APPELLO
17 04 2008COMUNISTE E COMUNISTI
COMINCIAMO DA NOI
Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia
Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale.
Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze.
Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore.
Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quarto della somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) - quando ancora non vi era l’apporto di Sinistra Democratica - ma raccoglie assai meno della metà dei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l’8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell’8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita.
Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell’Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento.
Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”, tra cui risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anti-capitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito democratico e ad una logica di alternanza di sistema.
E’ giunto il tempo delle scelte: questa è la nostra
Non condividiamo l’idea del soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente una “accelerazione”, nonostante il fallimento politico elettorale. Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, in un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (PRC e PdCI), vada oltre coinvolgendo altre soggettività politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali.
Rivolgiamo un appello ai militanti e ai dirigenti di Rifondazione, del PdCI, di altre associazioni o reti, e alle centinaia di migliaia di comuniste/i senza tessera che in questi anni hanno contribuito nei movimenti e nelle lotte a porre le basi di una società alternativa al capitalismo, perché non si liquidino le espressioni organizzate dei comunisti ed anzi si avvii un processo aperto e innovativo, volto alla costruzione di una “casa comune dei comunisti”.
Ci rivolgiamo:
- alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi “non ce la fanno più” e per i quali la “crisi della quarta settimana” non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo;
- ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista;
- ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell’imperialismo;
- al mondo dei migranti, che rappresentano l’irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l’imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall’incontro multietnico e multiculturale può nascere - nella lotta comune - una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla “diversità”, che faccia progredire l’umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace.
Auspichiamo un processo che fin dall’inizio si caratterizzi per la capacità di promuovere una riflessione problematica, anche autocritica. Indagando anche sulle ragioni per le quali un’esperienza ricca e promettente come quella originaria della “rifondazione comunista” non sia stata capace di costruire quel partito comunista di cui il movimento operaio e la sinistra avevano ed hanno bisogno; e come mai quel processo sia stato contrassegnato da tante divisioni, separazioni, defezioni che hanno deluso e allontanato dalla militanza decine di migliaia di compagne/i. Chiediamo una riflessione sulle ragioni che hanno reso fragile e inadeguato il radicamento sociale e di classe dei partiti che provengono da quella esperienza, ed anche gli errori che ci hanno portati in un governo che ha deluso le aspettative del popolo di sinistra: il che è pure all’origine della ripresa delle destre. Ci vorrà tempo, pazienza e rispetto reciproco per questa riflessione. Ma se la eludessimo, troppo precarie si rivelerebbero le fondamenta della ricostruzione. Il nostro non è un impegno che contraddice l’esigenza giusta e sentita di una più vasta unità d’azione di tutte le forze della sinistra che non rinunciano al cambiamento. Né esclude la ricerca di convergenze utili per arginare l’avanzata delle forze più apertamente reazionarie. Ma tale sforzo unitario a sinistra avrà tanto più successo, quanto più incisivo sarà il processo di ricostruzione di un partito comunista forte e unitario, all’altezza dei tempi. Che - tanto più oggi - sappia vivere e radicarsi nella società prima ancora che nelle istituzioni, perché solo il radicamento sociale può garantire solidità e prospettive di crescita e porre le basi di un partito che abbia una sua autonoma organizzazione e un suo autonomo ruolo politico con influenza di massa, nonostante l’attuale esclusione dal Parlmento e anche nella eventualità di nuove leggi elettorali peggiorative.
La manifestazione del 20 ottobre 2007, nella quale un milione di persone sono sfilate con entusiasmo sotto una marea di bandiere rosse coi simboli comunisti, dimostra – più di ogni altro discorso – che esiste nell’Italia di oggi lo spazio sociale e politico per una forza comunista autonoma, combattiva, unita ed unitaria, che sappia essere il perno di una più vasta mobilitazione popolare a sinistra, che sappia parlare - tra gli altri - ai 200.000 della manifestazione contro la base di Vicenza, ai delegati sindacali che si sono battuti per il NO all’accordo di governo su Welfare e pensioni, ai 10 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il referendum sull’art.18.
Auspichiamo che questo appello – anche attraverso incontri e momenti di discussione aperta - raccolga un’ampia adesione in ogni città, territorio, luogo di lavoro e di studio, ovunque vi siano un uomo, una donna, un ragazzo e una ragazza che non considerano il capitalismo l’orizzonte ultimo della civiltà umana.
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difendiamo il contratto nazionale di lavoro
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Mar, 22/07/2008 - 11:50
Da quasi 25 anni il Contratto Nazionale è sotto attacco. Oggi la Confindustria, assecondata dalle burocrazie confederali, tenta l’affondo finale. E’ il momento di opporsi!
Appello per la difesa ed il rilancio del Contratto Nazionale di lavoro
(21 luglio 2008)
Alcuni giorni fa si è svolta, presso l’ospedale dell’Angelo, un’assemblea promossa da Cobas Sanità e dalla Rete 28 Aprile nella CGIL, che ha visto scarsa partecipazione di lavoratori ospedalieri.
Osserviamo con rammarico, come sia insufficiente lamentarsi per le condizioni di lavoro, per poi sottrarsi ad occasioni che possono essere utili per portare e discutere le varie problematiche… ma noi non ci arrendiamo!
Il governo ha varato il Documento Economico Finanziario per il 2009 fissando un indice di inflazione programmata all’1,7 %, che sarà il punto di riferimento per tutti gli aumenti salariali nei prossimi rinnovi contrattuali (sic !); la Finanziaria Tremonti per il 2009 prevede un notevole ulteriore sviluppo delle privatizzazioni e quindi miliardi di tagli ai servizi pubblici, in particolare sanità e scuola, blocco delle assunzioni e riduzioni delle dotazioni organiche, riduzione dei fondi della contrattazione integrativa; il decreto 112, dietro la campagna mistificante sulla meritocrazia ed innovazione della Pubblica Amministrazione e contro i “fannulloni”, svela in realtà il più grave attacco - da molti decenni - allo stato sociale.
Il ministro Sacconi ha annunciato la volontà di portare l’orario di lavoro fino a 65 ore settimanali, sono stati ripristinati i contratti a chiamata e sono stati abrogati i limiti per i contratti a termine, cancellando anche quelle note che avevano corretto la legge 30.
Nel frattempo il 18 giugno è iniziato tra Confindustria e la burocrazie sindacali il confronto sul modello contrattuale: l’obiettivo di Confindustria è smantellare il Contratto Nazionale.
Le richieste sono: il calcolo dell’inflazione ogni tre anni invece che due, con una ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari, il divieto per il Contratto Nazionale di prevedere aumenti oltre l’inflazione programmata, il controllo assoluto sul lavoro salariato attraverso la contrattazione aziendale, vincolata alla produttività.
Confindustria insiste: tagliamo i salari
Il 15 luglio si è svolto un nuovo incontro: Confindustria ha proposto di rinnovare i contratti avendo a riferimento un indice tra il 2 e il 2,2%, cioè molto vicino a quell’inflazione programmata dell’1,7%, già decisa dal governo.
Con un’inflazione Istat al 3,8% e una sui beni di prima necessità vicina al 6% la posizione della Confindustria porterebbe a un drastico taglio del potere d’acquisto delle retribuzioni, ancor più pesante perché articolato su 3 anni.
Inoltre la Confindustria ha proposto di non calcolare l’aumento delle retribuzioni sulla paga effettivamente percepita dai Lavoratori, bensì di calcolare l’aumento delle retribuzioni sui minimi tabellari, il che comporterebbe un’ulteriore riduzione dell’aumento effettivo rispetto a quanto necessario per tutelare il potere d’acquisto.
La Confindustria ha poi proposto di generalizzare l’istituto che già esiste in diversi contratti e che definisce un minimo di premio nazionale per chi è pagato solo con i minimi tabellari. Questo istituto sarebbe però di una dimensione talmente ridotta da non riuscire neppure lontanamente a recuperare il potere d’acquisto perso con gli aumenti sui minimi tabellari.
Il prossimo incontro è convocato per il 24 luglio.
Da più di vent’anni il Contratto Nazionale è sotto attacco: nel 1984 il governo Craxi aveva tagliato di 4 punti l’indennità di contingenza e nel 1992 il governo Amato, in accordo con Cgil, Cisl e Uil, ha soppresso del tutto la scala Mobile.
Con la fine della Scala Mobile, conquistata nel 1946, il Contratto Nazionale di Lavoro ha perso l’aumento automatico dei salari di tutti i lavoratori e pensionati, calcolato ogni sei mesi in base all’aumento del costo della vita.
Con l’indebolimento del CCNL ogni anno una percentuale sempre più alta di ricchezza prodotta viene tolta ai salari e regalata ai profitti.
Nel 1983 il 77% della ricchezza - PIL - andava ai salari ed il 23% ai profitti, nel 2005 ai salari va meno del 69%, mentre ai profitti oltre il 31%: l’8% del PIL in più ai profitti rispetto a vent’anni fa. Una cifra pari a 120 miliardi di euro, che significa 5 mila 200 euro del salario di ogni lavoratore, e questo ogni anno.
Senza contrattazione collettiva il lavoratore è solo, estremamente ricattabile attraverso la contrattazione individuale.
Il CCNL rimane l’unico strumento CERTO di recupero del salario per tutti i lavoratori.
I lavoratori dell’Asl 12 Veneziana esprimono quindi tutta la loro preoccupazione rispetto un’ipotesi di riforma che congeli e svilisca il Contratto Nazionale, che metta in discussione il suo valore rivendicativo economico e di tutela dei diritti, il suo significato di mantenere coesione e solidarietà fra gli stessi lavoratori.
difendiamo e rilanciamo il Contratto per garantire il recupero del potere di acquisto dei salari
Venezia - Mestre 18 luglio 2008
COBAS Sanità Venezia
Resoconto prima riunione “Comunisti Uniti Lazio”
Sabato 12 luglio si è tenuta a Roma una prima riunione tra compagni e compagne che sostengono nel Lazio l’Appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI” e che intendono partecipare attivamente, attraverso la condivisione di percorsi collettivi e di metodologie di lavoro, al percorso di apertura di una “Costituente Comunista”.
Nello spirito dell’appello, intendiamo questa fase costituente come momento necessario per riunificare le forze di tutti i comunisti che, ad oggi, sono sparsi tra PRC e PdCI, in molte organizzazioni e coordinamenti comunisti (già da tempo extraparlamentari per scelta) ed in migliaia di individualità politiche (ormai la stragrande maggioranza) che non si riconoscono più nelle componenti comuniste organizzate esistenti.
La partecipazione, considerando la natura non pubblica della riunione (convocata solo tra gli iscritti della mailing list “Comunisti Uniti Lazio”), è stata più che positiva (30 persone), con contributi che hanno spaziato dall’analisi della crisi attuale del movimento operaio e comunista fino alle proposte sulle cose da fare per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Vanno registrati i saluti e gli interventi di due compagni - uno del PdCI e l’altro degli Autoconvocati del PRC (aderenti alla terza mozione congressuale) - che hanno inteso partecipare e sostenere questa nostra iniziativa pur essendo, in contemporanea, impegnati coi congressi dei rispettivi partiti.
Riteniamo rilevante il fatto che abbiano presenziato compagne e compagni di uno spettro d’età molto vasto (dai 20 anni in su) e che provenivano non solo da Roma, ma anche da altre città del Lazio (Pomezia, Colleferro, Viterbo, Manziana, ecc.).
Pur nella diversità di alcune posizioni e delle differenti proposte espresse, cosa per altro naturale vista la premessa, l’atteggiamento collettivo è stato quello di raccogliere lo spirito unitario e aperto dell’appello “Comunisti Uniti”, al quale abbiamo aderito tutti, senza l’esclusione pregiudiziale di nessuno e senza settarismi, per dare una spinta alla costruzione di un percorso organizzativo verso la ri-costruzione di un Partito Comunista degno di questo nome nel nostro paese.
E’ stato riconosciuto che “Costituente è percorso dei comunisti” e non di una generica sinistra, pur essendo fondamentali alleanze e fronti di lotta per organizzare le classi subalterne (con la classe dei lavoratori salariati al centro) e pezzi interi della società nella mobilitazione anticapitalista: la riunificazione dei comunisti o passa da un programma autonomo, da un’indipendenza ideologico-culturale e da un’organizzazione comunista che riconnetta anche a livello di sentimento di massa le idee e le prospettive del socialismo e del comunismo nel XXI Secolo, oppure verranno ripetuti all’infinito gli errori del passato quando è stato fin troppo palese il ruolo subalterno delle comuniste e dei comunisti (appoggio ai governi filo-padronali e “neo-liberisti” dei Padoa-Schioppa e dei Dini; governismo a tutti i livelli ed a tutti i costi; creazione della Sinistra Arcobaleno, “stampella borghese”, di cui le dirigenze dei due partiti ufficiali portano gran parte delle responsabilità; assunzione dei paradigmi della compatibilità e della concertazione in luogo dell’anticapitalismo e del conflitto di classe).
