti. 

All’inizio, erano tutti concordi con lui per dividere e sconfiggere la sinistra, ma oggi sono molto divisi sul modo con cui affrontare la loro sconfitta elettorale ed essere meno subordinati a Berlusconi. Da una parte, D’Alema organizza la sua corrente, accattivandosi le simpatie anche di alcunii “dirigenti” che sono stati travolti nella sconfitta della defunta “sinistra radicale”. Da un’altra parte, Rutelli organizza una corrente di centro per distinguersi dalle tentazioni di un riformismo “socialista” e mantenere ferma la barra sul riformismo di stampo cattolico per privilegiare il rapporto con l’UDC e il Vaticano.

Naturalmente, quando si tratta di mantenere salda l’egemonia del riformismo in CGIL, tutte le componenti del PD fanno quadrato e trovano un punto di unità per far avanzare le logiche della concertazione con il governo e la confindustria, la controriforma del CCNL e, di conseguenza, il processo di unificazione verticistica con CISL e UIL. In pratica, come avveniva ai tempi della DC, il PD supera la sue divisioni interne quando si tratta di difendere le logiche dominanti del sistema e non mettere in discussione la produzione del profitto. 

In tale situazione, la casta burocratica della CGIL, che si identifica a maggioranza nell’egemonia del riformismo, dimostra di non avere alcuna volontà di indire mobilitazioni generali per contrastare l’attacco contro i lavoratori e fermare il crescente esercito dei morti sul lavoro.

Tutto ciò avviene, mentre l’OCSE ci informa che fra i 30 paesi più industrializzati dell’occidente, i lavoratori Italiani lavorano di più e guadagnano il 20% in meno dei salari medi degli stessi paesi occidentali a fronte di una crescita dei prezzi senza alcun controllo. A tutta risposta il governo Berlusconi fa approvare dei provvedimenti di classe esattamente mirati contro i lavoratori precari, i pensionati, le casalinghe e gli immigrati. Si sta delineato un panorama molto inquietante sul piano sociale e della democrazia, che è contraddistinto da un ceto politico reazionario e arrogante che è al governo a cui è subordinata una debolissima opposizione del ceto politico riformista. 

Anche se in forme diverse, entrambi dimostrano di rappresentare gli stessi interessi di classe e pur con ruoli differenti, sono responsabili del degrado e del declino del paese il cui sistema economico rappresenta il vero motore del disordine, della decadenza, dell’impoverimento e dell’imbarbarimento della società italiana.

Tutto lascia pensare che ci troviamo di fronte ad una specie di esercitazione generale di una borghesia stracciona in preda al panico, intenta esclusivamente a controllare socialmente un paese in cui la contraddizione capitale-lavoro rappresenta una mina vagante che può esplodere in qualsiasi momento e in modo del tutto incontrollata.

Quindi, una strategia preventiva orientata all’instaurazione di un modello sociale autoritario, pronto ad essere scagliato contro i lavoratori e naturalmente contro i comunisti e la sinistra, se l’acuirsi delle contraddizioni di classe spingerebbero le forze produttive e lavorative ad una ripresa spontanea delle mobilitazioni generali e del conflitto sociale nei prossimi mesi e nei prossimi anni. In questo grigio scenario politico egemonizzato dall’ideologia borghese si intravedono le macerie e i rottami di una sinistra ormai inesistente nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, nelle istituzioni, che è in agonia e in preda alla confusione e alla lotta per la sopravvivenza.

Dopo essersi consapevolmente sradicata dalla classe lavoratrice e di conseguenza essere stata cacciata dal parlamento, la sinistra dimostra tutta la sua impotenza e incapacità di opporsi all’offensiva del capitale e dei ceti politici che lo rappresentano in parlamento. 

Malgrado ciò, non si sente alcuna vera autocritica e i “grandi strateghi” della sinistra ancora non si assumono le loro responsabilità rispetto le loro scelte e le linee che hanno portato al fallimento politico e all’annientamento di quel minimo di rappresentanza che avevano i lavoratori in Parlamento. Essi, non capiscono che ai lavoratori non importa nulla delle loro schermaglie verticistiche che avvengono nell’ambito dei partiti che componevano “la sinistra l’arcobaleno”. 

Questi gruppi “dirigenti” sono stati selezionati e considerati come corpi estranei dagli stessi lavoratori che, proprio con il loro voto verso l’astensione, il PD e le destre, hanno voluto manifestare la loro radicale protesta e indicare a chiare lettere che a loro non interessa quella sinistra becera e senza carattere e che tutti i fabulatori e gli autori del fallimento politico devono andarsene a casa.

In questo quadro generale si sono svolti i Congressi del PdCI e del PRC. Il primo, si è concluso con l’affermazione a grande maggioranza del documento rivolto a “l’unità dei comunisti” pur rilevando che ci sono stati alcuni distinguo che hanno teso a privilegiare il concetto dell’”unità della sinistra”; mentre la mozione di minoranza del PdCI, che chiaramente fa da sponda a quella di Vendola del PRC, ha avuto il 13%. 

Il Congresso del PRC si è concluso con la sconfitta della “costituente di sinistra” proposta dalla “mozione 2” di Vendola il quale con il suo 47% ha già dichiarato la costituzione della corrente “rifondazione della sinistra” ad immagine e somiglianza della scomparsa “la sinistra l’arcobaleno”.

Egli, non ha perso tempo e ha indetto una prima riunione del suo nuovo partito a Roma il 29.07.08 dandosi appuntamento a settembre per organizzare l’offensiva con l’aiuto di Bertinotti e della sua rivista “alternative per il socialismo”.

La vittoria della “mozione 1” di Ferrero, che è stato eletto Segretario, è stata possibile anche grazie all’area de “l’ernesto” della “mozione 3” la quale è riuscita a far inserire nel documento politico il punto sulla necessità della riaggregazione e della riunificazione delle forze comuniste e anticapitaliste; mentre un’altra parte della stessa mozione si è accodata al documento di Ferrero senza alcuna condizione, abbandonando l’idea stessa dell’unità dei comunisti per la quale i compagni della stessa mozione si erano impegnati durante tutta la campagna congressuale. 

Quindi, un Congresso chiaramente spaccato in due, che ha confermato una debole vittoria di una timida svolta a sinistra in cui la logica predominante e trasversale, ad esclusione dell’area de “l’ernesto”, è stata il No ad una “costituente comunista” e in un intervista sul Manifesto del 30.07.08, lo stesso Ferrero ha già messo le mani in avanti dichiarando che “La costituente comunista non c’è in nessuna delle mozioni”. 

Tutto ciò, non lascia troppi spazi a grandi entusiasmi e ottimismi sulla prospettiva futura dei comunisti nel PRC. Intanto, le forze esterne che puntavano sulla “costituente di sinistra” e per un rapporto privilegiato con il PD, deluse della sconfitta di Vendola e di Bertinotti hanno rilasciato alcune significative dichiarazioni. Fava, il coordinatore di SD, ha detto che questo congresso rappresenta un arretramento politico che riporta ad “…un partito minoritario dalla bandiera rossa…”.

I Verdi per bocca della Francescato hanno dichiarato o meglio invitato Vendola a ricostruire una sinistra senza schemi, in altre parole costruire una sinistra non comunista. Da parte sua Sansonetti non perde occasione per ingolfare Liberazione di lunghe interviste a Intellettuali come Revelli, Asor Rosa, ecc. la cui unica preoccupazione sembra essere soltanto quella di individuare le strade per fuoriuscire dalle esperienze comuniste, soprattutto mettendo in discussione, non a caso, la stessa funzione del partito politico. Infine, Veltroni ha detto che con questo Congresso il PRC si è allontanato di più dal PD e manifesta tutta la sua preoccupazione perché si è tornati a parlare di unità dei comunisti che è l’opposto del progetto riformista.

Come si può notare tutte queste forze riformiste e socialdemocratiche, insieme alle formazioni dell’ex maggioranza bertinottiana interne al PRC hanno un denominatore ideologico comune: la paura della ricomposizione delle forze comuniste in un soggetto politico e l’ossessionante impegno a “studiare” il modo con cui impedire che ciò possa avvenire nel nostro Paese. Tuttavia i comunisti ovunque collocati, al contrario di questi “grandi pensatori” della sinistra e soprattutto dopo la disfatta elettorale del 13 aprile, sanno bene che il dato vero da cui nessuno può sfuggire è quello di misurarsi con la stessa realtà oggettiva che ci indica la necessità di avviare un nuovo processo.

Non più l’unità di una sinistra generica senza identità, ma l’unità di classe per la ricostruzione del partito politico e la lotta per un sindacato di classe di cui sono stati espropriati i lavoratoti e le lavoratrici del nostro Paese. Se non si parte da questo, tutto il resto è fumisteria utile ad ossigenare ancora una volta tutte quelle tendenze opportuniste e arriviste incarnate in un piccolo ceto politico agonizzante che si era annidato a sinistra.

Senza la consapevolezza che tale realtà ha demolito tutte le astratte teorizzazioni bertinottiane (queste sì che rappresentano una vera “regressione culturale”) che miravano a trasformare il pensiero comunista in una “tendenza culturale”, non sarà possibile aprire alcuna seria riflessione a sinistra. 

Per queste ragioni di fondo è necessario assumere delle chiare e inequivocabili posizioni di classe per ricostruire dal basso un nuovo rapporto con i lavoratori. I comunisti devono ripartire da loro stessi e riprendere in mano il proprio destino per dimostrare ai lavoratori di volere e di sapere intercettare fino in fondo tutti i segnali che provengono dalla loro realtà di classe. Questo compito non può essere delegato a nessuno, perché la costruzione di un Partito Comunista non è l’espressione di una delega dei lavoratori ad un gruppo dirigente che si impegna di rappresentarli nella società e nelle istituzioni, ma bensì, come ci ha insegnato Gramsci, deve essere una parte organica e nello stesso tempo la parte più avanzata della stessa classe operaia! 

Perciò, noi speriamo e riteniamo necessario che l’appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI”, in piena autonomia, si trasformi in un vero e proprio movimento nazionale! Le forze materiali che dal basso si sono raccolte intorno a questo appello rappresentano un segnale di massa inequivocabile e che nessuno può permettersi di sottovalutarlo. Le migliaia e migliaia di adesioni all’appello (tra cui anche quelle di associazioni, di riviste, dell’area de “l’ernesto”, del PdCI ed di altri ancora) che hanno espresso un’evidente volontà di riunificare tutte le forze comuniste singole e collettive, organizzate e non organizzate, rappresentano una realtà oggettiva da cui va raccolto tutto il significato di classe.

Un appello partito autonomamente da vari soggetti diversamente collocati e che non è di proprietà di alcuna organizzazione comunista o di sinistra ma di tutte/i le/i comuniste/ i del nostro paese. È auspicabile che fin dal mese di settembre, tutto ciò che è stato raccolto e che ancora dovrà essere raccolto intorno all’appello, riesca a concretizzarsi in termini organizzativi con iniziative atte a fare avanzare il processo verso la “COSTITUENTE COMUNISTA” che, in questa fase storica, rappresenta un appuntamento senza alternative nel quale incontrarsi tutti su un piano di pari dignità politica per avviare la ricostruzione di un unico Partito Comunista di massa nel nostro Paese!

Per noi, come redazione, questo è l’orientamento col quale intendiamo dare il nostro contributo e continuare ad essere attivamente presenti, in ogni momento per il processo costituente, con la nostra rivista e con specifiche iniziative tra cui una sulla “condizione della classe operaia e l’unità dei comunisti nel nostro Paese" che faremo nei prossimi mesi a sostegno dell’appello stesso.

L’obbiettivo per l’unità e l’autonomia dei comunisti organizzati in un unico soggetto politico di massa, corrisponde esattamente alla necessità oggettiva dell’unità e dell’autonomia di classe dei lavoratori. 