Grave è il momento politico che stiamo vivendo: crisi dei comunisti, governo ultrareazionario di destra, emergenza economica, sociale e democratica (attacchi ai diritti “civili”, sindacali, ecc…), guerre commerciali e militari a livello internazionale (e i comunisti devono essere sempre dalla parte dei popoli oppressi contro l’Imperialismo USA egemone, ma anche contro quello della UE e delle sue avventure economiche e militari).
Per dare una risposta di classe adeguata è necessario costruire, quindi, una “agenda autonoma” dei comunisti nella classe che significa, oggi, coordinarsi e vincolarsi unitariamente a programmi di lotta e mobilitazione sulle questioni sociali (salario, contratti, precarietà, casa, immigrati), tra gli studenti, sul territorio (scempi ambientali, nucleare) e sulla guerra (basi, truppe, spese militari, antimperialismo), in maniera visibile in tutto il paese, per non lasciare le destre o il populismo come unica “valvola di sfogo” per la classe.
Di fronte a tutto questo scempio, è necessario tornare dentro e alla testa delle mobilitazioni e non rimanere al carro della rappresentazione mediatica dei conflitti o della loro mera mediazione istituzionale.
Evidenti sono gli errori e le gravi responsabilità dei partiti che, senza alcun risultato positivo per la classe lavoratrice e per i movimenti di lotta, hanno partecipato al governo Prodi e alla farsa Arcobaleno, ma altrettanto evidenti sono stati i limiti e le inadeguatezze dei gruppi della cosiddetta sinistra extraparlamentare che non sono stati in grado di costruire un’alternativa credibile a livello di massa.
Per questo dobbiamo ripartire unitariamente tornando in piazza da protagonisti, luogo primo dove si deve esprimere il conflitto di classe.
La “Costituente Comunista” non può che essere completamente alternativa all’intero sistema bipolare/bipartitico (tanto alla PdL quanto al PD, quindi) con cui il capitalismo italiano intende governare questa fase.
Né oggi né domani è possibile pensare ad alleanze con un PD che si presenta come l’altra faccia della governabilità. Allo stesso tempo la Costituente Comunista non deve essere subordinata ai processi elettoralistici (è vero il contrario).
E’ perciò, secondo noi, una necessità storica e prioritaria quella di costruire da subito una “casa comune dei comunisti”, ovunque collocati, in cui questi si ritrovino a discutere ed organizzarsi per mobilitarsi in strutture unitarie.
Pensiamo che i coordinamenti regionali dell’Appello debbano arrivare sin da subito a strutturarsi “fisicamente”, oltre che nelle mailing list, in Coordinamenti o Cantieri per la Costituente Comunista a livello locale. Devono essere luoghi pubblici, aperti a tutti (ai compagni/e del PRC e del PdCI, ma anche di altre organizzazioni come CUC-MCC, Rete dei Comunisti, SC, PCL, PdAC, ecc… e singoli militanti non appartenenti a nessuna “parrocchia”) e che abbiano come unico discrimine il sostegno leale e unitario alle iniziative collettivamente decise.
• Proponiamo che a Settembre si svolga una prima Assemblea Nazionale di tutti coloro che hanno aderito all’Appello (su questo chiediamo il coinvolgimento attivo e il massimo sostegno dei gestori del sito e delle mailing list), pubblica e aperta anche a tutti quelli che vorranno promuovere questi movimenti e coordinamenti per la Costituente Comunista, dove proporre un percorso di strutturazione locale e nazionale per poi andare “a verifica” dopo un periodo 6-8 mesi di iniziative e mobilitazioni comuni.
• Proponiamo, in questa prima fase, che il percorso che tutti insieme dovremo avviare preveda una “doppia appartenenza” e non lo scioglimento di questo quell’altro partito o gruppo organizzato.
• Proponiamo il rispetto di tutte/i le/i partecipanti con pari dignità.
• Proponiamo l’urgenza che vengano accantonate tutte le posizioni di rendita di cui ancora godono i dirigenti. I nuovi dirigenti saranno legittimati dal peso politico ma anche dal percorso comune intrapreso, nel rispetto delle storie di tutti e prescindendo dalle provenienze e dai percorsi politici di ciascuno.
• Sosteniamo la proposta del “Cantiere per la Costituente Comunista” della Campania che intende organizzare, tra i sostenitori dell’Appello, un campeggio di confronto a Palinuro (SA) nella prima settimana di Settembre e proponiamo che in un week-end di quel periodo si organizzi una prima riunione nazionale tra i promotori e sostenitori dell’Appello.
• Ci impegniamo, come gruppo del Lazio, a rimanere in contatto anche in questi mesi estivi (attraverso la mailing list e non solo) per coordinarci da subito in eventuali mobilitazioni contro il governo Berlusconi, contro gli attacchi ai diritti del movimento dei lavoratori o degli immigrati.
• Ci impegniamo, nello spirito unitario che abbiamo dichiarato, anche a riconvocarci a Roma nei primissimi giorni di Settembre con tutti quei compagni della lista del Lazio che non hanno potuto partecipare oggi per strutturare questo percorso nella nostra Regione, con una riunione che stavolta convocheremo pubblicamente in luogo da definire.
• Chiediamo ai gestori delle liste e del sito “Comunisti Uniti” che vengano informati di ogni iniziativa e riunione intraprese tutti i firmatari dell’Appello e non solo gli iscritti nelle mailing list.
• Ci assumiamo l’impegno di rendere sempre pubblici i resoconti delle riunioni e degli incontri per favorire il massimo dell’estensione e del coinvolgimento delle iniziative che scaturiranno da questo Appello.
Come nello spirito dichiarato nell’Appello:
Comunisti Uniti, ripartendo dai militanti del PRC e del PdCI, ma anche da tutte quelle comuniste e comunisti che sono sparsi ovunque e ovunque organizzativamente collocati.
Roma, 12 luglio 2008
I congressi dei due partiti stanno mettendo a nudo come PRC e PRC sono diventati, avvalorando ciò che molti compagni sostenevano da tempo (a far tempo dal sostegno e dall’ingresso nel govenro Prodi), inascoltati. La disfatta elettorale ha squarciato il velo ma i difetti di chi intende la politica come mestiere, occupazione di posti e spartizione di potere (il poco rimasto) sono rimasti eguali, anzi i dirigenti mai dimessisi stringono le fila, devono tenere tenere buoni solo i militanti che applaudiranno sempre e comunque il vincitore e staranno sul suo carro che, però, sta cadendo velocemente nel baratro. Si parla di elezioni, di europee, di lista unica PRC/Pdci ma sempre senza un briciolo di autocritica su come i partiti “comunisti sono stati “diretti”, sul valore della politica realizzata e delle scelte incomprensibili sostenute, ad esempio, su lavoro, guerra, immigrazione, diritti, laicità. Chi li voterà dopo i fatti dell’Abruzzo, della Campania e via discorrendo? Eppure si blinda il fortino, si mandano in giro per i congressi con l’appellativo di “garanti” i vari funzionari/squalo, attenti a far eleggere solo delegati e organismi dirigenti locali funzionali solo a mantenere il posto ai pochi rimasti, traballanti, in sella. Di politica si sente parlare poco, addirittura nel Pdci la mozione due, quella dela Bellillo, non poteva avere propri presentatori: per evitare spiacevoli sorprese il comitato centrale aveva già deciso che la potevano presentare tutti: garante, segretari, anche quelli che non ci credono, magari leggendola, alla faccia delle idee che si praticano perchè ci si crede! Sono stati eletti dirigenti e delegati, magari presi a “prestito” da altri partiti…. che importa, la logica è sempre quella, la fedeltà all’idea di un partito che abbia una identità certa cosa conta se l’unica cosa che conta è salvare il c…o? Argomento clou: l’anno prossimo si vota anche per le amministrative! Dimenticando che avanti di questo passo la pacchia durerà ben poco e nessuno avrà più nessun motivo di votare liste di sinistra, che nella realtà politica e delle scelte non son altro che fiancheggiatrici del PD, per giumta fatte di scalcinati funzionari di partito, del sindacato, amministratori di società pubbliche, ex assessori, avvocati, geometri che nel PD dovrebbero sgomitare per un posto alla circoscrizione di quartiere …. tanto vale votare direttamente il PD: è quello che è successo e che avanti di questo passo, si ripeterà.
Gli esempi dei congressi del Pdci di Napoli, di quello di Bologna, ma anche la volgarità e gli insulti lanciati dalla platea di Milano senza che il galante garante muovesse ciglio, i numeri dei delegati eletti dalle federazioni (l’esempio della Lombardia, la regione più importante d’Italia se non altro per i numeri, è emblematico: solo tre, compresa Milano, hanno più di 200 iscritti, sei sono a quota 50 e quindi hanno un solo delegato (il segretario o il funzionario di turno) e due più di 150 (con tre delegati), ci fanno sperare ben poco sul futuro dei comunisti e a maggior ragione di una sinistra che, oggi, è capace solo di parlare a se stessa, delle sue insifignicanti miserie.
L’unica possibilità è ripartire da zero, senza leaderismi, dalle lotte, dal conflitto che PD, molta parte del sindacato e la stessa sinistra radicale, hanno sopito, asfaltato, con leggi che, per necessità, non permettono a chi ha bisogno nemmeno più di alzare la testa per protestare. Una condizione è ineliminabile: che coloro che ci hanno portato allo sfacelo si facciano da parte, vadano via, cambino mestiere, nessuno potrebbe far peggio di questi incapaci, strateghi di strapazzo che dubitino abbiano mai fatto nemmeno la spesa.
C’è bisogno ancora di un bagno di umiltà che tarda a venire. La vecchia dirigenza non ha nessuna intenzione di abdicare. L’unità dei comunisti può avvenire solo facendo spazio alle idee anche di altri compagni e considerando maggiormente le basi delle attuali compagini comuniste. Meditate compagni!
Fraterni saluti.
Salvatore Motta da S. Nicola la Strada (CE)
Esprimo grande solidarietà ai compagni operai napoletani e disprezzo per dirigenti che rappresentano ormai solo se stessi e le loro piccole ambizioni da cacicchio di provincia. Vergogna!
Unità dei comunisti
prima di tutto, su cosa ci uniamo?
Ai promotori e firmatari dell’appello “Comuniste e comunisti: ricominciamo da noi”, a chi pensa sinceramente che la soluzione alla disfatta elettorale della Sinistra l’Arcobaleno sia tornare alla “vera rifondazione” del 1989 o al PCI di Berlinguer liquidato da Occhetto alla Bolognina, dedichiamo la lucida e accorata analisi fatta nel 1977 da Alessandro Vaia, uno dei dirigenti migliori del vecchio PCI, eroe della guerra partigiana, che partecipò alla fondazione del PRC nel 1989.
“Il partito comunista è nato attingendo fondamentalmente le sue forze dalla gioventù, e giovani erano la maggioranza dei suoi dirigenti. La gioventù d’avanguardia più combattiva aveva aderito al partito comunista e alla federazione giovanile al momento della loro fondazione. Si trattava di una minoranza, ma essa rappresentava quanto di più sano e cosciente aveva saputo esprimere il movimento socialista nel primo dopo guerra. L’adesione della gioventù rivoluzionaria al partito comunista, avvenuta sull’onda dell’entusiasmo suscitato dalla rivoluzione d’Ottobre, si era andata consolidando con gli anni, si era temprata nell’attività clandestina e nelle carceri.
Erano giovani la maggioranza dei militanti che alimentarono le nostre forze nella illegalità e che costituirono l’ossatura attorno alla quale si formò un grande partito di massa.
Furono giovani la maggioranza dei partigiani che affluirono al partito comunista, che divennero quadri e dirigenti del movimento operaio. E fu nel 1949, nella ricostituita federazione giovanile comunista, che si formò una nuova leva di cinquecentomila giovanissimi che si affiancò ai più anziani nel duro scontro degli anni della guerra fredda. Un partito che guarda all’avvenire, che vuole creare una nuova società, una società comunista, porta in sé gli ideali di giustizia e di uguaglianza, l’aspirazione della parte migliore della gioventù.
“Il comunismo è la giovinezza del mondo” e sono i giovani la sua forza. Ma chi non avverte, anche se parla molto di rinnovamento, i mutamenti profondi che avvengono tra le nuove generazioni in epoche di grandi crisi sociali, non può pretendere di esercitare su di loro un’influenza e una funzione di guida.