Chi è contro e boicotta, direttamente o indirettamente, l’unità dei comunisti, come fanno i riformisti del PD e la gran parte del gruppo dirigente socialdemocratico della ex “la sinistra l’arcobaleno”, si pone contro l’unità della classe lavoratrice la quale senza un proprio Partito Comunista e un proprio Sindacato di classe non potrà mai liberarsi dallo sfruttamento del sistema capitalista. Non è questo che vuole la borghesia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per la ricostruzione di un Partito Comunista di massa e per un Sindacato di Classe.</p>
<p>Trasformare l&#8217;Appello &#8220;Comunisti Uniti&#8221; in un grande Movimento verso la &#8220;Costituente Comunista&#8221; .</p>
<p>Editoriale di &#8220;Gramsci oggi&#8221; (PRC Milano)</p>
<p>La crisi del capitalismo trasforma tutto in emergenza a livello mondiale, europeo e nazionale e tutto ciò che non è compatibile con il mercato a livello economico, politico, culturale e sociale è destinato a soccombere ed essere travolto.<br />
I governi della borghesia adottano provvedimenti sempre più eccezionali per restringere gli spazi democratici e colpire i diritti sociali e la condizione di lavoro e di vita dei lavoratori e delle masse popolari.</p>
<p>Sul piano internazionale, l’imperialismo USA prepara nuove guerre indipendentemente dalle irrilevanti differenze tra il candidato Obama del PD e di McCain del PR. In pratica, essi si avvicendano a rappresentare gli stessi interessi del capitalismo nord americano e sostengono sostanzialmente le stesse posizioni di Bush su Gerusalemme, sulla resistenza palestinese, sull’Iran, sull’Iraq, sull’Afghanistan, ecc. In Europa, con un chiaro segnale di classe indirizzato contro i lavoratori, viene approvata l’intensificazione dello sfruttamento della forza-lavoro attraverso il prolungamento della settimana lavorativa fino a 60/65 ore settimanali.</p>
<p>A livello nazionale il risultato elettorale ottenuto dalle destre, permette al governo Berlusconi di far approvare in fretta diversi provvedimenti antipopolari e repressivi senza tener conto dell’inesistente quanto insignificante opposizione riformista Veltroniana. In Parlamento, viene votato a maggioranza il pacchetto “sicurezza” tra le cui norme sono previste anche la militarizzazione delle città metropolitane con l’utilizzo di soldati esperti dell’esercito, già impiegati in missioni di guerra all’estero; il rilevamento delle impronte dei Rom; il reato di immigrazione clandestina; l’allungamento del tempo di detenzione nei CPT e l’estensione dello stato d&#8217;emergenza, decisa da Maroni, su tutto il territorio nazionale. </p>
<p>Nelle scuole ritornano vecchie disposizioni autoritarie e contro la magistratura si studiano dei provvedimenti per bloccare le intercettazioni telefoniche necessarie per le indagini sulla corruzione politica e viene approvato il vergognoso decreto (lodo Alfano) sull’immunità per le più alte cariche dello stato il cui iter parlamentare è stato autorizzato dal Presidente Napolitano. Veltroni balbetta e dimostra che la sua fiacca opposizione non è in grado neppure a contrastare verbalmente il governo e non a caso, in casa PD comincia a manifestarsi l’insofferenza nei suoi confronti. </p>
<p>All’inizio, erano tutti concordi con lui per dividere e sconfiggere la sinistra, ma oggi sono molto divisi sul modo con cui affrontare la loro sconfitta elettorale ed essere meno subordinati a Berlusconi. Da una parte, D’Alema organizza la sua corrente, accattivandosi le simpatie anche di alcunii “dirigenti” che sono stati travolti nella sconfitta della defunta “sinistra radicale”. Da un’altra parte, Rutelli organizza una corrente di centro per distinguersi dalle tentazioni di un riformismo “socialista” e mantenere ferma la barra sul riformismo di stampo cattolico per privilegiare il rapporto con l’UDC e il Vaticano.</p>
<p>Naturalmente, quando si tratta di mantenere salda l’egemonia del riformismo in CGIL, tutte le componenti del PD fanno quadrato e trovano un punto di unità per far avanzare le logiche della concertazione con il governo e la confindustria, la controriforma del CCNL e, di conseguenza, il processo di unificazione verticistica con CISL e UIL. In pratica, come avveniva ai tempi della DC, il PD supera la sue divisioni interne quando si tratta di difendere le logiche dominanti del sistema e non mettere in discussione la produzione del profitto. </p>
<p>In tale situazione, la casta burocratica della CGIL, che si identifica a maggioranza nell’egemonia del riformismo, dimostra di non avere alcuna volontà di indire mobilitazioni generali per contrastare l’attacco contro i lavoratori e fermare il crescente esercito dei morti sul lavoro.</p>
<p>Tutto ciò avviene, mentre l’OCSE ci informa che fra i 30 paesi più industrializzati dell’occidente, i lavoratori Italiani lavorano di più e guadagnano il 20% in meno dei salari medi degli stessi paesi occidentali a fronte di una crescita dei prezzi senza alcun controllo. A tutta risposta il governo Berlusconi fa approvare dei provvedimenti di classe esattamente mirati contro i lavoratori precari, i pensionati, le casalinghe e gli immigrati. Si sta delineato un panorama molto inquietante sul piano sociale e della democrazia, che è contraddistinto da un ceto politico reazionario e arrogante che è al governo a cui è subordinata una debolissima opposizione del ceto politico riformista. </p>
<p>Anche se in forme diverse, entrambi dimostrano di rappresentare gli stessi interessi di classe e pur con ruoli differenti, sono responsabili del degrado e del declino del paese il cui sistema economico rappresenta il vero motore del disordine, della decadenza, dell’impoverimento e dell’imbarbarimento della società italiana.</p>
<p>Tutto lascia pensare che ci troviamo di fronte ad una specie di esercitazione generale di una borghesia stracciona in preda al panico, intenta esclusivamente a controllare socialmente un paese in cui la contraddizione capitale-lavoro rappresenta una mina vagante che può esplodere in qualsiasi momento e in modo del tutto incontrollata.</p>
<p>Quindi, una strategia preventiva orientata all’instaurazione di un modello sociale autoritario, pronto ad essere scagliato contro i lavoratori e naturalmente contro i comunisti e la sinistra, se l’acuirsi delle contraddizioni di classe spingerebbero le forze produttive e lavorative ad una ripresa spontanea delle mobilitazioni generali e del conflitto sociale nei prossimi mesi e nei prossimi anni. In questo grigio scenario politico egemonizzato dall’ideologia borghese si intravedono le macerie e i rottami di una sinistra ormai inesistente nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, nelle istituzioni, che è in agonia e in preda alla confusione e alla lotta per la sopravvivenza.</p>
<p>Dopo essersi consapevolmente sradicata dalla classe lavoratrice e di conseguenza essere stata cacciata dal parlamento, la sinistra dimostra tutta la sua impotenza e incapacità di opporsi all’offensiva del capitale e dei ceti politici che lo rappresentano in parlamento. </p>
<p>Malgrado ciò, non si sente alcuna vera autocritica e i “grandi strateghi” della sinistra ancora non si assumono le loro responsabilità rispetto le loro scelte e le linee che hanno portato al fallimento politico e all’annientamento di quel minimo di rappresentanza che avevano i lavoratori in Parlamento. Essi, non capiscono che ai lavoratori non importa nulla delle loro schermaglie verticistiche che avvengono nell’ambito dei partiti che componevano “la sinistra l’arcobaleno”. </p>
<p>Questi gruppi “dirigenti” sono stati selezionati e considerati come corpi estranei dagli stessi lavoratori che, proprio con il loro voto verso l’astensione, il PD e le destre, hanno voluto manifestare la loro radicale protesta e indicare a chiare lettere che a loro non interessa quella sinistra becera e senza carattere e che tutti i fabulatori e gli autori del fallimento politico devono andarsene a casa.</p>
<p>In questo quadro generale si sono svolti i Congressi del PdCI e del PRC. Il primo, si è concluso con l’affermazione a grande maggioranza del documento rivolto a “l’unità dei comunisti” pur rilevando che ci sono stati alcuni distinguo che hanno teso a privilegiare il concetto dell’”unità della sinistra”; mentre la mozione di minoranza del PdCI, che chiaramente fa da sponda a quella di Vendola del PRC, ha avuto il 13%. </p>
<p>Il Congresso del PRC si è concluso con la sconfitta della “costituente di sinistra” proposta dalla “mozione 2” di Vendola il quale con il suo 47% ha già dichiarato la costituzione della corrente “rifondazione della sinistra” ad immagine e somiglianza della scomparsa “la sinistra l’arcobaleno”.</p>
<p>Egli, non ha perso tempo e ha indetto una prima riunione del suo nuovo partito a Roma il 29.07.08 dandosi appuntamento a settembre per organizzare l’offensiva con l’aiuto di Bertinotti e della sua rivista “alternative per il socialismo”.</p>
<p>La vittoria della “mozione 1” di Ferrero, che è stato eletto Segretario, è stata possibile anche grazie all’area de “l’ernesto” della “mozione 3” la quale è riuscita a far inserire nel documento politico il punto sulla necessità della riaggregazione e della riunificazione delle forze comuniste e anticapitaliste; mentre un’altra parte della stessa mozione si è accodata al documento di Ferrero senza alcuna condizione, abbandonando l’idea stessa dell’unità dei comunisti per la quale i compagni della stessa mozione si erano impegnati durante tutta la campagna congressuale. </p>
<p>Quindi, un Congresso chiaramente spaccato in due, che ha confermato una debole vittoria di una timida svolta a sinistra in cui la logica predominante e trasversale, ad esclusione dell’area de “l’ernesto”, è stata il No ad una “costituente comunista” e in un intervista sul Manifesto del 30.07.08, lo stesso Ferrero ha già messo le mani in avanti dichiarando che “La costituente comunista non c’è in nessuna delle mozioni”. </p>
<p>Tutto ciò, non lascia troppi spazi a grandi entusiasmi e ottimismi sulla prospettiva futura dei comunisti nel PRC. Intanto, le forze esterne che puntavano sulla “costituente di sinistra” e per un rapporto privilegiato con il PD, deluse della sconfitta di Vendola e di Bertinotti hanno rilasciato alcune significative dichiarazioni. Fava, il coordinatore di SD, ha detto che questo congresso rappresenta un arretramento politico che riporta ad “…un partito minoritario dalla bandiera rossa…”.</p>
<p>I Verdi per bocca della Francescato hanno dichiarato o meglio invitato Vendola a ricostruire una sinistra senza schemi, in altre parole costruire una sinistra non comunista. Da parte sua Sansonetti non perde occasione per ingolfare Liberazione di lunghe interviste a Intellettuali come Revelli, Asor Rosa, ecc. la cui unica preoccupazione sembra essere soltanto quella di individuare le strade per fuoriuscire dalle esperienze comuniste, soprattutto mettendo in discussione, non a caso, la stessa funzione del partito politico. Infine, Veltroni ha detto che con questo Congresso il PRC si è allontanato di più dal PD e manifesta tutta la sua preoccupazione perché si è tornati a parlare di unità dei comunisti che è l’opposto del progetto riformista.</p>
<p>Come si può notare tutte queste forze riformiste e socialdemocratiche, insieme alle formazioni dell’ex maggioranza bertinottiana interne al PRC hanno un denominatore ideologico comune: la paura della ricomposizione delle forze comuniste in un soggetto politico e l’ossessionante impegno a “studiare” il modo con cui impedire che ciò possa avvenire nel nostro Paese. Tuttavia i comunisti ovunque collocati, al contrario di questi “grandi pensatori” della sinistra e soprattutto dopo la disfatta elettorale del 13 aprile, sanno bene che il dato vero da cui nessuno può sfuggire è quello di misurarsi con la stessa realtà oggettiva che ci indica la necessità di avviare un nuovo processo.</p>
<p>Non più l’unità di una sinistra generica senza identità, ma l’unità di classe per la ricostruzione del partito politico e la lotta per un sindacato di classe di cui sono stati espropriati i lavoratoti e le lavoratrici del nostro Paese. Se non si parte da questo, tutto il resto è fumisteria utile ad ossigenare ancora una volta tutte quelle tendenze opportuniste e arriviste incarnate in un piccolo ceto politico agonizzante che si era annidato a sinistra.</p>
<p>Senza la consapevolezza che tale realtà ha demolito tutte le astratte teorizzazioni bertinottiane (queste sì che rappresentano una vera “regressione culturale”) che miravano a trasformare il pensiero comunista in una “tendenza culturale”, non sarà possibile aprire alcuna seria riflessione a sinistra. </p>
<p>Per queste ragioni di fondo è necessario assumere delle chiare e inequivocabili posizioni di classe per ricostruire dal basso un nuovo rapporto con i lavoratori. I comunisti devono ripartire da loro stessi e riprendere in mano il proprio destino per dimostrare ai lavoratori di volere e di sapere intercettare fino in fondo tutti i segnali che provengono dalla loro realtà di classe. Questo compito non può essere delegato a nessuno, perché la costruzione di un Partito Comunista non è l’espressione di una delega dei lavoratori ad un gruppo dirigente che si impegna di rappresentarli nella società e nelle istituzioni, ma bensì, come ci ha insegnato Gramsci, deve essere una parte organica e nello stesso tempo la parte più avanzata della stessa classe operaia! </p>
<p>Perciò, noi speriamo e riteniamo necessario che l’appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI”, in piena autonomia, si trasformi in un vero e proprio movimento nazionale! Le forze materiali che dal basso si sono raccolte intorno a questo appello rappresentano un segnale di massa inequivocabile e che nessuno può permettersi di sottovalutarlo. Le migliaia e migliaia di adesioni all’appello (tra cui anche quelle di associazioni, di riviste, dell’area de “l’ernesto”, del PdCI ed di altri ancora) che hanno espresso un’evidente volontà di riunificare tutte le forze comuniste singole e collettive, organizzate e non organizzate, rappresentano una realtà oggettiva da cui va raccolto tutto il significato di classe.</p>
<p>Un appello partito autonomamente da vari soggetti diversamente collocati e che non è di proprietà di alcuna organizzazione comunista o di sinistra ma di tutte/i le/i comuniste/ i del nostro paese. È auspicabile che fin dal mese di settembre, tutto ciò che è stato raccolto e che ancora dovrà essere raccolto intorno all’appello, riesca a concretizzarsi in termini organizzativi con iniziative atte a fare avanzare il processo verso la “COSTITUENTE COMUNISTA” che, in questa fase storica, rappresenta un appuntamento senza alternative nel quale incontrarsi tutti su un piano di pari dignità politica per avviare la ricostruzione di un unico Partito Comunista di massa nel nostro Paese!</p>
<p>Per noi, come redazione, questo è l’orientamento col quale intendiamo dare il nostro contributo e continuare ad essere attivamente presenti, in ogni momento per il processo costituente, con la nostra rivista e con specifiche iniziative tra cui una sulla “condizione della classe operaia e l’unità dei comunisti nel nostro Paese&#8221; che faremo nei prossimi mesi a sostegno dell’appello stesso.</p>
<p>L’obbiettivo per l’unità e l’autonomia dei comunisti organizzati in un unico soggetto politico di massa, corrisponde esattamente alla necessità oggettiva dell’unità e dell’autonomia di classe dei lavoratori. </p>
<p>Chi è contro e boicotta, direttamente o indirettamente, l’unità dei comunisti, come fanno i riformisti del PD e la gran parte del gruppo dirigente socialdemocratico della ex “la sinistra l’arcobaleno”, si pone contro l’unità della classe lavoratrice la quale senza un proprio Partito Comunista e un proprio Sindacato di classe non potrà mai liberarsi dallo sfruttamento del sistema capitalista. Non è questo che vuole la borghesia?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ED</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1160</link>
		<dc:creator>ED</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 11:34:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comunistiuniti.it/?p=3#comment-1160</guid>
		<description>Marco condivido quello che tu dici, è vero, verissimo, però votare PD non è la soluzione, perché se è vero che noi ci siamo invischiati in questo caos postmoderno, non dimenticarti che l'attuale PD, nel corso degli anni, ha fatto finta di non vedere che questo nuovo contesto avesse pian piano la meglio sulle conquiste di 50 anni di lotta, fino a farsene apertamente promotore, promuovendolo come l'unico modello possibile di società, di come dovremmo vivere, ed ha dello spaventoso. Quindi, caro Marco, mi riconosco perfettamente sulla tua analisi, però permettimi di dissentire dalla tua soluzione: piuttosto sono dell'idea di infilarsi a capofitto in questa melassa comunista, anche se di comunista italiana c'è da verificare cosa abbia (il secondo aggettivo non è stato messo a caso), dare tutto il nostro contributo per far venir fuori quanto di meglio possiamo sforzarci di creare, dopodiché, se abbiamo seminato bene, raccoglieremo abbondantemente, altrimenti, tutti voi di questo sito, non aspettatevi più che qualcuno vi crederà la prossima volta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco condivido quello che tu dici, è vero, verissimo, però votare PD non è la soluzione, perché se è vero che noi ci siamo invischiati in questo caos postmoderno, non dimenticarti che l&#8217;attuale PD, nel corso degli anni, ha fatto finta di non vedere che questo nuovo contesto avesse pian piano la meglio sulle conquiste di 50 anni di lotta, fino a farsene apertamente promotore, promuovendolo come l&#8217;unico modello possibile di società, di come dovremmo vivere, ed ha dello spaventoso. Quindi, caro Marco, mi riconosco perfettamente sulla tua analisi, però permettimi di dissentire dalla tua soluzione: piuttosto sono dell&#8217;idea di infilarsi a capofitto in questa melassa comunista, anche se di comunista italiana c&#8217;è da verificare cosa abbia (il secondo aggettivo non è stato messo a caso), dare tutto il nostro contributo per far venir fuori quanto di meglio possiamo sforzarci di creare, dopodiché, se abbiamo seminato bene, raccoglieremo abbondantemente, altrimenti, tutti voi di questo sito, non aspettatevi più che qualcuno vi crederà la prossima volta.</p>
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	<item>
		<title>Di: Angelo (PdCI)</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1159</link>
		<dc:creator>Angelo (PdCI)</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 00:32:13 +0000</pubDate>
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		<description>Bravo compagno marco, continua a votare PD.
Così sì che difenderai sicuramente gli interessi degli operai, e a quel prezzo varrà ben la pena di prendere a zappate i diritti civili (dico), le questioni di libertà personale (fare uso di marjiuana), la propria libertà fisica (aborto, testamento biologico), la solidarietà e responsabilità societaria verso i disagi (i delinquenti di strada e gli immigrati clandestini).
Forse hai ragione.
Forse dovremmo occuparci di quello a cui pensa la gente comune.
Ma allora dovremmo occuparci in gran parte del Grande Fratello, di quanto è importante Berlusconi per l'Italia (cosa che Veltroni ha già provveduto a fare) e delle partite allo stadio.
No, sai, perché io non conosco molta gente che pensa ad altro, ma magari il PD ne è pieno :)
Del resto tu ti senti comunista, ma ti ci senti solo perché subisci insofferente, come tutti noi, anche tu, il bombardamento ideologico da parte del sistema del capitale, e per lo meno ammetti che per accorgersi di tale scempio è necessaria una sensibilità di tipo comunista.
Niente contro di te, compagno, ma il mio vuole solo essere un invito a non cedere a certi ricatti: o almeno a non cedere al fascino di definirti un comunista.
Saluti comunisti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo compagno marco, continua a votare PD.<br />
Così sì che difenderai sicuramente gli interessi degli operai, e a quel prezzo varrà ben la pena di prendere a zappate i diritti civili (dico), le questioni di libertà personale (fare uso di marjiuana), la propria libertà fisica (aborto, testamento biologico), la solidarietà e responsabilità societaria verso i disagi (i delinquenti di strada e gli immigrati clandestini).<br />
Forse hai ragione.<br />
Forse dovremmo occuparci di quello a cui pensa la gente comune.<br />
Ma allora dovremmo occuparci in gran parte del Grande Fratello, di quanto è importante Berlusconi per l&#8217;Italia (cosa che Veltroni ha già provveduto a fare) e delle partite allo stadio.<br />
No, sai, perché io non conosco molta gente che pensa ad altro, ma magari il PD ne è pieno <img src='http://www.comunistiuniti.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Del resto tu ti senti comunista, ma ti ci senti solo perché subisci insofferente, come tutti noi, anche tu, il bombardamento ideologico da parte del sistema del capitale, e per lo meno ammetti che per accorgersi di tale scempio è necessaria una sensibilità di tipo comunista.<br />
Niente contro di te, compagno, ma il mio vuole solo essere un invito a non cedere a certi ricatti: o almeno a non cedere al fascino di definirti un comunista.<br />
Saluti comunisti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco gentile</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1158</link>
		<dc:creator>marco gentile</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 15:05:08 +0000</pubDate>
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		<description>Compagni, 
stiamo assistendo alla fine dei tradizionali partiti comunisti in Italia.
Purtroppo questa mia costatazione non nasce esclusivamente dal risultato elettorale, ma emerge spudoratamente anche dalle ultime vicende congrassuali, propagandistiche ed dalla manifestazioni di piazza (ormai anch'esse poche).
Il movimento, i partiti e tutti i simpatizzanti comunisti in italia, abbiamo fatto consapevolmente l'errore, grave, di copiare nel peggiore dei modi la deriva politica degli altri partiti comunisti in europa.
in un 21° secolo dove non sono mutati esclusivamente gli scenari politici, ma in maniera camaleontica anche gli scenari e le culture di massa, noi abbiamo avuto la felice idea di elevarci da essa.
la gente ha subito da parte dei peggiori capitalisti un bombardamento culturale senza precedenti e noi non siamo stati capaci di ripsondere alternativamente ad esso.
Giusto per usare parole comprensibili alla gente:
siamo stati capaci di difendere il degrado delle periferie e non di combatterlo, abbiamo avuto la felice idea di parlare di DICO e non di potere di acquisto dei salari, siamo stati capaci e bravi a difendere gli spacciatori e i loro clienti (criminali di strada) ed abbiamo abbandonato gli operai.
Io mi sento Comunista, ma Ho VOTATO PD perchè noi comunisti siamo nei nostri messaggi molto lontani da quello che la gente vuole.
siamo stati sordi nell'ascoltare le masse e eccezzionalmente bravi a vedere problemi "minori".
dobbiamo imparare dal Vecchio PCI "PARTITO COMUNISTA ITALIANO".
dobbiamo ascoltare la gente gli opeai, gli impiaegati, i precari.
non dobbiamo cercare elettorati di nicchia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Compagni,<br />
stiamo assistendo alla fine dei tradizionali partiti comunisti in Italia.<br />
Purtroppo questa mia costatazione non nasce esclusivamente dal risultato elettorale, ma emerge spudoratamente anche dalle ultime vicende congrassuali, propagandistiche ed dalla manifestazioni di piazza (ormai anch&#8217;esse poche).<br />
Il movimento, i partiti e tutti i simpatizzanti comunisti in italia, abbiamo fatto consapevolmente l&#8217;errore, grave, di copiare nel peggiore dei modi la deriva politica degli altri partiti comunisti in europa.<br />
in un 21° secolo dove non sono mutati esclusivamente gli scenari politici, ma in maniera camaleontica anche gli scenari e le culture di massa, noi abbiamo avuto la felice idea di elevarci da essa.<br />
la gente ha subito da parte dei peggiori capitalisti un bombardamento culturale senza precedenti e noi non siamo stati capaci di ripsondere alternativamente ad esso.<br />
Giusto per usare parole comprensibili alla gente:<br />
siamo stati capaci di difendere il degrado delle periferie e non di combatterlo, abbiamo avuto la felice idea di parlare di DICO e non di potere di acquisto dei salari, siamo stati capaci e bravi a difendere gli spacciatori e i loro clienti (criminali di strada) ed abbiamo abbandonato gli operai.<br />
Io mi sento Comunista, ma Ho VOTATO PD perchè noi comunisti siamo nei nostri messaggi molto lontani da quello che la gente vuole.<br />
siamo stati sordi nell&#8217;ascoltare le masse e eccezzionalmente bravi a vedere problemi &#8220;minori&#8221;.<br />
dobbiamo imparare dal Vecchio PCI &#8220;PARTITO COMUNISTA ITALIANO&#8221;.<br />
dobbiamo ascoltare la gente gli opeai, gli impiaegati, i precari.<br />
non dobbiamo cercare elettorati di nicchia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sandro</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1157</link>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 14:22:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.comunistiuniti.it/?p=3#comment-1157</guid>
		<description>solerosso68@excite.it 