“I giovani non sono figli dei loro padri, ma dei loro tempi” e i tempi corrono. Le coscienze maturano più in fretta di quanto lo avvertono i protagonisti barbogi di altri tempi. Sono quasi vent’anni [Vaia così scriveva nel 1977] che continuiamo a parlare di ritardi nei confronti dei giovani e mai arriviamo in orario all’appuntamento. Perché? Nel 1960 quando scesero nelle strade i giovani dalle magliette a strisce contro il governo Tambroni, ci fu la prima sorpresa, ma non ne venne alcun rinnovato impegno. Appena si palesò qualche tentativo di capire che cosa stesse accadendo, venne la scomunica contro il cosiddetto civettare con i giovani. Poi giunse la “sorpresa” del 1968 e si preferì tacere, ignorare, fingere che le forze nuove emergenti non esistessero. Si giunse all’autoliquidazione del nostro movimento giovanile e quando esso risorse vegetò intristito come una pianta senza ossigeno.
Ed eccoci alla nuova sorpresa del 1977 che si dice sia veramente diversa dalle altre, ma sempre è una “sorpresa”. Ma perché da venti anni siamo sempre sorpresi e in ritardo con i giovani? Non è lecito chiedersi se non ci sia qualcosa di essenziale che ci è venuto a mancare e senza del quale il partito e la gioventù comunista non avrebbero mai potuto esercitare la loro influenza sulla parte più combattiva dei giovani?” (dal libro di Vaia Da galeotto a generale, 1977).
In sostanza lo stesso Vaia nel 1977 diceva quindi che già nel 1960 il PCI si era sostanzialmente staccato dal movimento comunista, non aveva più una strategia comunista, era degenerato! Nel 1989 alla Bolognina Occhetto chiedeva di ratificare ufficialmente la degenerazione che era avvenuta: la trasformazione del PCI in un partito della sinistra borghese.
All’operazione della Bolognina, Cossutta e il resto di Rifondazione opposero una combinazione indefinita di “mantenimento del PCI di Berlinguer” e “rinnovamento”: in questa ambiguità dell’indefinito ognuno (da Cossutta ai trotzkisti di Vinci e Maitan, dagli ex PCI a DP e anche altri) faceva il suo nido, tesseva la sua tela e faceva da raccoglitore di elementi altrimenti incontrollabili dalla borghesia, continuava l’opera di corruzione, demoralizzazione e corrosione condotta per anni dal PCI revisionista. Non a caso quindi il PRC e il PdCI nel loro percorso reale sono approdati a una nuova Bolognina (La Sinistra - L’Arcobaleno) che ha suggellato il collasso elettorale e organizzativo di questo ultimo anno” (dal Comunicato del (n)PCI- 23.05.08).
Lo spirito che muove una parte dei promotori e dei firmatari dell’appello e in generale di tutti coloro che stanno cercando una strada è giusto, la loro volontà di riscossa preziosa, l’impegno e l’entusiasmo che hanno profuso in questi anni nel PRC e nel PdCI è da valorizzare.
Non sprecateli ripercorrendo strade che si sono dimostrate fallimentari!
La strada da prendere è quella della rinascita del movimento comunista, la strada percorsa dai popoli in lotta in tutto il mondo, a cui la vittoria del Partito comunista del Nepal ha indicato la strada, è la strada di cui hanno bisogno le masse che si stanno battendo con coraggio e spirito di sacrificio a Chiaiano!
COMUNICATO STAMPA
DEL SEGRETARIO DELLA SEZIONE DI FABBRICA GIANNONE GERARDO
OGGETTO: LA SEZIONE DI FABBRICA BUTTATA FUORI DAL PARTITO
Care compagne,
cari compagni,
con mio sommo rammarico debbo constatare l’esclusione dai gruppi dirigenti e dalla delegazione napoletana al congresso nazionale della classe operaia. Infatti la sezione della FIAT AUTO di pomigliano non ha nessun eletto nel comitato federale ne nessun eletto per il congresso nazionale del partito.
Questo fatto rattrista molto tutti quei compagni che da anni rischiando il proprio posto di lavoro a favore del partito si vedono esclusi e non considerati degni da ogni organismo dirigente.
Personalmente giudico la questione qualcosa di scandaloso.
Ritengo il gruppo dirigente napoletano responsabile e il gruppo dirigente nazionale altrettanto, di tale meschinità.
La vergogna che e propria di questi due soggetti e enorme, nelle tesi congressuali dal 1921 ad oggi dei partiti comunisti si mette sempre al centro il mondo del lavoro e la classe operaia, mentre poi nei fatti essa viene solo usata per portare acqua al mulino.
Vediamo un gruppo dirigente con un età media di 60 anni, tutti con posti statali e con stipendi superiori a quello di un operaio, e poi dicono di star vicino alle battaglie degli stessi.
Vergogna!
Un gruppo dirigente che ha lasciato solo l’unica sezione di fabbrica che aveva, e stiamo parlando della FIAT, non del meccanico sotto casa ( con tutto il rispetto del per il meccanico ) una sezione che si e fatta sentire contro tutte le giunte guidate dal PD e specialmente quella di Bassolino, una sezione che è partita con 11 iscritti e oggi ne conta 54, una sezione che ha dato canditati e rappresentanti di lista per l’elezioni di ogni genere senza mai chiedere niente in cambio. Una classe operaia che voleva solo aiutare il partito a cambiare lo stato di cose presenti.
Perchè si dice di voler fare la costituente comunista e poi veder buttati fuori gli operai?
UN PARTITO COMUNISTA SENZA GLI OPERAI E UN PARTITO CHE NON HA RAGIONE DI ESISTERE O DI CHIAMARSI TALE.
Sentirsi chiamati minoranza, e cacciati fuori da chi voleva un posto di assessore al comune di Napoli, senza poi ottenerlo e scandaloso.
Napoli doveva rappresentare per il partito un momento di alta politica, considerando la situazione sulla MONNEZZA e su quanto sta accadendo allo stabilimento più grande del mezzogiorno, invece hanno voluto strappare via dal dibattito la politica per costituire una fazione, una CORRENTE, che avesse come primo scopo di buttare fuori LA COSCIENZA CRITICA DEL PARTITO, E CIOE’ LA CLASSE OPERAIA
Faccio appello a tutti quei compagni del partito dei Comunisti Italiani di tutta Italia e di tutti quei compagni di RIFONDAZIONE COMUNISTA e ancora a tutti i comunisti di non avallare chi non riconosce la classe operaia.
giannone gerardo
Carissimi compagni,
dopo la sconfitta elettorale ho aderito all’ appello dei comunisti uniti, un pò per la rabbia della sconfitta, un pò perchè visto i numeri delle votazioni volevo vedere quanti comunisti (VERI) avrebbero sottoscritto tale appello.
Purtroppo a causa del mio infaticabile istinto di credere ancora nella filodofia comunista, sono rimasta molto delusa per come le cose stiano andando.
I toni ed i metodi dei congressi di sezione, provinciali sono …….non voglio dire parolacce e mi limito a dire deludenti.
La ometà e il mancato confronto politico sulle questioni programmatiche mi hanno indirizzato a sostenere la seconda mozione( MOZIONE BELLILLO).
A questo punto sono pronta a supportare le critiche, tanto sò già da adesso che non saranno costruttive ma si limiteranno agli insulti.
Quindi mi cancello dalla email-list di questo appello, così sarà tranquillo anche il mio segretario di sezione che diceva ad altri che tenevo un piede in due scarpe.
Tanto vi dovevo,
Tina
Compagni come devo fare per iscrivermi al gruppo comunisti uniti Lazio?abito a roma e sono incuriosito dal progetto
Il cosiddetto gruppo dirigente della Federazione napoletana del Pdci conferma oggi , con l’avvio della celebrazione del congresso provinciale, il suo totale allontanamento dalla questioni vitali della città, della provincia e del Paese.
E’ un gruppo dirigente arrogante, chiuso e settario, peraltro espressione di una segreteria provinciale politicamente inadeguata, oggi privo del suo principale esponente che ha lasciato la carica ed addirittura il partito dieci giorni prima dell’ avvio della fase congressuale.
Tale gruppo ha la responsabilità di un disastro elettorale senza precedenti nelle ultima amministrative, che si aggiunge a quello nazionale dell’ Arcobaleno, ottenendo il risultato di non far eleggere neppure un solo consigliere comunale in tutta la provincia.
E tutto questo accade a soli due anni da quando il partito raggiungeva nelle comunali di Napoli il risultato del 4,74 %, riuscendo a superare il risultato di Rifondazione comunista ed leggendo ben tre consiglieri.
Questo preteso gruppo dirigente ha oggi compromesso, con il suo atteggiamento, l’ insediamento dell’ assise provinciale, determinando così le condizioni perché oltre un terzo dei delegati fosse fisicamente costretto ad abbandonare la riunione, avendo verificato l’ impossibilità di qualsiasi autentica dialettica.
Si contestano gravi irregolarità regolamentari e statuarie, l’ assenza di qualsiasi forma di trasparenza, vizi nella formazione della platea congressuale, la violazione continua, ostinata e pervicace della democrazia interna.
Il tutto è stato avallato da un garante nazionale ostaggio di alcuni facinorosi che, con metodi violenti, che non appartengono al costume dei comunisti, hanno condizionato ogni scelta, impedendo la ricerca di qualsiasi ipotesi di mediazione e di sintesi tra le posizioni nella formazione della presidenza.
Si è verificato oggi un grave vulnus al centralismo democratico e si è inferto un pesante colpo alla storia del movimento comunista di Napoli. Mai nulla di tanto grave era accaduto in passato, mai il senso di responsabilità era stato tanto assente nei gruppi dirigenti del Pdci.
Ogni esortazione al dialogo, venuta da numerosi partecipanti al consesso, è stata accolta con arroganza, con fastidio, con sufficienza, calpestando ogni regola democratica.
Nonostante l’ assemblea abbia fatto proprio un documento d’indirizzo sui criteri di formazione dei vari organismi congressuali, che metteva al centro le rappresentanze territoriali, si è proceduto ignorandone il contenuto, e determinando le condizioni per l’ abbandono dei lavori da parte di oltre un terzo dei partecipanti.
Esprimiamo la nostra più viva preoccupazione per quanto accaduto, soprattutto in considerazione dell’ esito della votazione sulla composizione della presidenza( 44 voti a favore, 27 contrari e 4 astenuti per un totale di 75 presenti su una platea di ben 106 delegati).
Per quanto si è sopra scritto il congresso della federazione di Napoli è da ritenersi formalmente ( avendo una platea congressuale non trasparente e non certa, volendosi eleggere una presidenza senza dibattito e senza la maggioranza dell’organismo congressuale) e politicamente nullo.
Non si può realizzare l’unità dei comunisti con i corresponsabili del disastro politico dovuto a Bassolino.
Napoli, 12 luglio 2008
Lamonica Nicola, Specchio Francesco, Perna Luigi, Frattasi Antonio, Giannone Gerardo, Castaldi Carmine, Madaro Dolores, Costantini Alberto, Della Fornace Americo, Zingone Alessandro, Longo Giuseppe, Ricci Fulvio, Viola Enzo, Viglia Pasquale, Cuomo Nello, Gargiulo Fabio, Della Monica Luigi, Assante Marco,Brunello Zaccaria, José Aladino, Passaro, D’Auria Valeria, Traino Lello, Carelli Carmine, Carelli Raffaele, ecc…
Carissimi compagni,
vedo che tra grandi difficoltà le cose si stanno muovendo per il meglio.
Il 30 giugno sono stato alla festa dei comunisti di Jesi: c’erano tanti compagni giovani e meno giovani e quelle 2 bandiere affiancate (RC e pdci) rappresentavano il nostro sforzo di riunire dal basso (che poi è l’alto, per noi) tutti i comunisti, tagliando fuori i capi rafanielli (rossi fuori e bianchi dentro).
Continuo a seguire questo sito con interesse e intervengo poco per dare spazio alle idee di tutti gli altri; ribadisco che considero l’appoggio agli operai più combattivi come la chiave di volta per strabaltare questo sistema.
Quindi, mi permetto di segnalarvi questo appello preso dal sito http://www.operaicontro.it
hasta la victoria siempre, y a trabajar duro!
INNSE: L’ORA DELLA SOLIDARIETA’
Pubblicato in:: Numero 361
AVVISO
Importante per i lettori di Operai Contro,
a seguito della lettera “INNSE l’ora della solidarietà”che ripubblichiamo qui sotto, [o all’interno] gli operai della INNSE di Milano hanno precisato che, chi vuole dare il proprio contributo economico o raccogliere sottoscrizioni a sostegno della loro lotta, può telefonare al cellulare 3382002015 e riceverà
indicazioni su come effettuare il versamento.