Resoconto seconda riunione "Comunisti Uniti Lazio"

Si è tenuta Domenica 3 Agosto a Roma una seconda riunione tra compagne e compagni che stanno sostenendo nel Lazio l'Appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI”. Tenendo conto del particolare periodo di ferie pensiamo di poter affermare che il dibattito è stato ben riuscito e partecipato. Vi hanno preso parte molti compagni (del PdCI, dell’area dell’Ernesto del PRC, del MCC, ma anche di non appartenenti ad alcuna organizzazione politica) e fra questi parecchi giovani, tutti impegnati, nel rispetto della storia e dell’identità politica di ciascuno, alla costruzione oggi di una “Casa Comune” di tutti i comunisti ovunque collocati preludio necessario all’apertura di una “Costituente Comunista” che porti all’obiettivo di un Partito unitario in cui si possano ritrovare le migliaia di compagne e compagni ora divisi per via dell´attuale diaspora del movimento comunista italiano. 

In circa tre ore di dibattito sono stati affrontati principalmente i due temi all’ordine del giorno, strettamente connessi fra loro: 

1. analisi della fase post-congressuale di PdCI e PRC (il dopo Salsomaggiore ed il dopo Chianciano); 
2. prossime iniziative politiche unitarie dell’Appello. 

Anello di congiunzione di tutti gli interventi è stata la presa d’atto che i due Congressi ci riconsegnano due partiti in cui, pur a differenti livelli, sono arretrate le fallimentari posizioni governiste degli ultimi anni alle quali si deve, in larga parte, il crollo di riconoscimento politico-sociale dei comunisti* in Italia come testimonia l’esito delle ultime elezioni di aprile (ma non solo). E perciò, alla luce di questo percorso di riconquista dell´unità e dell´autonomia dei comunisti, può essere reputato sicuramente positivo il fatto che dal congresso del PRC emerga una linea sicuramente “più a sinistra”, che non si limita più a promuovere soltanto un´opposizione di classe attiva alle politiche berlusconiane, ma rivendica anche una totale alternatività al progetto del PD a livello nazionale. 

Idem per un PdCI che rompe coi progetti della costruzione di una sinistra moderata subalterna alle posizioni del PD ed è attento alla necessità di unificare i comunisti.

Positive le aperture, più o meno esplicite, verso le forze comuniste e anticapitaliste esterne a questi due partiti soprattutto se non saranno concepite come meri tentativi di “annessione”. 

Per tutto quanto detto, invece, molto negativo sarebbe se questi due Partiti dopo i congressi scegliessero di richiudersi nuovamente in sé stessi, abbandonando e annullando le spinte all’Unità uscite allo scoperto dalla propria base e non solo, con l’Appello Comunisti Uniti (che dichiara apertamente di aspirare alla ricostruzione di un progetto di una Casa Comune per tutti i compagni e le compagne ovunque collocati/e). Non solo. Sarebbe fortemente controproducente dare l’impressione di aver sostenuto questo Appello a semplice uso interno dei due rispettivi Partiti e/o col fine di costruire un’alleanza valida solo per le prossime elezioni europee quando, ormai da troppo tempo, le compagne ed i compagni chiedono uno sforzo in più: l’Unità strategica delle e dei Comunisti e la riqualificazione di un progetto nazionale di trasformazione anticapitalista partendo da contenuti di lotta e programmi di classe. 

Il fatto che per alcuni non sia praticabile dall’oggi al domani la costituzione di una Costituente Comunista - in cui le componenti politiche attualmente esistenti superino tutte le differenze, che tutt’ora permangono, e si “sciolgano” per la costruzione di un unico soggetto politico unitario - non significa che non sia necessario da subito costruire momenti politico-organizzativi che vadano verso questo obiettivo ormai ineludibile. 

Per questo motivo nella precedente riunione abbiamo prefigurato e proposto un percorso intermedio “a doppia appartenenza” (una sorta di “cantieri unitari”) in cui ciascun compagno, pur mantenendo la propria identità organizzativa nei percorsi politici in cui crede, parallelamente si impegni lealmente in un ambito comune di costruzione di strategie unitarie (e non solo per coordinarsi su semplici iniziative estemporanee).

Un ambito aperto alla partecipazione di tutti e perciò rivolto non solo ai compagni ed alle compagne nel PRC e nel PdCI, ma anche alle altre organizzazioni politiche comuniste oggi esistenti che condividano questo spirito unitario. Queste ultime, infatti, sembrano oggi limitarsi a proposte di “convergenza tattica” tra sigle solo su questo o quel punto, quando non scivolano addirittura nell’autoreferenzialità vera e propria, promuovendo, al massimo, degli “intergruppi” che, oltre ad essersi già dimostrata una strada fallimentare, tagliano fuori di fatto le migliaia di compagni e compagne senza appartenenza e non costruiscono momenti che possano durare nel tempo. 

Non pensiamo sia il momento di tirare il sasso e nascondere la mano. Pur mantenendo, in questa fase, ognuno la propria identità e autonomia politico-organizzativa c’è bisogno di scelte più coraggiose e di meno calcoli di rendita politica. Seminare il terreno per una fase costituente significa proprio questo: avere il coraggio e la voglia di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda (se non su tutto quantomeno su alcuni precisi punti fermi teorici e pratici condivisi), ognuno dalla postazione del proprio ambito d’appartenenza, spingendo nella stessa direzione della riunificazione nelle lotte e in strutture unitarie che raccolgano e moltiplichino le forze di tutti i comunisti oggi dispersi (nel PRC e nel PdCI in primis, ma anche in Sinistra Critica, Rete dei Comunisti, MCC, PCL, PdAC, nelle varie organizzazioni e coordinamenti comunisti da tempo extraparlamentari per scelta, nelle migliaia di individualità politiche che non si riconoscono più nelle componenti comuniste organizzate esistenti).

Pertanto chiediamo a tutti e tutte coloro che hanno sostenuto fino ad oggi l’Appello Comunisti Uniti di rilanciarlo e promuoverlo in ogni angolo del paese. 

Per non ripetere gli errori del passato pensiamo, infatti, che bisogna approfittare della inevitabile ripresa dell’opposizione e della lotta contro le politiche reazionarie di Berlusconi e Confindustria per costruire una piattaforma anticapitalista che sappia rappresentare stabilmente, in questa fase presumibilmente non breve, gli interessi delle classi sfruttate e che sappia riconnettere le idee del comunismo alle aspirazioni di queste ultime.

Molteplici saranno le occasioni da non perdere per ricostruire sul campo la credibilità persa dai comunisti nel nostro paese nei confronti del sentimento popolare diffuso. Dalle mobilitazioni contro la manovra finanziaria, per la difesa ed il rilancio del contratto nazionale e dei salari. Fino a quelle contro la precarietà ed il carovita, in difesa dei diritti dei lavoratori immigrati e contro le politiche razziste e securitarie del governo Berlusconi, a fianco dei movimenti in lotta per la difesa dell’ambiente e per il diritto alla casa. Per arrivare alla difesa dei diritti democratici residui oggi attaccati e al sostegno del diritto allo studio. Fino alle future manifestazioni contro le basi militari e al fianco dei popoli che resistono, contro le missioni italiane all’estero e le guerre imperialiste sia se sostenute dagli USA che dalla UE. 

Se c’è la volontà politica di trovare percorsi di unità e lotta, terreni da dove cominciare non mancano di certo. Nella precedente riunione del 12 Luglio già emerse come “la riunificazione dei comunisti o passa da un programma autonomo, da un’indipendenza ideologico-culturale e da un’organizzazione comunista che riconnetta anche a livello di sentimento di massa le idee e le prospettive del socialismo e del comunismo nel XXI Secolo, oppure verranno ripetuti all’infinito gli errori del passato quando è stato fin troppo palese il ruolo subalterno delle comuniste e dei comunisti (appoggio ai governi filo-padronali e “neo-liberisti” dei Padoa-Schioppa e dei Dini; governismo a tutti i livelli ed a tutti i costi; creazione della Sinistra Arcobaleno, “stampella borghese”, di cui le dirigenze dei due partiti ufficiali portano gran parte delle responsabilità; assunzione del paradigma della compatibilità e della concertazione in luogo dell'anticapitalismo e del conflitto di classe)” e su questa traccia sono stati individuati alcuni terreni di lavoro che, già da Settembre, dovrebbero vedere i compagni e le compagne di Roma e del Lazio che sostengono questo Appello come protagonisti/e di una “stagione nuova” di mobilitazioni, confronti, iniziative pubbliche. 