Per chi è di Milano o hinterland, può anche passare dalla portineria della fabbrica e consegnare direttamente il proprio sostegno economico, o le sottoscrizioni raccolte.
In questo caso potrà anche conoscere direttamente una delegazione degli operai INNSE, e avere tutte le informazioni riguardo la lotta in corso. L’indirizzo della INNSE è il seguente: via Rubattino 81 Milano, dalla tangenziale Est, uscita Rubattino
Grazie per la vostra attenzione
Operai Contro invita a sostenere questa eroica lotta degli operai INNSE di Milano,
sottoscrivete e fate sottoscrivere.
P.S. 5 x mille a operaicontro: 97111310153
PER TUTTI I/LE COMPAGNI/E DI ROMA E DEL LAZIO
Apprendo dalla lista regionale Comunisti Uniti che si sta organizzando un primo incontro informale conoscitivo tra gli aderenti di Roma e del Lazio.
Appuntamento SABATO 12 LUGLIO ore 10 presso la Sede RdB Immigrati in via Giolitti 231 (zona Termini).
PARTECIPIAMO NUMEROSI
Per info: 349-7756468.
Sandro
E bene precisare che sono profondamente anticapitalista ,perchè ad un mezzo anarchico come me non può affatto andar bene che esista chi specula e si arrichisce sulla pelle altrui pensando solo ed esclusivamente al profitto.
E poi coloro che si arrichiscono troppo sono per forza ladri perchè se non hanno “rubato” loro ,lo ha fatto qualcuno prima di loro.
I nostri Capitalisti poi,a diffferenza di quegli americani,oltre che fetenti sono pure stupidi perchè hanno improntato i loro obbiettivi di massimo profitto tutti esclusivamente sullo uso della furbizia e della rapina cntinuata e consentita e, per ottenere questo hanno dovuto abbassare un’immensa saracinesca di fronte alla cultura e all’intelligenza con il risultato che,oltre ad essere ladri daranno il colpo di grazia alla stessa civiltà dei consumi regalando,postmortem,il suo sogno a Buenaventura Durruti e rendendo pure possibile certe cose scritte nel manifesto che il bravo compagno Niccolò ha accantonato perchè intelligente,sperando di non trovarci tra i piedi ,quel giorno solare i soliti impiastri e furbastri dell’armiamoci e partite perchè ,se così fosse rischieremmo l’ennesima beffa sulle nostre teste.
Che ci vuoi fare ,sarà che sono un pò’pazzerello,sarà che pretendo tanto ,ma ho la convinzione che se devo farmi il paiolo di fronte ad un nemico megagalattico ,affrontandolo per cambiarlo radicalmente e magari sconfiggerlo per renderlo completamente diverso e metterlo al servizio dell’intera umanità, proprio sul suo terreno che è,in ultima analisi quello della democrazia,allora pretendo il massimo dei risultati.
Se non fai questo ,se non si è capaci di riportare le condizioni giuste per far credere ai lavoratori che la migliore opzione politica e quella socialista, creando nelle masse un senso di sicurezza collettiva e reale relativo benessere economico,allora saremo sempre sconfitti,perchè la miglior offerta individuale che ci viene proposta è e sarà sempre purtroppo per noi quella del “padrone” e da sempre ,dal panem et circenses.
Che sia una proposta di difficilisima attuazione contro i poteri forti (almeno oggi che li conosciamo non abbiamo più scusanti e sarà difficile che chi ci guiderà cercare alibi) ,non ho alcun dubbio ma ,tornare a rimettermi in gioco alla mia età anche in un ruolo marginale, per urlare nelle piazze,o per dire quanto sono cattivi o per le casette o di un’impossibile laicità di stato nel regno del Clero e basta,non fa per me.
Voglio,non desidero, una società dell’uguaglianza che spazzi via e per sempre la carità che ci mette in pace con noi stessi.
E voglio,non desidero,che i diritti ,la dignità e i doveri nella nostra siano delle regole applicate alla quotidianità.
E voglio ,non desidero, che ogni articolo della nostra costituzione sia operativo nei fatti e non soltanto un bel manoscritto da interpretare a proprio uso e consumo.
Nel frattempo,con pazienza certosina (ma pronto a godere),aspetto il momento che paggio Bossi entrerà in evidente conflitto con il Re Sole Silvio I,sovrano dello Stato assoluto.
A meno che l’Umberto e i suoi non riducano il federalismo a macchietta rendendolo simile all’antistato feudale e infischiandone altamente dei “nuovi contadini” cioè noi del proletariato e della piccola borghesia retrocessa a risucchio verso il basso, facendo pagar loro sia le tasse federali,regionali ,provinciali,zonali, di un mondo piccolo piccolo in ogni caso, che quelle di Stato.
Certo , capisco quella che ci aspetta è un’ardua impresa ,ma senza osare e senza avere coraggio, ma restando sempre lindi ed onesti, l’unica cosa che ci sarà possibile fare sarà la semplice testimonianza per lotte giuste che perderemo sempre.
Saluti comunisti
Val
Piena solidarietà a Lorenzo, buone vacanze a Alessandro e saluti a tutti i compagni.
In questo periodo sono plurimpegnato e un pò troppo “cotto” per postare con regolarità. Ma continuo a seguire il dibattito…
Spero che al più presto si muova qualcosa, ma soprattutto spero che nei futuri appuntamenti che verranno organizzati per tentare di costruire il nuovo partito comunista, vengano coinvolte le molte associazioni, i movimenti, i centri sociali, i sindacati di base ed i moltissimi partiti(ni) di ispirazione comunista che ci sono in giro…
L’idea ipotizzata da roberto_effe riguardante l’esclusione dei vecchi quadri dell’arcobaleno dalla futura segreteria e dell’esclusione dal partito dei falsi comunisti (simpatizzanti PD) la sottoscrivo al 100%.
Ma vedi Nembo, è evidente che nemmeno tu hai letto le “mazzolate” provocatorie che tiro qui dentro e nemmeno puoi leggere quello che scrivo nel sito della Lombardia e quel che cerco di fare insieme ad altri e altre compagni per incominciare a costruire un comunismo differente, decisamente più sostanziale al proprio popolo che funzionale alla politica.
Nemmeno nel reale credo che sia conosciuto per essere tanto tenero e tra reattività e proattività sono decisamente creativo , molto più propenso alla seconda opzione e penso anche di essere mal sopportato da chi è molto schematico e non riesce a sviluppare interamente intorno al suo modo di esere comunista l’insegnamento della questione morale,lasciataci in eredità da chi è stato grande,per diventare detentore e difensore dell’etica politica anche ,se il caso lo vuole ,in contrasto con il proprio leader .
Trovo anche veramente indecente che noi, ogni volta si debba giocare sempre sulla difensiva e criticare soltanto, infarcendo i discorsi di un sacco di belle parole perchè non si sa cosa altro dire ,ciò che muove l’interesse del capitale e dei suoi rappresentanti politici perchè non si è potutto o voluto scrivere intere pagine di storia che sono totalmente a carico della parte socialista della società.
Però,nessuno di noi può continuare a giudicare la più che probabile scarsa preparazione politica dela nostra classe dirigente di fronte ad un mondo effettivamente cambiato e che ,purtroppo per noi ha premiato il capitalismo come vincitore, aspettando,restando in disparte o pensando di fare il Partito Comunista Online o il critico ad oltranza.
D’accordo i congressi e d’accordo tutto quello che si vuole però da quelli ,compreso quello del partito a quale sono iscritto deve uscire semplicemente il nucleo dei resti dell’antico comunismo.
La differenza,la spinta necessaria al cambiamento la dobbiamo dare noi,singoli comunisti e singole comuniste ,ognuno con la sua visione del mondo e dele cose che deve servire come un contributo portato a migliorare un simbolo tradito dagli uomini e non dal suo ideale.
Come proverbiale è la saggezza popolare contadina nata da una condizione più che millenaria di sfruttamento ,altrettanto è la conoscenza di un uomo da parte di chi sa come comprarlo.
E poi, comprendo perfettamente che il mondo è cambiato e lo comprendo talmente bene, perchè altrimenti non scriverei della possibilità di servirsi anche per l’occupazione e la protezione dell’impiego del Capitalcomunismo in aperto e forte contrasto,anzi completamente differente, dal Comuncapitalismo schierato delle Coop.
Noi abbiamo bisogno di sostanza,tanta sostanza, e di correre ad armi pari con chi possiede le televisioni e i giornali o centri di potere economico e mettere al servizio del comunismo il capitale deve essere un nostro possibile obbiettivo primario .
Quello che non vogliamo ricordare o molti non vogliono farlo e non comprendo il perchè è che quel genio di Marx non ha scritto soltanto il Manifesto , ma anche un bel libro guida chiamato Capitale dove c’è scritto quale dovrebbe essere la nostra essenza sostanziale.
A parte la mancata redistribuzione, l’interesse al profitto, il plusvalore e altro ancora questo grande filosofo 150 anni fa scriveva di “rapporto sociale del capitalismo di produzione” che è più che mai attuale.
Probabilmente sarà che il Capitale è un mattone e lo avranno letto in pochi veramente comunisti(Bersani sicuramente si ,ma non credo sia mai stato comunista perchè se si vuol fare le liberalizzazioni allora bisogna colpire i poteri forti e non gli artigiani del settore, in questo caso per quelli di questi che sgarrono altre sono le cose da fare) :i padroni tutti,possiamo esserne certi ,specie Dell’Utri & co.
Comunque ho ben chiara la situazione e per me alla falce e martello bisogna unire telefonini,computer,libro e un bel ? per tutti i precari di ogni età e sesso proprio per indicare che il proletariato oggi non è più quello antecedente gli anni 80 e che dobbiamo servirci di ogni arte e professione presente al nostro interno anche tra chi non è soltanto operaio,impiegato o salariato,altro che eliminare il simbolo.
Per noi questa è l’ultimissima occasione che abbiamo davanti e per riuscire nell’impresa ,perchè questa che abbiamo davanti è veramente un’impresa, bisogna lavorare sodo e di brutto sulla sostanza per recuperare il tempo perduto ,in caso contrario se stiamo a discutere su quanto erano belli i comunisti ,le comuniste o certi socialisti di circa 90 anni fa allora siamo finiti.
E’venuto il tempo per molti di noi fermarsi un attimo e dopo serio ragionamento tra se e se di domandarsi se non è il caso di dare finalmente una risposta al’eterno che fare.
Potrei stare qui fino a domani a scrivere di potere che cambia, di etica e tante altre belle cosucce ma diventerei logorroico e quel che è peggio dovrei scrivere un programma e visto quello che è successo meglio chiudere qui.
Saluto anch’io da comunista. Del 2008
Val
Vedi Val,
è evidente che non mi sono spiegato affatto. A me non interessa che vendola,mussi(fava),o diliberto,grassi etc facciano un unico partito… Il problema è che il proletariato italiano non ha un gruppo dirigente e per formare, selezionare questo gruppo dirigente ci vorranno decenni, di certo chi ha fatto questo appello non figurerà nel gruppo dirigente a cui si riferisci ma se vuole può contribuire. E il proletariato caro Val è politicamente schierato tra PD e PDL-lega, ed è soggetto alla loro propaganda ideologica. E’ chiaro che se ci si pone in una condizione a riccio l’appello ha già finito la sua “forza propulsiva” e tra qualche mese sarà un ricordo: ciò sarebbe anche ovvio se l’appello avesse una sola valenza strumentale, utile solo in questa fase congressuale dei partiti della sinistra, per raschiare compagni di buona volontà.
Quello che poi voglio saldare come convinzione è che qualsiasi siano i nomi dei futuri partiti di sinistra, il discorso per me non cambierebbe sulla questione del gruppo dirigente del proletariato e non cambierebbe nemmeno con un nuovo partito comunista, di cui non vedo la matrice fondativa essenziale: la clsasse operaia, il proletariato italiano, o si pensa che il PCI l’abbiano fondato un pugno di intellettuali e un manipolo di operai ignoranti? Se il Partito comunista del ‘900, poi, è sempre nato con una base teorica(parlo del marxismo) forte, radicata nella classe, e che dunque consenta un Programma forte, anche questa premessa oggi non c’è: o è il marxismo sbagliato o è il volere il nuovo partito comunista è sbagliato.
Dopo i congressi delle sinistre avremo certo un quadro più serio.
Dunque ritengo che sia utile un contenitore più ampio e senza limiti se non quelli che indica la Costituzione italiana, in questo senso parlo di aggregare, secondo le coordinate del movimento democratico italiano.
Un stato maggiore della classe oggi non c’è, va costruito e il proletariato va agganciato dove si trova in questo momento e non si può di certo fargli discorsi massimalisti o presentargli sterili punti di vista. A volte bisogna anteporre la necessità reale ad un simbolo (falce e martello) che oggi non ha i suoi reali rappresentanti: o forse la falce è martello è un idolo, o invece è il simbolo della classe operaia?
saluti comunisti
PS Solidarizzo con Lorenzo, per quanto lo ritengo molto limitativo farlo solo tramite questa tastirera: Penso che non ti licenzieranno caro Lorenzo, taglieranno via solo alcuni nuovi germogli. Oggi per i CCNL a tempo indeterminato si mira a non farli più e a far andare in pensione quelli che ce l’hanno da qualche decennio: dopo i CCNL non esisteranno nella realtà e non avranno bisogno di abolirli.
Avanti compagne e compagni ,almeno la soliidarietà e il far capire che esistiamo e che lotteremo sempre con lui diciamolo a Lorenzo
Lavoro in Telecom Italia, ho 42 anni ed oggi ho scioperato contro i tagli previsti dall’Azienda alla quale, in 22 anni di servizio, ho dato TUTTO.Mi fotto dalla paura.
W IL COMUNISMO
W LA DIGNITA’ DELLE PERSONE
Sono scelte tue nembo.
Io ho sprecato anni a cercare di contribuire a fare un PD per tutta(e quando dico tutta dico tutta) la sinistra italiana e il centro che guardava ad essa.
Poi ho sprecato mesi per contribuire a riunire la sinistra che rimaneva in unico grande partito socialista laico ecc,ecc.
Ma quello ,comunista fino ad ieri, non voleva far parte dell’Izquierda Unida e all’altro(sinceramente meno e dopo ) davano fastidio i “figliolini “di Craxi e la frittata è stata fatta con interesse per il proprio popolo pari allo 0 o quasi.
L’importante per me è ritrovare innanzitutto la mia identità comunista compiendo il primo passo,che non è certo semplice come si può notare, e poi una volta fatto il PC (che è quello che in pratica è richiesto dall’appello) parlare di alleanze con altri ideali o formazioni politiche che si collocano a sinistra .
Tutta questa frenesia di riunire un qualcosa che non c’è più,e sparso ed è particolarmente litigioso e davvero fuori luogo se non altro perchè ci sarà tanto di quel tempo per diventare martiri.
Figuriamoci se io che sono milanese non ho la percezione esatta di quanto i Berlusc-Formigones staranno al potere e di come cambieranno l’Italia a tal punto che per la sinistra il colore rosa sarà considerato rosso carminio.
La speranza è che allora in quel tempo,ci sia ancora qualcuno a sinistra che saprà difendere gli umili e gli ultimi dalla logica del profitto a tutti i costi .
Finora l’impressione che ne ho ricavato mi porta ad avere più di un dubbio……….
Staremo a vedere.
Val
Grazie Val,
se è come dici, non credo che aderirò. Se si tratta di una cosa aperta le mailing list dovrebbero essere accessibili, rendendo riconoscibile l’identità. Se i compagni di comunisti uniti vogliono conoscere nome e cognome e indirizzo miei non ho nessun problema,ma all’appello non aderirò poichè esso è una delle tante espressioni di necessità di unità dei comunisti e della sinistra in generale, dunque non vedo perchè aderire a questo appello piuttosto che ad un’altro. Inoltre l’appello è restrittivo nel suo bacino d’utenza ideologica. Dunque voglio discutere con i compagni ma non voglio aderire all’appello perchè non mi riconosco appieno nelle parole dell’appello, voglio contribuire all’obbiettivo più generale, non ad una parte di esso e riservarmi di aderire a tutti i dibattiti della sinistra e dei comunisti: oggi bisogna allearsi, aggregarsi, poichè il deserto è difficile affrontarlo da soli.
Saluti comunisti
nembo
Fai delle buonissime e serene vacanze Alessandro.
Concordo su quanto dici in merito a Dreamer.
E prendo pure in considerazione ,a preventivo pericolo, le parole di acido bangher, però occorre una svolta .
Ci vuole coraggio.
Comprendo che non è affatto semplice spiegare a tutti il “sogno” di dreamer però potremmo metterla così.
Diciamo che finora abbiamo assistito ad esempi di “COMUNCAPITALISMO”(sia in Cina che però,in parte a sua discolpa ha usi e costumi diversi,che con le COOP pienamente e totalmente integrate nel sistema capitale) concepito per essere asservito o quanto meno soggetto alle regole del capitale,profitto compreso.
Ora è necessario far si che accada l’esatto contrario e cioè il “CAPITALCOMUNISMO”con le posizioni rovesciate ,in buona sostanza il risultato ultimo del capitale ,il profitto messo al servizio del comunismo.
Mi sono spiegato?
Ad esempio porto una piccola stupidata, che però avrebbe potuto evitare quello che è successo ieri a Milano in merito alle scuole estive pubbliche( o colonie estive comunali se preferite).
Nelle varie documentazioni da me prodotte quando ero iscritto a SD di zona in una parte di esse, dettagliavo la possibilità di gestire noi,in tutta Italia, un tipo di colonia estiva come fanno gli oratori o i comuni.
Nel documento prevedevo la possibilità di servire il progetto attraverso l’impiego temporaneo (purtroppo sono solo tre mesi e non per colpa mia)i compagni e le compagne esperte o qualificate del settore.
Ovviamente c’è il bisogno di una copertura finanziaria che ripaghi dell’impegno profuso chi dispone della volontà di partecipare al progetto.
Nel documento indicavo di utilizzare esclusivamente personale veramente bisognoso di lavorare perchè precario, disoccupato o studente universitario e di aiuto volontario gratuito ,pasto caldo a parte, di tutti gli studenti/esse delle superiori e i pensionati/e disponibili ad intrattenere e accudire i bambini.
Chiaramente ogni singolo luogo avrebbe discusso poi delle migliorie da aggiungere localmente ad un organizzazione ancora da varare e valutare se esisteva la possibilità di accumulare punteggio per il ruolo Ata , di docente e di un qualcosa di premiante del tipo attestati di operatrice o operatore dl settore da rilasciare agli studenti universitari e dei licei.
Detto questo , io non dico che un’idea o la mia deve essere per forza quella più bella o migliore e magari è una puttanata,ma nemmeno si può continuare a fare testimonianza e rimanere schifati o di M….quando poi succede quello che è successo e che da adesso sommiamo un ulteriore problema ai problemi.
Davvero è incomprensibile trovarsi sempre ad indignarci o rimanere stupefatti di fronte alla chiara predisposizione delle mire ultime che il capitalismo ha nei confronti dei servizi sociali e di tutto quello che non crea profitto o come lo stesso opera di fronte alle crisi e a chi e cosa intende tagliare e quale il significato ultimo che da alla parola esuberi ?
Io non so che se ne fanno della continua protesta i genitori, i e le precariate giovani o meno giovani se non diamo loro una speranza diversa da quella di una repubblica fondata sui nonni e sul non aver la sventura di essere single o sul rilancio dei consumi effettivi al costo reale della vita con salari agganciati .
A mio modesto parere il problema principale ,oggi come oggi, e per noi è quello di distruggere la speculazione sul nascere esigendo il controllo quotidiano ,scrupoloso e la condanna penale certa di fronte all’infrazione della filiera produttiva in ogni settore dell’economia.
Dobbiamo pretendere il rilancio serio(non le puttanate del lavoro straordinario detassato che oggi,la maggior parte di noi potrebbe svolgere solo in Cina,India ,Romania oppure è già tacito accordo nel suo contratto e al 99% dei casi gratis)dell’occupazione attraverso progetti di garanzia ,per gli uni e per gli altri ,con uno Stato garante sempre e comunque delle parti e delle leggi .
Uno Stato mai succube al volere dei poteri forti e , palesemente interessato in chiaro conflitto d’interessi
Non è il massimo e tutto sommato non mi piace per nulla dover discutere di capitalismo che era ,è e resterà il mio avversario,anzi nemico,ma realisticamente devo prendere atto atto della realtà e per questomi rendo conto di come sia purtroppo necessaria una certa azione di rivendicazione politica di uno stato capitalista(ahimè) diverso per non creare difficoltà o meglio ancora accompagnare al successo il progetto di Dreamer.
Invece purtroppo siamo nel reale, dove ci si gira sempre intorno e ci si accontenta di portare testimonianza senza entrare nel merito e fino alle viscere dei problemi, come nel caso del “precariare stanca” che mi ha permesso di avere l’esatto spessore del valore politico di una certa parte della sinistra
Certo: mia figlia Alessia e altri/e come lei che hanno mamma e papà sicuramente… ma chi non li ha si stanca solamente?
E allora fuori il coraggio e basta piangersi addosso.
Basta ricercare artefatti politici ,semplice testimonianza, da proporre a panacea di tutti i mali.
Non è soltanto per qualunquismo o perchè non più comunista che la gente si è allontanata da noi
Se siamo onesti il vero perchè possiamo capirlo da soli e se invece di guardarci nel culo l’uno con l’altro dall’altro, dall’alto delle 17000 mozioni e dei 200000 partitini per dire chi è più comunista o che non si è più tali per poter scaricare le nostre colpe sulla bandiera,sull’ideale come fossero particole , i comunisti li facciamo e basta,tutto il resto vien da solo .
E magari Berlusconi e i suoi di destra e non.. incomincerebbero un tantino a preoccuparsi
Saluti comunisti e buone vacanze a tutte e tutti.
Val
Il fatto che non posti non significa che non segua e che mi sia disinteressato.
Tutt’altro. Sto apprezzando molto quanto delle grandi persone, prima ancora che grandi compagni, stanno scrivendo qui. Il mio pensiero va a tutti quanti.
Ringrazio pubblicamente Val, per le splendide parole, per la grande energia che dimostra, e per il sincero sostegno morale che mi ha dato nel corso di alcune mail mandatemi. Per quel che concerne i contenuti e le proposte espresse da quel gran personaggio che è Maurizio dreamer, non posso far altro che limitarmi ad dichiarare la cosa più semplice: sono d’accordo con quanto dici e credo che quella che tu delinei sia non solo la strada giusta ma forse anche l’unica percorribile.
Sono in procinto di partire per una quindicina di giorni, per le ferie, dopo un anno di grande stanchezza mentale e frustrazione causa la mia situazione di precario. Queste ultime settimana poi sono state piuttosto avvilenti. Sinceramente non è facile, a 33 anni e con una laurea (anche se non è una conditio sine qua non), accettare di vivere senza garanzie e con uno stipendio mensile che gravita attorno agli 850 euro (e per raggiungere questa ambita quota devo svolgere due professioni, peraltro comportanti anche un grado non basso di responsabilità sociale).
Che dire un caro abbraccio a Val, Maurizio, Niccolò, Roberto, Francesco, IC e tutti quanti. Tornerò a postare dopo il 20 agosto.
I congressi di Prc e Pdci non fanno ben sperare: sembrano rese dei conti, non tentativi di costruire una casa comune dei comunisti come dice questo appello. Anzi, pure il Pdci che ha una mozione prevalente UNIRE I COMUNISTI, ha dei dirigenti che vanno in giro nei congressi a parlare di tutto tranne che della casa dei comunisti per cui magari hanno anche firmato, per non parlare della costituente comunista, dipinta come uno spettro. Nel PRC poi il dibattito si concentra sulla autenticità o meno delle tessere, ma anche il Pdci non scherza, come si legge sul web sempre a proposito di campania e puglia, roccaforti di diliberto oggi in forte declino, attaccato da Rizzo e Bellillo. Così non si combina niente di buono, anche perchè, da semplice militante, capisco al volo che, per molti, la ricerca è solo quella di riposizionarsi, in attesa di tempi migliori e non quella di ripartire a far politica dal basso, in una realtà che i dirigenti “comunisti” ormai non conoscono più ed anzi faticano a rincorrere, dopo i troppi anni passati nei luoghi comodi della politica e non in piazza e nelle fabbriche. Assistere alla corsa per accappararsi i delegati per i congressi nazionali, alle epurazioni minacciate apertamente per i posti nei vari comitati a discapito delle correnti avverse, all’interno di partiti che NON esistono più e in una sitazione politiac ed economica come quella attuale, ovevro il disastro per i giovani e i lavoratori, è vergognoso e per noi avvilente. Altro che vecchia DC, quelli il potere ce l’avevano, questi …… Non vorrei che anche questa iniziativa dell’appello si rivelasse un bluff chei soliti noti vogliono veicolare per gestire il dopo congressi! Sarebbe meglio che tutti i fautori del disastro cambiassero mestiere, questo modo di far politca non ha più senso. Guardate come siamo messi: rischiamo di avere Di Pietro come bandiera della sinistra.