Per contribuire alla scrittura di questa “agenda autonoma” dei comunisti, ed al rafforzamento di un coordinamento unitario per la mobilitazione sulle questioni politiche e sociali, vengono pertanto avanzate alcune proposte per essere presenti attivamente in alcuni appuntamenti autunnali già previsti con modalità da verificare collettivamente nei prossimi incontri del gruppo nei primi giorni di settembre: 

• sostenere lo Sciopero Generale indetto dal Sindacalismo di Base per il 17 Ottobre su salario, precarietà, pensioni e sicurezza sul lavoro;

• appoggiare le eventuali iniziative delle opposizioni nella CGIL in difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro anche in eventuali Referendum per il NO di fronte ad accordi-bidone che dovessero essere presentati ai lavoratori; 

• sostenere le prossime mobilitazioni dei lavoratori immigrati per il diritto alla cittadinanza nella consapevolezza della necessità di costruire piattaforme unitarie coi lavoratori italiani in quanto entrambi appartenenti alla medesima classe di sfruttati del nostro paese;

• sostenere con forza le vertenze già aperte sia sul lavoro che sul territorio (per esempio contro gli esuberi in Alitalia ed in Telecom oppure contro la costruzione del Corridoio Roma-Latina e la Turbogas ad Aprilia) ed appoggiare le esperienze di organizzazione dal basso e di “mutuo soccorso” che si sono create su questi terreni; • appoggiare le mobilitazioni preannunciate all’Università contro gli attacchi al diritto all’istruzione e contro le privatizzazioni e le aziendalizzazioni degli atenei che verrebbero così completamente subordinati agli interessi della Confindustria; 

• aderire alla manifestazione nazionale proposta da PdCI e PRC per ottobre per rilanciare l’opposizione sociale al Governo Berlusconi dando visibilità massima alla proposta dell’Appello Comunisti Uniti e dei cantieri unitari. Inoltre si propone di sperimentare dei terreni di iniziativa comune di questo gruppo locale di sostenitori dell’Appello Comunisti Uniti: 

• costruendo momenti di mobilitazione contro il Carovita nei mercati dei quartieri dove siamo presenti con massicci volantinaggi (il prezzo del pane, per esempio, ha subito un rincaro del 25%); 

• promuovendo unitariamente alcuni momenti di dibattito ed analisi politica per ricostruire una cassetta degli attrezzi comune utile per comprendere e intervenire nella realtà dello sfruttamento oggi. Prendendo atto della non praticabilità immediata della precedente proposta di un campeggio a settembre, raccogliamo l’invito a un incontro nazionale reso pubblico dai sostenitori dell’Appello in Campania, già strutturatisi in un locale “Cantiere per la Costituente Comunista”, per un incontro nazionale che sopperisca alla mancanza di comunicazione e coordinamento nazionale tra le migliaia di sostenitori dell’Appello delle differenti regioni. Come da loro comunicato: “... poiché le esigenze di incontro, di conoscenza, di discussione, di confronto e, possibilmente, di un coordinamento tra noi permangono, stiamo lavorando ad organizzare un incontro per la fine di settembre o i primi di ottobre a Napoli. Pensiamo ad un paio di giorni (sabato e domenica) di discussioni tematiche. Sarà nostro impegno fare in modo che i compagni interessati a partecipare possano farlo con ospitalità a bassissimo costo.” 

Su questo rinnoviamo la richiesta ai gestori delle mailing list e del sito www.comunistiuniti.it di attivarsi per mettere in contatto i vari “nodi” regionali che già oggi raccolgono centinaia di compagne e compagni di differenti provenienze e storie politiche, e che condividono questa voglia di una svolta e di spinta all’unità. 

Rimangono validi e rafforzati i seguenti punti enucleati nel precedente resoconto: 

- Ci impegniamo, come gruppo del Lazio, a rimanere in contatto anche in questi mesi estivi (attraverso la mailing list e non solo) per coordinarci da subito in eventuali mobilitazioni contro il governo Berlusconi, contro gli attacchi ai diritti del movimento dei lavoratori o degli immigrati.

- Ci impegniamo, nello spirito unitario che abbiamo dichiarato, anche a riconvocarci a Roma nei primissimi giorni di Settembre con tutti quei compagni della lista del Lazio che non hanno potuto partecipare oggi per strutturare questo percorso nella nostra Regione, con una riunione che stavolta convocheremo pubblicamente in luogo da decidere.

- Chiediamo ai gestori delle liste e del sito che vengano informati di ogni iniziativa e riunione intraprese tutti i firmatari dell'Appello e non solo gli iscritti nelle mailing list. 

- Ci assumiamo l’impegno di rendere sempre pubblici i resoconti delle riunioni e degli incontri per favorire il massimo dell'estensione e del coinvolgimento delle iniziative che scaturiranno da questo Appello. Come nello spirito dichiarato nell'Appello: Comunisti Uniti, ripartendo dai militanti del PRC e del PdCI, ma anche da tutte quelle comuniste e comunisti che sono sparsi ovunque e ovunque organizzativamente collocati. 