Devo chiedere scusa a Dreamer perchè ho dimenticato una risposta sul non voto di moglie,figlia e amici.
Ebbene Dreamer,loro nessuno di loro è comunista nell’ideale come noi ,pur se diversi ,ognuno dall’altro .
Ci credevano migliori,difensori di chi suda.
Non pretendevano l’oro di re Mida ma l’orgoglio di sentirsi rappresentati ,difesi,protetti e non è stato così ,nemmeno quando il pudore e l’intelligenza avrebbero consigliato a noi di farlo.
Loro sono l’espressione apolitica della protesta così come altri lo sono stati politicamente e hanno fatto ugualmente male a chi meritava di ricevere male ,ma ormai non ha nessuna importanza perchè l’uomo(tutti noi) ancora una volta ha dimostrato tutti i suoi limiti infangando un nobile ideale rendendolo quasi orrore,insozzandolo.
Vedi Dreamer ,una volta li avrei chiamato luridi e sporchi qualunquisti persone di poco conto che hanno rifiutato il voto fregandosene,ora non ne ho più il coraggio ne tantomeno mi riconosco questo diritto.
Firmando l’appello ho sperato nel risveglio della passione di ogni anima comunista e nell’abbandono del protagonismo primato della propria opinione in favore del interesse comune ma,a quanto pare il lavoro del capitalismo e della concezione di società borghese, ha colpito profondamente anche nel nostro campo.
Di bello c’è che sia qui che tra i comunistiuniti lombardi ,ho letto compagni e compagne notevoli ,alcuni mi hanno addirittuura commosso come Niccolò, tanto vicino alla dittatura del proletariato quanto uomo libero,ma che dico libero,liberissimo democratico,per altri come Alessandro Bario ho perfino pianto….
Tu hai poi descritto il futuro che verrà che a quanto pare ci porta a dover tornare piccoli e divisi mentre altri mi hanno descritto di un PRC allo sbando con mozioni che hanno creato vere e proprie correnti e leggo di un PdCI che ha mediato un documento per non perdere pezzi già da ora e che tanto perderà lo stesso.
Ed è per questo che sono favorevole al 100% a quello che tu dici.
Non per sete di rivincita verso pinco o verso pallina ,ma perchè solo in questo modo il socialismo e il comunismo potranno evitare di scomparire.
Le ferite che i compagni e le compagne si infliggono da soli sono nulla di fronte a quello che ci aspetta.
Ogni momento ,ogni cosa ci indica che non saranno anni e anni di solo brutto thatcherismo e di stravolgimento del paese, ma ancora peggiori perchè i nipoti della marea che riempiva piazza Venezia negli anni bui sono tornati e cambieranno il paese mortificandoci ogni giorno di più.
Poi,dopo l’uragano, la sinistra risorgerà miele e zuccherino erede del pensiero veltroniano …con buona pace di noi tutti comunisti.
saluti rossi
Val
Ps:ho mancato di 50 euro nel calcolo matematico.
Non c’è problema,risparmierò anche per quelli:contaci.
Maurizio: “E se intanto una migliore qualità della vita (= casa, lavoro, cibo, vestiti, tempo libero) la realizzo subito, con una ASSOCIAZIONE NAZIONALE ed una COOPERATIVA di lavoro diffusa in tutta Italia? Due iniziative, si badi bene, non alternative ma parallele e di supporto al PARTITO. Due iniziative con cui fare intanto concretamente politica.”
Sì.Facciamolo. Subito.
Fumo; vado in auto “il giusto”; ho un telefono mobile, ma non solo! ho anche internet- beh, i PC li riciclo e costano poc’un’azzz!
E ho un problema fondamentale con la mia famiglia: non so. Sono innamorato di mia moglie - che si nega “sempre”; sono insidiato da una collega, di cui so i limiti… e le potenzialità…
EFFACCIAMOLA sta associazione cooperativa: attento però, le regole per l’intermediazione di lavoro sono MOLTO precise e restrittive. Non a caso le ha fatte Treu - poi Maroni; e ci hanno rimesso in due, giuslavoristi; e in 3800 lavoratori, dal 2004 a oggi.
Nemboiris è necessario diventare membro.
Comunque scrivi una mail info@comunistiuniti.it e loro ti diranno con più chiarezza che devi fare.
ciao
Val
Caro Dreamer,
se ti scrivo che comprendo perfettamente e condivido al 100% il tuo progetto ci crederesti?
Capisco che è difficile “a pancia vuota”sentir parlare altri di idee e di come è diventato necessario confrontarci aspramente e sempre in totale disaccordo ,ma con grande intelligenza e una certa dose di furbizia (come “loro fanno” con noi)con quella brutta bestia del capitalismo.
Serve che preciso quel che segue.
Ho ritovato la passione nel 2005 con quell’ Unione e quell’Ulivo che ci proponevano una diversa visione di una politica culminante in quello che io reclamavo la più grande opportunità per la creazione di un soggetto politico della sinistra totalmente differente
Un partito comprendente le realtà democristiane che guardavano a Dossetti,la sinistra intera(non un pezzo sì e l’altro no perchè qui perchè la,tutta e senza tante storie ) con l’aggiunta degli ambientalisti e di IdV,che non poteva essere.
Troppi alberi a pretesa dominante e nemmeno eticamente lindi.
Troppi cespugli timorosi di rimanere soli o di perdere il proprio scranno,simile per valore a quello del re d’Italia nel ventennio fascista, per spazzar via gli eterni gerontocrati(anche non necessariamente vecchi)della politica italiana.
Cattivone cattivone uscii dai DS e diventai semplicemente interessato all’oppurtunità PD per la nascita di un partito della sinistra veramente tale è,nel frattempo incominciai a frequentare novità come Repubblica dei Cittadini,PBC,meetup che però non parlano di sinistra anzi e per loro omolgabile alla sfaciume della destra.
Li vive o viveva una confusione indescrivibile ,con un turn over degno dell’Inter,senza capo ne coda o quasi ,non cosi in IdV però .
Per pudore ,non scrivo nulla e con una certa vergogna devo parlare di me stesso .
No,non ho accettato di fare lo spione,in giro per la provincia, in cambio di favori per me e tutto l’entourage e oggì sono felice perchè dopo sei anni di precariato-cococo o altro e dopo sei mesi di stage con il solo rimborso spese (ed è già una fortuna) mia figlia è stata assunta a tempo indeterminato ed ora è segretaria all’università .
Sono orgoglioso perchè non ha venduto nemmeno un capello di se stessa e nessun Picone ha raccomandato Alessia.
Ma sono arrabbiato,incazzato,inviperito perchè hanno festeggiato brindando gli amici come una conquista ,una vittoria ,un miracolo quello che dovrebbe essere un atto dovuto di ogni società civile.
E penso al giovane Val che per altre cose brindava e, in quel momento una lacrima mi scende dagli occhi pensando alle milioni di Alessia e ai milioni di Alessandro che nemmeno per quello possono brindare.
Ma passa subito perchè nemmeno così trovo pace.
No ,non posso trovarla nella casetta socialista e nella laicità di stato.
No,nemmeno posso trovarla nelle volontà mancate di unificare con i se e con i ma .
Nemmeno la troverò mai con chi si arroca a difesa del suo giardinetto dimenticando che la miglior difesa è l’attacco e continua a farsi scrivere in faccia imperterrito intere pagine di storia.
Ho provato e riprovato ,regalando oboli ai DS,SD,ANPI(per rispetto alla famiglia l’ho nel portafogli),ARCI e infine PdCI perchè ho ritenuto giusto così.
Non posso ancora definire deludente la mia ultima scelta perchè non è completamente esaurita e ancora non ho avuto modo di capire ben bene come sono i singoli compagni e le singole compagne, quindi mi soffermerò sull’unica tessera che mi sono sentito fiero di avere avuto:Qui Milano Libera .
Ragazzi e Ragazzi che vanno a rompere le pale ai Berlusca,alle Stefania Craxi,ai Fede ,agli Sgarbi,ai manager ecc,ecc con la complicità di un Piero Ricca che non le ha mai mandate a dire .
Ecco questa tessera non mi pentirò mai di averla fatta.
12 euro e una quota associativa ,siano pure 100 euro,sono niente pure per me (un caffè in meno ,un pò meno di benzina )se il risultato e la creazione e messa in pratica di un bel progetto.
Se questo mi porta a soddisfare l’esigenza dei diritti e del diritto di avere i doveri,ridando la dignità ai 4 milioni di precari, agli altrettanti sfruttati sottopagati e volte buttati per strada morti o minati nel fisico per sempre che lavorano in nero e a chi nemmeno può pensare ad aprirsi una piccola impresa per conto suo in alternativa al nulla :ben venga .
Così come ben venga una diversa presa di coscienza tra chi come me trova un’infamia tra le molte altre chiamare un portatore di handicap,diversamente abile(abile capite ..abile).
Questa è la cultura capitalista del pietismo e della carità legate pure queste al profitto(un ‘opera di bene fatta con il cuore attraverso le Tv o i 730?
Ma quando mai …e poi giù a spremere succo di limone dallo sciancato).
La mia idea ,il mio ideale prevede l’uguaglianza ,l’attenzione e la parità.
La mia idea grida forte che il problema non è l’ideale comunista ma l’uomo:è lui che sta uccidendo il comunismo,in un metro quadrato.
Coraggio Alessandro B.
bene, finalmente un intervento, che a parte qualche passaggio, che cominci a leggere e poi smetti(non te la prendere ma dopo un pò ti rompi..), con un pò di mordente..
lungi da me, caro “sognatore”, il mettermi su di una cattedra ed insegnare a chicchessia come “si fa il comunismo”…so solo una cosa…e mi basta..
se riteniamo di averci capito(o di aver cominciato a capirci..) qualcosa su come va il mondo, basterebbe rimettersi in discussione continuamente nei luoghi di tutti i giorni, e semplicemente trovare, in ognuno che ci sta a fianco, le stesse sofferenze e le stesse insofferenze verso le continue ingiustizie di tutti i giorni(=radicamento).problemi condivisi, semplicemente questo, poi i trattati, le associazioni, le cooperative o che cazzo ne so..le facciano altri..io sono qui per supportare un’idea, la nascista di un partito comunista unito(unitario!!), nel quale, oltre a teorici vari o presunti tali che declamano frasi in latino o roba del genere, ci sia la rabbia e la concretezza dei problemi di tutti i giorni. altrimenti..e lo ripeto, a continuare co sti metodi, co associazioncine e gruppettini, analisi che pretendono di illuminare ma poi…, tanti ma tanti ti girano le spalle! e si è visto chiaramente.
P.S.: grazie per l’offerta di lavoro…mah
SPROLOQUIO FINALE D’INIZIO ESTATE
(congedo in unica parte, e chissenefrega della lunghezza: chi vuol leggere legga. Quis leget haec?)
Chiarisco tuttavia in premessa che sarò breve per chi pensa solo al PARTITO, sarò lungo per chi ha ancora voglia di leggermi riguardo al mio “PROGETTO COMUNISTA”.
Integrazione al mio “PROGETTO COMUNISTA” (uffa, arieccolo questo rompicoglioni!) illustrato martedì 18 giugno (ore 19:47:33), con replica ai riscontri dati da Val (giovedì 19 giugno ore 09:58:27), Niccolò Zanotelli (giovedì 19 giugno ore 13:13:00) ed IC (venerdì 20 giugno ore 11:20:52). Invece, ahìme, Roberto (grazie per il bentornato) ha letto ma nulla ha detto, anche se due volte ha scritto (giovedì 19 giugno ore 09:56:55 e lunedì 23 giugno ore 13:56:49) ed, ahìnoi, Alessandro Bario purtroppo s’è ammutolito (contraccambio il saluto con altrettanto sincero affetto).
Al momento in cui invio questo mio commento, lunedì 30 giugno ore 18:25, mi risultano ancora 898 interventi. L’ultimo è quello di Angelo (Pdci) alle ore 15:26:49 di mercoledì 25 giugno scorso, cioè quasi una settimana fa. Il che la dice lunga…
A) IL PARTITO
(rivolto a tutti quelli che continuano a pensare solo al partito, al partito, al partito…)
Per quanto riguarda il tanto agognato nuovo e unico PARTITO COMUNISTA, mi sembra chiaro che le cose devono seguire il proprio corso a prescindere da noi. Si, Angelo, sì (mercoledì 25 giugno, ore 15:26:49), come vado dicendo da oltre un mese e come hanno detto altri prima e dopo di me, dobbiamo aspettare i vari congressi e poi non solo parlare ma agire. Comunque, non voglio fare il chiaroveggente ma solo il modesto riflessivo:
Sinistra Democratica probabilmente confluirà nel Partito Socialista (seguendo di fatto Angius); PdCI ed una parte di PRC si fonderanno, mentre l’altra parte di PRC resterà come partito (così come resteranno partiti autonomi PCL, Sinistra Critica e PdAC).
Ma lo vedete quello che sta succedendo all’interno del PRC in vista del congresso del 25-27 luglio prossimi a Chianciano? Veleni e accuse feroci su iscritti-fantasma, ricorsi al magistrato. Come ci si è ridotti, alla faccia dell’unità dei comunisti! Quasi una faida tra i seguaci di Ferrero e quelli di Giordano e Vendola, una situazione degna della peggior DC dei bei tempi andati!… Forse Andrea (venerdì 13 giugno, ore 01:55:49) ha mangiato leggero e non ha fatto un brutto sogno!…
Seguendo invece, saggiamente e doverosamente il corso dei Comunisti Uniti che hanno lanciato questo appello che ha scatenato questo blog, mi pare molto eloquente l’ultimo comunicato, quello di domenica 22 giugno:
“COSA BOLLE IN PENTOLA?”
da cui estrapolo 4 passi per farmi capire:
“numerose le assemblee nelle varie città. Affollatissime e tutte ricche di spunti interessanti per il lavoro futuro.”
“sono attive le mailing-list regionali dei sottoscrittori dell’appello. Queste, insieme allo spazio commenti diventano lo strumento diretto per tutte e tutti di comunicare ed entrare in contatto.”
“Nei prossimi mesi si possono organizzare incontri ed iniziative (magari chiedendo uno spazio all’interno delle tante feste – dell’ARCI, PdCI, PRC, sindacati,… – che ci saranno in tantissime città) per far conoscere l’appello e lavorare perché a settembre ci siano occasioni di mobilitazione, a partire dai temi sociali oggi sempre più urgenti.”
“Infine stiamo studiando la realizzazione di un questionario per conoscere il punto di vista dei lettori del sito e dei sottoscrittori dell’appello. Avete proposte e suggerimenti per come realizzarlo (sia nelle domande e nei temi da affrontare, sia nella realizzazione tecnico-informatica)? Benissimo, inviateci testi e suggerimenti all’indirizzo mail info@comunistiuniti.it ne faremo tesoro!”
(FINE)
Qui può smettere di leggere chi continua ottusamente a pensare solo al partito, al partito, al partito….
mentre nel mondo dal secondo dopoguerra si è scatenato il capitalismo finanziario, con trionfo della spietata crematistica (e con i vari, ciclici crac, come quello attuale dei subprime statunitensi), tanto che in questi ultimissimi anni si sta tentando una nuova Bretton Woods! La nostra società è terribilmente diseguale. In testa c’è un gruppo di ricchissimi che dispone di un reddito pari al 40% di quello mondiale: una condizione più compatibile con quella dei regimi di casta dell’antico Oriente che con gli ideali della democrazia. Chi sono? I grandi azionisti, ovviamente. I grandi manager, spesso azionisti anch’essi, o stipendiati con compensi favolosi. Le stelle della ribalta: i divi del cinema, della tv, della musica, dello spettacolo di massa, dello sport, il calcio in particolare (divi che magari molti di noi seguono imbambolati). La scala di remunerazioni di questi “ultra” del denaro non ha natura né di profitti né di salari ma di rendite prelevate dall’onda dei grandi consumi di massa e delle speculazioni di borsa. Seguono i gruppi intermedi disposti in un lungo percorso: ceti burocratici, tecnici, quadri superiori; e poi commercianti, lavoratori indipendenti, artigiani. Poi la massa residua ma ancora consistente degli operai, degli impiegati modesti, dei contadini, insomma di tutti quelli che tirano a campare; e poi i lavoratori precari. E, infine, i pària, il gruppo distaccato dal grosso, sempre più “recessivo”: disoccupati, inoccupati, sottopagati, emarginati, reietti.
Ma forse qualcuno, purtroppo, non riesce neanche ad immaginare di che cosa sto parlando, forse pensa che io stia parlando di fantascienza. E questo povero qualcuno si tiene stretto i suoi (piccoli? medi? grandi?) risparmi investiti in banca, risparmi che corrono il rischio di non valere più nulla, e continua a mettere benzina nel serbatoio della propria auto, imprecando contro il prezzo del petrolio al barile che aumenta ogni giorno di più, magari tra una sigaretta e l’altra. Non riesco a capacitarmi di come questo qualcuno, schiavo consumatore, possa davvero pensare che sia più concreto il PARTITO di una associazione e/o una cooperativa. Il partito è una proiezione ed un investimento esistenziale, è un impegno: lo sostengo e lo voto perché vada al governo del Paese e faccia delle leggi giuste per una società giusta e per una migliore qualità della vita. O no? Sì (l’alternativa è infatti la rivoluzione). E quanti anni ci vogliono perché un nuovo PARTITO COMUNISTA (è ovvio che dovrebbe avere la maggioranza assoluta) realizzi tutto questo?
E se intanto una migliore qualità della vita (= casa, lavoro, cibo, vestiti, tempo libero) la realizzo subito, con una ASSOCIAZIONE NAZIONALE ed una COOPERATIVA di lavoro diffusa in tutta Italia? Due iniziative, si badi bene, non alternative ma parallele e di supporto al PARTITO. Due iniziative con cui fare intanto concretamente politica.
Ma no, solo sfogarsi in dibattiti sul PARTITO, in sezione o nei congressi, ci dà la sensazione (cioè l’illusione!) di essere concreti politicamente, di star a costruire un’Italia migliore, un’Italia più comunista, mentre invece sono, purtroppo, solo chiacchiere, ed il tempo passa, ognuno invecchia ingabbiato nella propria vita individuale e privata, e continuano a fare affari sulla nostra pelle di consumatori i petrolieri, gli speculatori di borsa, le banche, le assicurazioni, le case farmaceutiche, i divi….
B) PROGETTO COMUNISTA: l’ASSOCIAZIONE E LA COOPERATIVA
Da parte mia proporrò al sito dei Comunisti Uniti un “Piccolo test per autoanalisi ed esame di coscienza del compagno consumatore”, che a voi sottopongo qui in anteprima come verifica per la ASSOCIAZIONE NAZIONALE e LA COOPERATIVA che ho proposto di costituire con il mio “PROGETTO COMUNISTA” illustrato, lo ripeto, martedì 18 giugno (ore 19:47:33). Due iniziative che non si faranno mai e che potrebbero dare lavoro intanto anche a quelli come “Emi.rm”, intervenuto domenica 22 giugno, ore 15:45:20 per dire “come sempre, tante parole ed incomprensibili, un salotto sul web, complimenti a tutti! Di COMUNISMO neanche la puzza, senza rancore. Un precario senza ‘na lira già politicizzato che ve legge, gli altri non politicizzati manco sanno che esistete. Ciao”. Piccola puntualizzazione al riguardo. Tu, caro Roberto, sottoscrivi quanto detto da Emi.rm? Beh, io per niente. (Veritas odium parit). Emi.rm si è forse letto, per correttezza, tutti gli interventi dal 17 aprile? No, di sicuro, altrimenti di puzza di comunismo ne avrebbe odorata così tanta da doversi mettere la maschera antigas. E non è un caso che tu, più o meno consciamente, abbia corretto con un più giusto “adesso comincia ad esserci un po’ troppa puzza di salotto!”. Se Emi.rm avesse letto, si sarebbe accorto che ci sono compagni disperati, forse in condizioni finanziarie peggiori delle sue, ed avrebbe avuto il buon gusto di non intervenire per ultimo all’improvviso in modo sprezzante. E, pragmaticamente, lui che è di Roma si sarebbe dichiarato disposto a partecipare alle assemblee romane, proposte da Niccolò Zanotelli nientemeno che il 24 aprile scorso. Infine, prego, Emi.rm si accomodi in cattedra e ci illumini su come si realizza il comunismo e su come coinvolgere i non politicizzati che neanche sanno che esistiamo.
Piccolo test per autoanalisi ed esame di coscienza del compagno consumatore
se sei: considera quanto spendi mensilmente per:
fumatore sigarette
automobilista benzina
giocatore lotto, superenalotto, gratta&vinci, scommesse
telefoninista ricariche telefoniche
(= usi il telefono cellulare)
compratore di giornali quotidiani, settimanali, mensili
(Manifesto, Liberazione, Rinascita)
se sei: considera quanto spendi annualmente per:
telespettatore canone tv, abbonamento a Sky,
card Mediaset Premium, card LA7 Premium
Non prendiamoci in giro, eh? Sono infatti convintissimo che chiunque potrebbe permettersi 12 €uro l’anno per l’Associazione e 100 €uro una tantum (recuperabili) per la cooperativa descritti col mio “Progetto Comunista” (in ogni caso, esistono sempre le quote-lavoro). Solo inizialmente, per l’Associazione si dovrebbero spendere ulteriori 38 €uro (per complessivi 50 €uro) suddivisi fra: A) sottoscrizione ai Comunisti Uniti; B) compenso al compagno studente-lavoratore che cura questo blog; C) spese iniziali di costituzione associazione; D) sottoscrizione per l’assemblea nazionale “Festa dell’Unità”. Per quanto riguarda la cooperativa, invece, mi rendo conto, ma non è un problema, che non potrebbe essere formalmente una cooperativa, dove le quote sono tutte uguali.
Carissimo Val, mi dispiace profondamente che tu sia minato nel fisico e nelle finanze che ti permettono una semplice e niente più tranquilla sopravvivenza. Almeno sul mio “PROGETTO COMUNISTA” ti posso tranquillizzare. Per quello che infatti possiamo fare la mia compagna ed io, la tua quota di 100 euro per la cooperativa la anticiperemmo noi molto volentieri (non i 50 euro per l’associazione, visto che hai pagato l’iscrizione al PdCI). Vorrei però sapere perché tua moglie, tua figlia e i tuoi amici non votano più o hanno preso direzioni diverse.
Nel “Piccolo test” non ho volutamente incluso la voce di spesa “libri, cd e dvd”. Per quanto riguarda i libri, sono sicuro che moltissimi di voi nei mesi scorsi hanno comprato il libro “LA CASTA. Così i politici italiani sono diventati intoccabili.” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Edizione Rizzoli (2007) spendendo 18 €uro. La mia personalissima opinione è che mi sento un coglione a pagare 18 €uro per indignarmi ed arrabbiarmi contro i politici. Intendo dire che un certo tipo di informazione andrebbe fornita gratis. In questo caso non lo farebbero certo gli autori Stella e Rizzo né l’editore Rizzoli, ma l’avrebbe fatto “Progetto Comunista” comprando una sola copia e facendo circolare fra i compagni delle riproduzioni a bassissimo costo (atto scientemente illegale ma giusto). Colgo l’occasione per consigliare vivamente la lettura di “GUAI A CHI LI TOCCA – L’Italia in ostaggio delle corporazioni: dai medici ai ferrovieri, dai gondolieri ai magistrati” di Antonio Galdo (Ed. Mondadori, 2000, prezzo Lire 29.000 = 14,98 euro), che io ho comprato ad una bancarella spendendo 2,50 euro.
Caro Niccolò, grazie per il tuo apprezzamento, ma ripeto che non sono originale. Qualcosa di originale e rivoluzionario l’ha scritto invece nel 1999 col suo libro “Un milione al mese a tutti: subito!” (Ed. Malatempora) Domenico De Simone, avvocato romano, economista “radical” per vocazione, sessantottino allontanato poi dal Manifesto. Riprendendo quanto proposto per primo dal pensatore Juan Luis Vives nel 1526, poi teorizzato dal filosofo Thomas Paine nel ’700, poi formulato dall’avvocato belga Joseph Carlier nel 1848, e infine rilanciato in Italia nel 1989 dall’economista inglese James Meade, De Simone parla dell’istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale (Universal Basic Incom) per ogni singolo cittadino, così distribuito dallo Stato: £ire 300.000 mensili per ogni individuo fino a 14 anni, £ire 600.000 fra i 14 ed i 18 anni, £ire 1.000.000 per i maggiorenni. La copertura finanziaria è assicurata da un’imposta del 4% sul denaro (depositi bancari a vista e a termine e transazioni finanziarie).