Roma, 3 Agosto 2008</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="mailto:solerosso68@excite.it">solerosso68@excite.it</a> </p>
<p>Resoconto seconda riunione &#8220;Comunisti Uniti Lazio&#8221;</p>
<p>Si è tenuta Domenica 3 Agosto a Roma una seconda riunione tra compagne e compagni che stanno sostenendo nel Lazio l&#8217;Appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI”. Tenendo conto del particolare periodo di ferie pensiamo di poter affermare che il dibattito è stato ben riuscito e partecipato. Vi hanno preso parte molti compagni (del PdCI, dell’area dell’Ernesto del PRC, del MCC, ma anche di non appartenenti ad alcuna organizzazione politica) e fra questi parecchi giovani, tutti impegnati, nel rispetto della storia e dell’identità politica di ciascuno, alla costruzione oggi di una “Casa Comune” di tutti i comunisti ovunque collocati preludio necessario all’apertura di una “Costituente Comunista” che porti all’obiettivo di un Partito unitario in cui si possano ritrovare le migliaia di compagne e compagni ora divisi per via dell´attuale diaspora del movimento comunista italiano. </p>
<p>In circa tre ore di dibattito sono stati affrontati principalmente i due temi all’ordine del giorno, strettamente connessi fra loro: </p>
<p>1. analisi della fase post-congressuale di PdCI e PRC (il dopo Salsomaggiore ed il dopo Chianciano);<br />
2. prossime iniziative politiche unitarie dell’Appello. </p>
<p>Anello di congiunzione di tutti gli interventi è stata la presa d’atto che i due Congressi ci riconsegnano due partiti in cui, pur a differenti livelli, sono arretrate le fallimentari posizioni governiste degli ultimi anni alle quali si deve, in larga parte, il crollo di riconoscimento politico-sociale dei comunisti* in Italia come testimonia l’esito delle ultime elezioni di aprile (ma non solo). E perciò, alla luce di questo percorso di riconquista dell´unità e dell´autonomia dei comunisti, può essere reputato sicuramente positivo il fatto che dal congresso del PRC emerga una linea sicuramente “più a sinistra”, che non si limita più a promuovere soltanto un´opposizione di classe attiva alle politiche berlusconiane, ma rivendica anche una totale alternatività al progetto del PD a livello nazionale. </p>
<p>Idem per un PdCI che rompe coi progetti della costruzione di una sinistra moderata subalterna alle posizioni del PD ed è attento alla necessità di unificare i comunisti.</p>
<p>Positive le aperture, più o meno esplicite, verso le forze comuniste e anticapitaliste esterne a questi due partiti soprattutto se non saranno concepite come meri tentativi di “annessione”. </p>
<p>Per tutto quanto detto, invece, molto negativo sarebbe se questi due Partiti dopo i congressi scegliessero di richiudersi nuovamente in sé stessi, abbandonando e annullando le spinte all’Unità uscite allo scoperto dalla propria base e non solo, con l’Appello Comunisti Uniti (che dichiara apertamente di aspirare alla ricostruzione di un progetto di una Casa Comune per tutti i compagni e le compagne ovunque collocati/e). Non solo. Sarebbe fortemente controproducente dare l’impressione di aver sostenuto questo Appello a semplice uso interno dei due rispettivi Partiti e/o col fine di costruire un’alleanza valida solo per le prossime elezioni europee quando, ormai da troppo tempo, le compagne ed i compagni chiedono uno sforzo in più: l’Unità strategica delle e dei Comunisti e la riqualificazione di un progetto nazionale di trasformazione anticapitalista partendo da contenuti di lotta e programmi di classe. </p>
<p>Il fatto che per alcuni non sia praticabile dall’oggi al domani la costituzione di una Costituente Comunista - in cui le componenti politiche attualmente esistenti superino tutte le differenze, che tutt’ora permangono, e si “sciolgano” per la costruzione di un unico soggetto politico unitario - non significa che non sia necessario da subito costruire momenti politico-organizzativi che vadano verso questo obiettivo ormai ineludibile. </p>
<p>Per questo motivo nella precedente riunione abbiamo prefigurato e proposto un percorso intermedio “a doppia appartenenza” (una sorta di “cantieri unitari”) in cui ciascun compagno, pur mantenendo la propria identità organizzativa nei percorsi politici in cui crede, parallelamente si impegni lealmente in un ambito comune di costruzione di strategie unitarie (e non solo per coordinarsi su semplici iniziative estemporanee).</p>
<p>Un ambito aperto alla partecipazione di tutti e perciò rivolto non solo ai compagni ed alle compagne nel PRC e nel PdCI, ma anche alle altre organizzazioni politiche comuniste oggi esistenti che condividano questo spirito unitario. Queste ultime, infatti, sembrano oggi limitarsi a proposte di “convergenza tattica” tra sigle solo su questo o quel punto, quando non scivolano addirittura nell’autoreferenzialità vera e propria, promuovendo, al massimo, degli “intergruppi” che, oltre ad essersi già dimostrata una strada fallimentare, tagliano fuori di fatto le migliaia di compagni e compagne senza appartenenza e non costruiscono momenti che possano durare nel tempo. </p>
<p>Non pensiamo sia il momento di tirare il sasso e nascondere la mano. Pur mantenendo, in questa fase, ognuno la propria identità e autonomia politico-organizzativa c’è bisogno di scelte più coraggiose e di meno calcoli di rendita politica. Seminare il terreno per una fase costituente significa proprio questo: avere il coraggio e la voglia di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda (se non su tutto quantomeno su alcuni precisi punti fermi teorici e pratici condivisi), ognuno dalla postazione del proprio ambito d’appartenenza, spingendo nella stessa direzione della riunificazione nelle lotte e in strutture unitarie che raccolgano e moltiplichino le forze di tutti i comunisti oggi dispersi (nel PRC e nel PdCI in primis, ma anche in Sinistra Critica, Rete dei Comunisti, MCC, PCL, PdAC, nelle varie organizzazioni e coordinamenti comunisti da tempo extraparlamentari per scelta, nelle migliaia di individualità politiche che non si riconoscono più nelle componenti comuniste organizzate esistenti).</p>
<p>Pertanto chiediamo a tutti e tutte coloro che hanno sostenuto fino ad oggi l’Appello Comunisti Uniti di rilanciarlo e promuoverlo in ogni angolo del paese. </p>
<p>Per non ripetere gli errori del passato pensiamo, infatti, che bisogna approfittare della inevitabile ripresa dell’opposizione e della lotta contro le politiche reazionarie di Berlusconi e Confindustria per costruire una piattaforma anticapitalista che sappia rappresentare stabilmente, in questa fase presumibilmente non breve, gli interessi delle classi sfruttate e che sappia riconnettere le idee del comunismo alle aspirazioni di queste ultime.</p>
<p>Molteplici saranno le occasioni da non perdere per ricostruire sul campo la credibilità persa dai comunisti nel nostro paese nei confronti del sentimento popolare diffuso. Dalle mobilitazioni contro la manovra finanziaria, per la difesa ed il rilancio del contratto nazionale e dei salari. Fino a quelle contro la precarietà ed il carovita, in difesa dei diritti dei lavoratori immigrati e contro le politiche razziste e securitarie del governo Berlusconi, a fianco dei movimenti in lotta per la difesa dell’ambiente e per il diritto alla casa. Per arrivare alla difesa dei diritti democratici residui oggi attaccati e al sostegno del diritto allo studio. Fino alle future manifestazioni contro le basi militari e al fianco dei popoli che resistono, contro le missioni italiane all’estero e le guerre imperialiste sia se sostenute dagli USA che dalla UE. </p>
<p>Se c’è la volontà politica di trovare percorsi di unità e lotta, terreni da dove cominciare non mancano di certo. Nella precedente riunione del 12 Luglio già emerse come “la riunificazione dei comunisti o passa da un programma autonomo, da un’indipendenza ideologico-culturale e da un’organizzazione comunista che riconnetta anche a livello di sentimento di massa le idee e le prospettive del socialismo e del comunismo nel XXI Secolo, oppure verranno ripetuti all’infinito gli errori del passato quando è stato fin troppo palese il ruolo subalterno delle comuniste e dei comunisti (appoggio ai governi filo-padronali e “neo-liberisti” dei Padoa-Schioppa e dei Dini; governismo a tutti i livelli ed a tutti i costi; creazione della Sinistra Arcobaleno, “stampella borghese”, di cui le dirigenze dei due partiti ufficiali portano gran parte delle responsabilità; assunzione del paradigma della compatibilità e della concertazione in luogo dell&#8217;anticapitalismo e del conflitto di classe)” e su questa traccia sono stati individuati alcuni terreni di lavoro che, già da Settembre, dovrebbero vedere i compagni e le compagne di Roma e del Lazio che sostengono questo Appello come protagonisti/e di una “stagione nuova” di mobilitazioni, confronti, iniziative pubbliche. </p>
<p>Per contribuire alla scrittura di questa “agenda autonoma” dei comunisti, ed al rafforzamento di un coordinamento unitario per la mobilitazione sulle questioni politiche e sociali, vengono pertanto avanzate alcune proposte per essere presenti attivamente in alcuni appuntamenti autunnali già previsti con modalità da verificare collettivamente nei prossimi incontri del gruppo nei primi giorni di settembre: </p>
<p>• sostenere lo Sciopero Generale indetto dal Sindacalismo di Base per il 17 Ottobre su salario, precarietà, pensioni e sicurezza sul lavoro;</p>
<p>• appoggiare le eventuali iniziative delle opposizioni nella CGIL in difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro anche in eventuali Referendum per il NO di fronte ad accordi-bidone che dovessero essere presentati ai lavoratori; </p>
<p>• sostenere le prossime mobilitazioni dei lavoratori immigrati per il diritto alla cittadinanza nella consapevolezza della necessità di costruire piattaforme unitarie coi lavoratori italiani in quanto entrambi appartenenti alla medesima classe di sfruttati del nostro paese;</p>
<p>• sostenere con forza le vertenze già aperte sia sul lavoro che sul territorio (per esempio contro gli esuberi in Alitalia ed in Telecom oppure contro la costruzione del Corridoio Roma-Latina e la Turbogas ad Aprilia) ed appoggiare le esperienze di organizzazione dal basso e di “mutuo soccorso” che si sono create su questi terreni; • appoggiare le mobilitazioni preannunciate all’Università contro gli attacchi al diritto all’istruzione e contro le privatizzazioni e le aziendalizzazioni degli atenei che verrebbero così completamente subordinati agli interessi della Confindustria; </p>
<p>• aderire alla manifestazione nazionale proposta da PdCI e PRC per ottobre per rilanciare l’opposizione sociale al Governo Berlusconi dando visibilità massima alla proposta dell’Appello Comunisti Uniti e dei cantieri unitari. Inoltre si propone di sperimentare dei terreni di iniziativa comune di questo gruppo locale di sostenitori dell’Appello Comunisti Uniti: </p>
<p>• costruendo momenti di mobilitazione contro il Carovita nei mercati dei quartieri dove siamo presenti con massicci volantinaggi (il prezzo del pane, per esempio, ha subito un rincaro del 25%); </p>
<p>• promuovendo unitariamente alcuni momenti di dibattito ed analisi politica per ricostruire una cassetta degli attrezzi comune utile per comprendere e intervenire nella realtà dello sfruttamento oggi. Prendendo atto della non praticabilità immediata della precedente proposta di un campeggio a settembre, raccogliamo l’invito a un incontro nazionale reso pubblico dai sostenitori dell’Appello in Campania, già strutturatisi in un locale “Cantiere per la Costituente Comunista”, per un incontro nazionale che sopperisca alla mancanza di comunicazione e coordinamento nazionale tra le migliaia di sostenitori dell’Appello delle differenti regioni. Come da loro comunicato: “&#8230; poiché le esigenze di incontro, di conoscenza, di discussione, di confronto e, possibilmente, di un coordinamento tra noi permangono, stiamo lavorando ad organizzare un incontro per la fine di settembre o i primi di ottobre a Napoli. Pensiamo ad un paio di giorni (sabato e domenica) di discussioni tematiche. Sarà nostro impegno fare in modo che i compagni interessati a partecipare possano farlo con ospitalità a bassissimo costo.” </p>
<p>Su questo rinnoviamo la richiesta ai gestori delle mailing list e del sito <a href="http://www.comunistiuniti.it" rel="nofollow">http://www.comunistiuniti.it</a> di attivarsi per mettere in contatto i vari “nodi” regionali che già oggi raccolgono centinaia di compagne e compagni di differenti provenienze e storie politiche, e che condividono questa voglia di una svolta e di spinta all’unità. </p>
<p>Rimangono validi e rafforzati i seguenti punti enucleati nel precedente resoconto: </p>
<p>- Ci impegniamo, come gruppo del Lazio, a rimanere in contatto anche in questi mesi estivi (attraverso la mailing list e non solo) per coordinarci da subito in eventuali mobilitazioni contro il governo Berlusconi, contro gli attacchi ai diritti del movimento dei lavoratori o degli immigrati.</p>
<p>- Ci impegniamo, nello spirito unitario che abbiamo dichiarato, anche a riconvocarci a Roma nei primissimi giorni di Settembre con tutti quei compagni della lista del Lazio che non hanno potuto partecipare oggi per strutturare questo percorso nella nostra Regione, con una riunione che stavolta convocheremo pubblicamente in luogo da decidere.</p>
<p>- Chiediamo ai gestori delle liste e del sito che vengano informati di ogni iniziativa e riunione intraprese tutti i firmatari dell&#8217;Appello e non solo gli iscritti nelle mailing list. </p>
<p>- Ci assumiamo l’impegno di rendere sempre pubblici i resoconti delle riunioni e degli incontri per favorire il massimo dell&#8217;estensione e del coinvolgimento delle iniziative che scaturiranno da questo Appello. Come nello spirito dichiarato nell&#8217;Appello: Comunisti Uniti, ripartendo dai militanti del PRC e del PdCI, ma anche da tutte quelle comuniste e comunisti che sono sparsi ovunque e ovunque organizzativamente collocati. </p>
<p>Roma, 3 Agosto 2008</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: redazione</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1156</link>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 08:56:32 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Fabio, il fax è arrivato di sicuro, le firme saranno inserite tra qualche giorno poichè il compagno che si occupa dei fax ha avuto dei problemi ed è stato impossibilitato a svolgere il suo ruolo per un pò di tempo. Ti chiediamo scusa ma il lavoro sul sito viene svolto da compagne e compagni a titolo di volontariato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio, il fax è arrivato di sicuro, le firme saranno inserite tra qualche giorno poichè il compagno che si occupa dei fax ha avuto dei problemi ed è stato impossibilitato a svolgere il suo ruolo per un pò di tempo. Ti chiediamo scusa ma il lavoro sul sito viene svolto da compagne e compagni a titolo di volontariato.</p>
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		<title>Di: Cantiere Napoletano</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1155</link>
		<dc:creator>Cantiere Napoletano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 07:56:11 +0000</pubDate>
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		<description>A sostegno dell'appello Comunisti Uniti e della necessità di riaprire il confronto e l'iniziativa comune tra le forze comuniste oggi disperse per diversi sentieri, dal mese di maggio sono stati organizzati a Napoli e dintorni numerosi incontri tra compagni provenienti dal PRC (area Ernesto), PdCI, CUC-MCC, Città del Sole, Rete dei Comunisti e molti compagni non appartenenti ad alcuna organizzazione politica o collettivo.
A seguito delle iniziative sorte in Campania è nato un "Cantiere per la Costituente Comunista" unitario tra tutti (dove a nessuno è richiesto in questa fase di abbandonare la proprta organizzazione o Partito) che lancia un appello di INCONTRO NAZIONALE tra tutte le realtà regionali nate a seguito di questo Appello, con mailing list e luoghi di incontro in ogni regione. Di seguito la lettera-appello che sta girando in tutta Italia.