Ma tornando a noi, la tua sintesi del mio “Progetto Comunista” è tutt’altro che volgare (a meno che per volgare tu non intendessi la lingua comune, del volgo. Ma in questo caso guarda che io non sono raffinato, eh?). Non va bene però la parte finale della sintesi: non tanto la banana a basso costo perché acquistata senza intermediari (per essere precisi, la consulenza legale sarebbe gratis e l’auto ecologica e solidale non la potremmo ancora fabbricare ma ce la potremmo permettere a basso costo perché comprata in grande stock da parte di “Progetto Comunista” per i suoi aderenti, cioè noi, cioè nessuno), quanto invece e soprattutto il lavoro per i disoccupati e gli inoccupati e la casa per gli sfrattati e per gli studenti universitari. Il “quid plus” o il “quid novi” (per fortuna non volevi intendere “quid novi ex Africa?”) è senz’altro l’organizzazione centralizzata o meglio (esatto, meglio) coordinata di tutte queste realtà. E già realizzare questa è molto impegnativa, figuriamoci i 4 fuochi d’artificio (compagnia di telefonia mobile – banca – produzione tv – fabbrica di auto ecologiche)!… Sono sì un “dreamer” ma sogno ad occhi aperti ed ho il senso della realtà.
Rispondo alla tua domanda finale, però, perdonami Niccolò, absit iniuria verbis, sed legere enim et non intellegere neglegere est. Io non ho affatto paura che i bambini si spaventino, tutt’altro. Ho fatto mia la battuta di Nori Corbucci (“Se prima i comunisti mangiavano i bambini, con queste elezioni i bambini si sono mangiati i comunisti”) ed ho chiaramente spiegato perché “Sinite consumptores venire ad me, talium enim est regnum Terrae”. Nella Bibbia (Matteo, 19:14 – vangelo scritto in aramaico, tradotto in greco, tradotto in latino), Gesù Cristo dice infatti: “Sinite parvulos venire ad me et ne prohibueritis eos. Sinite parvulos venire ad me, talium enim est regnum coeli.” (“Lasciate che i bambini vengano a me, e non glielo impedite. Lasciate che i bambini vengano a me, perché a chi è come loro appartiene il regno dei cieli”). Parafrasando questo, “Progetto Comunista” dice “Sinite consumptores venire ad me, et ne prohibueritis eos. Sinite consumptores venire ad me, talium enim est regnum Terrae.” In sostanza, “Lasciate che i consumatori (sciuponi) vengano a me, e non glielo impedite. Lasciate che i consumatori (sciuponi) vengano a me perché a chi è come loro appartiene il regno della Terra.” Tradotto in pratica, io devo fare una associazione che accalappi più consumatori possibili in modo che entrino anche i loro soldi nelle nostre casse per realizzare il nostro progetto comunista che non li riguarda.
Per farlo posso solo dandogli la tessera PCI – Personal Card of Italy (di colore bianco) e non certo la tessera del PCI – Partito Comunista Italiano (di colore rosso), e ovviamente senza far loro sapere che l’ipotetica A.C.C.I. (Associazione dei Cittadini Consumatori Italiani) che emette la carta sia in realtà l’Associazione dei Cittadini Comunisti Italiani, fondata da noi. Anzi, ora mi verrebbe da chiamarla A.I.S.C.A.R. (Associazione Italiana di Solidarietà fra Consumatori Attenti e Razionali, ma per intendere Associazione Italiana dei Socialisti, Comunisti, Anarchici e Radicali – quest’ultimi quelli dell’origine del 1955, non gli opportunisti pannelliani o i Capezzone). Un’associazione di tutta la Sinistra, e poi ognuno si faccia il partito che vuole. La tessera potrebbe riportare un motto latino, per depistare:
“Pares cum integritate (Simili, Pari con integrità)
Pro consumptor intelligens (Per il consumatore intelligente)
Pro communio Italiorum” (Per la comunione degli Italiani)
La sigla è sempre P.C.I. Il gioco sarebbe svelato se sotto alla terza frase “Pro communio Italiorum” (il latino communio significa sia comunanza, sia eucaristia) venisse apposto “bonorum aequatio”, cioè comunione dei beni, cioè comunismo.
Quello che voglio infatti fare, e qui mi rivolgo anche al caro IC, è una associazione di compagni che hanno scelto liberamente e legalmente di associarsi. Non una setta, non una società segreta come la Carboneria. Uno Stato nello Stato? Magari, e quello che è Stato è stato! O, per dirla con Benni, non siamo Stato noi. Una Comune nei Comuni? Magari, caro IC. Una Associazione che sia Onlus ed acceda al 5 per mille IRPEF, una cooperativa che acceda ai contributi e ai finanziamenti di Comuni, Province, Regioni, Stato e UE. La mafia non fa questo, neanche in senso negativo. Dai Beati Paoli del Seicento alle “fratellanze” dei primi dell’800, dalla Notte dei Pugnalatori del 1862 all’inquietante silenzio della mafia nel terzo millennio, la mafia si basa su intimidazioni, estorsioni, ricatti, sequestri di persona ed omicidi, ed ha una rigida gerarchia antidemocratica: dal vecchio controllo della terra, col barone padrino, il gabellato, i campieri, i burgisi, ai nuovi affari del secondo dopoguerra – speculazione edilizia e appalti pubblici, sfruttamento della prostituzione e del gioco, racket del commercio e dell’industria col pagamento del pizzo, traffico di droga e di armi, speculazioni finanziarie in Borsa – coi capi-mandamento e i padrini della cupola. L’unica cosa che ti concedo in comune con “PROGETTO COMUNISTA” e che la mafia ha “un profondo radicamento sociale ed un articolato rapporto con la politica”. Ma è una caratteristica così generica che riguarda, vedi un po’, anche la Lega Nord. Magari riuscissimo a riappropriarci del nostro spazio, radicandoci nel territorio, per fare quello che, come ho già detto in un precedente intervento, hanno fatto (sottraendoci lo spazio) la Lega negli anni ’80, Forza Italia (solo in parte, dal 1992 al 1994), Alleanza Nazionale dal 1993 in poi e, infine, Bepe Grillo.
Neanche l’esempio positivo del monachesimo va bene, anche se va ovviamente molto meglio della mafia. I monaci hanno un ideale ascetico e mistico, hanno la Sancta Regula basata sull’obbedienza, la povertà, la castità, devono essere dediti alla preghiera e sottoporsi alla penitenza. I monaci si proteggono dalla barbarie del mondo isolandosi: eliminano il mondo ma non il male. “PROGETTO COMUNISTA” invece non vuole isolarsi dal mondo, ci sta dentro, vuole eliminare il male, cioè il capitalismo. Almeno al suo interno. Preghiera – Operosità – Carità del monachesimo in “Progetto Comunista” sono Dibattito – Operosità – Solidarietà. Ma anche nel caso del monachesimo ti devo concedere obiettivamente un aspetto in comune: i monaci sono tutti uguali (a parte l’abate, il priore, il cellario ed il portinaio). Devo anche confessarti che quando capito a Fossanova, a 4 km da Priverno, in provincia di Latina, beh, non penso tanto all’Abbazia (ah, i Cistercensi col loro Nodo di Salomone, noi con la nostra tessera PCI!) quanto al Borgo, che è diventato di proprietà privata (famiglia Di Stefano). All’interno di “Progetto Comunista” potrebbero infatti realizzarsi (per libera scelta) delle comunità, sì. Un’agenzia immobiliare di Roma, con sede a Piazza di Spagna, sta trattando la vendita di un Borgo di 3000 mq in Toscana, tra Capalbio e Manciano, con 16 ettari di terreno. Anche questo rientrerebbe in “Progetto Comunista”: un borgo, con magari la produzione di vino e così via.
Insomma, “PROGETTO COMUNISTA” è semmai più simile alle Società di Mutuo Soccorso. Comunque tu, caro IC, il 27 maggio (ore 17:55:45) hai proposto, nient’affatto più modestamente:
- percorsi di democrazia socialista
- soviet
- rappresentanti nei vari posti di lavoro e nelle università, creando dei parlamentini paralleli a quello ufficiale.
Beh, va benissimo, mica è incompatibile col mio “PROGETTO COMUNISTA”, anzi! Quello che voglio fare infatti io, come ho spiegato, è un’ASSOCIAZIONE, con una centrale di coordinamento e tante sezioni cittadine sparse in tutta Italia. I soci (noi) hanno la dignità di PARI (non sono pària, ma hanno il titolo di parìa) pagano 12 euro l’anno, poi ci sono gli associati AGGREGATI (i compagni che hanno partecipato alla creazione e vengono presentati da altri compagni), che pagano 24 euro l’anno (e possono diventare soci PARI) e gli associati ORDINARI (tutti gli altri, che non sanno di iscriversi ad una associazione fondata da comunisti) che pagano 36 euro l’anno. Ogni sezione si fa la sua assemblea annuale (diritto di voto per i soci PARI e gli associati AGGREGATI) ed ogni anno si tiene l’assemblea nazionale, che consiste nella FESTA NAZIONALE DELL’UNITA’.
A questo proposito, dico che mi dispiace davvero che, a parte Roberto (sabato 24 maggio, ore 01:45:00), nessuno abbia preso seriamente in considerazione questa idea. ERA ED È ANCORA LA POSSIBILITA’ DI INCONTRARCI TUTTI (sì, caro Val, come vedi lo so bene anch’io che è importante incontrarsi). Avevo proposto di farla il 21 giugno a Bologna, nell’ambito della Festa europea della musica, ho poi detto di farla a settembre a Roma (mi divertirebbe farla nella mia città dove devo subire un sindaco postfascista che ha la croce celtica al collo). E mi piacerebbe tanto farla nell’estate 2009 a Pugnochiuso, nel Gargano. Non è solo un gioco di parole, è che Pugnochiuso dal 2001 è di proprietà del gruppo Marcegaglia. Ricordiamoci che la neopresidentessa della Confindustria ha proposto i contratti di lavoro individuali. Beh, a me divertirebbe molto andare a fare la Festa dell’Unità al mare a casa sua. Insomma, per me l’assemblea nazionale per l’unità dei comunisti dovrebbe essere fatta non in forma classica ma nella forma di una manifestazione, che potremmo chiamare “SINISTRATA - Festa dell’Unità”. Sinistrata perché… beh, è evidente, no? È una festa della sinistra comunista, sì, ma con le ultime elezioni comunisti e socialisti sono spariti dal Parlamento (a parte i postcomunisti e i socialisti nel PD). Festa dell’Unità perché, come ho detto, non c’è più il copyright da parte del quotidiano e del PCI-PDS o di DS. In ogni caso, se il PD dovesse ugualmente rivendicare ancora l’esclusiva della denominazione, basterebbe togliere l’accento sulla a finale e chiamarla “Festa dell’Unita” (intendendo Sinistra Comunista). Insomma, una festa apparentemente nostalgica e romantica ma con lo sguardo al futuro.
Il problema, caro IC, come tu stesso hai detto, è che siamo allo sbaraglio. E quindi non si farà niente.
È più facile, chissà perché, parlare, parlare, parlare, rivendicare un nuovo partito, fare le assemblee, i congressi, e così via, convincendosi che questa è la politica.
In finale, voglio allora raccontare una favoletta, per chi ha ancora voglia di leggere. Nel 1982 Maria Grazia Gelli, figlia di Licio, il capo della Loggia Massonica P2 (Propaganda 2), tra i cui iscritti c’era anche Silvio Berlusconi (oltre a Sindona, Calvi, Renatino De Pedis della Banda della Magliana e don Pippo Calò della mafia siciliana), viene fermata all’aeroporto di Fiumicino e gli viene scoperto in una valigetta il “Piano di Rinascita Democratica” di Licio Gelli, risalente verosimilmente al 1975 o 1976 (se qualcuno non sa cos’è o non se lo ricorda, lo invito ad andarlo a leggere o rileggere: è facilmente rinvenibile su internet). Nel 1976 Bettino Craxi viene nominato segretario del PSI ed in poco tempo conquista il predominio del partito, ponendo la questione dell’egemonia del PCI nella Sinistra e lavorando per un livellamento equilibrato dei due partiti sul 20%, ma auspicando il sorpasso del PSI sul PCI. Nella prima metà degli anni ‘’80 accade che: Berlusconi crea il suo impero di tre reti tv Fininvest da contrapporre alla RAI; Craxi, forte del patto PSI-DC noto come CAF (accordo Craxi – Andreotti – Forlani), diventa presidente del Consiglio e vara i tre decreti che salvano le reti tv di Berlusconi. Nel 1992 scoppia Tangentopoli e Craxi scappa ad Hammamet. Berlusconi prepara allora la sua diretta scesa in campo politico e crea il movimento Forza Italia.
Proviamo allora a vedere rapidamente alcune cose successe in questi ultimi 16 anni.
Settembre 1992: CISL e UIL firmano con Confindustria il “Patto per l’Italia” che prevede, tra le varie cose, la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. La CGIL rifiuta la sua firma. Si rompe l’unità sindacale. Elezioni politiche 1994: vittoria del doppio cartello di Berlusconi (Polo