Cari compagni,

l'idea di organizzare una settimana di discussione e di lavoro in un 
campeggio nei primi giorni di settembre ha incontrato il favore 
pressocché unanime di tantissimi compagni. La maggior parte ci ha, 
però, fatto presente che la proposta veniva in ritardo, quando le 
ferie erano terminate e quasi tutti sarebbero stati costretti a 
tornare al lavoro. D'altro canto i tempi sono stati determinati da 
quanto è accaduto a partire dal 13 di aprile. Infine dobbiamo 
scontare la situazione di estrema dispersione e di totale mancanza 
non soltanto di organizzazione, ma anche di coordinamento. L'ipotesi 
del campeggio voleva iniziare anche a colmare questo vuoto.
Abbiamo, allora, deciso di rinunciare per quest'anno al campeggio, 
rinviando la cosa al prossimo anno.
Tuttavia, poiché le esigenze di incontro, di conoscenza, di 
discussione, di confronto e, possibilmente, di un coordinamento tra 
noi permangono, stiamo lavorando ad organizzare un incontro per la 
fine di settembre o i primi di ottobre a Napoli. Pensiamo ad un paio 
di giorni (sabato e domenica) di discussioni tematiche. Sarà nostro 
impegno fare in modo che i compagni interessati a partecipare possano 
farlo con ospitalità a bassissimo costo.
Vi preghiamo di farci avere il vostro parere, corredato naturalmente 
di suggerimenti e proposte concrete.
Entro i primi di settembre, inoltre, dovreste farci sapere quanti 
compagni effettivamente pensano di partecipare.
Buon lavoro a tutti e saluti comunisti.

Il Cantiere per la Costituente Comunista in Campania
sergiomanes@lacittadelsole.net</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A sostegno dell&#8217;appello Comunisti Uniti e della necessità di riaprire il confronto e l&#8217;iniziativa comune tra le forze comuniste oggi disperse per diversi sentieri, dal mese di maggio sono stati organizzati a Napoli e dintorni numerosi incontri tra compagni provenienti dal PRC (area Ernesto), PdCI, CUC-MCC, Città del Sole, Rete dei Comunisti e molti compagni non appartenenti ad alcuna organizzazione politica o collettivo.<br />
A seguito delle iniziative sorte in Campania è nato un &#8220;Cantiere per la Costituente Comunista&#8221; unitario tra tutti (dove a nessuno è richiesto in questa fase di abbandonare la proprta organizzazione o Partito) che lancia un appello di INCONTRO NAZIONALE tra tutte le realtà regionali nate a seguito di questo Appello, con mailing list e luoghi di incontro in ogni regione. Di seguito la lettera-appello che sta girando in tutta Italia.</p>
<p>Cari compagni,</p>
<p>l&#8217;idea di organizzare una settimana di discussione e di lavoro in un<br />
campeggio nei primi giorni di settembre ha incontrato il favore<br />
pressocché unanime di tantissimi compagni. La maggior parte ci ha,<br />
però, fatto presente che la proposta veniva in ritardo, quando le<br />
ferie erano terminate e quasi tutti sarebbero stati costretti a<br />
tornare al lavoro. D&#8217;altro canto i tempi sono stati determinati da<br />
quanto è accaduto a partire dal 13 di aprile. Infine dobbiamo<br />
scontare la situazione di estrema dispersione e di totale mancanza<br />
non soltanto di organizzazione, ma anche di coordinamento. L&#8217;ipotesi<br />
del campeggio voleva iniziare anche a colmare questo vuoto.<br />
Abbiamo, allora, deciso di rinunciare per quest&#8217;anno al campeggio,<br />
rinviando la cosa al prossimo anno.<br />
Tuttavia, poiché le esigenze di incontro, di conoscenza, di<br />
discussione, di confronto e, possibilmente, di un coordinamento tra<br />
noi permangono, stiamo lavorando ad organizzare un incontro per la<br />
fine di settembre o i primi di ottobre a Napoli. Pensiamo ad un paio<br />
di giorni (sabato e domenica) di discussioni tematiche. Sarà nostro<br />
impegno fare in modo che i compagni interessati a partecipare possano<br />
farlo con ospitalità a bassissimo costo.<br />
Vi preghiamo di farci avere il vostro parere, corredato naturalmente<br />
di suggerimenti e proposte concrete.<br />
Entro i primi di settembre, inoltre, dovreste farci sapere quanti<br />
compagni effettivamente pensano di partecipare.<br />
Buon lavoro a tutti e saluti comunisti.</p>
<p>Il Cantiere per la Costituente Comunista in Campania<br />
<a href="mailto:sergiomanes@lacittadelsole.net">sergiomanes@lacittadelsole.net</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Fabio</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1154</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 09:08:49 +0000</pubDate>
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		<description>E' passato un mese da quando ho inviato una decina di firme via fax. Non le vedo pubblicate e volevo sapere se sono arrivate.
Fabio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passato un mese da quando ho inviato una decina di firme via fax. Non le vedo pubblicate e volevo sapere se sono arrivate.<br />
Fabio</p>
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		<title>Di: Niccolò Zanotelli</title>
		<link>http://www.comunistiuniti.it/2008/04/17/appello/#comment-1153</link>
		<dc:creator>Niccolò Zanotelli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 21:59:14 +0000</pubDate>
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		<description>Che dire, come spesso è già accaduto le analisi politiche dei Carc non fanno una grinza.

Saluti
Niccolò Zanotelli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che dire, come spesso è già accaduto le analisi politiche dei Carc non fanno una grinza.</p>
<p>Saluti<br />
Niccolò Zanotelli</p>
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