Rss Feed
Tweeter button
Facebook button
Technorati button
Webonews button
Digg button
Flickr button

Comuniste e comunisti cominciamo da noi, 2.0

21 01 2010

Per aderire all’Appello scrivere a: adesioni@comunistiuniti.it

Ci rivolgiamo a tutte le compagne ed i compagni comunisti ovunque collocati: nel PRC e nel PdCI; a tutto l’arcipelago comunista e anticapitalista; alla vasta diaspora dei “senza tessera” che ieri come oggi resistono all’attacco dei padroni sui posti di lavoro, sui tetti, nelle piazze, nelle occupazioni per il diritto al lavoro; nelle scuole e nelle università per l’accesso al sapere; nei territori dove si pratica il conflitto sociale per la difesa dell’ambiente. Attorno a questo patrimonio potenziale riteniamo necessaria e non più rimandabile una ricucitura unitaria di tutte le esperienze oggi in campo.

L’appello “Comuniste e comunisti cominciamo da noi”, che aveva dato vita all’esperienza di Comunisti Uniti, era stato pubblicato sui principali quotidiani nazionali il 17 aprile 2008, all’indomani della sconfitta elettorale dell’Arcobaleno, che per la prima volta aveva cancellato la presenza dei comunisti nel parlamento italiano. Per tutti noi non si trattava di una semplice flessione di consenso delle forze comuniste ma di una profonda lacerazione con quel piccolo blocco sociale che si era faticosamente coagulato in quasi 20 anni. Di tutto questo l’appello prendeva consapevolezza, cercando di riaprire una stagione di ricomposizione organizzativa dei comunisti e di riconquista del loro ruolo autonomo nel conflitto di classe, indicando la strada verso un Partito degno di questo nome. Non a caso raccolse in poco tempo migliaia di firme e fece discutere nel variegato popolo della sinistra, fin dentro i congressi dei due partiti e anche oltre.

Decisivo era stato il bilancio dell’esperienza fallimentare del governo di centrosinistra, che aveva  tradito tutte le aspettative popolari. Così come era stata evidente l’incapacità e impossibilità della galassia delle altre organizzazioni comuniste di costruire una strada alternativa credibile e riconoscibile a livello di massa. Sin d’allora ci siamo resi conto che assistevamo all’irrazionale frantumazione delle forze comuniste, divise in due fragili partiti e in una vasta costellazione di organizzazioni e gruppi. Il tentativo di mettere in campo una lista comunista unitaria e alternativa al bipolarismo e al PD alle elezioni europee è stato però deludente: si è cercato semplicemente di conservare una presenza istituzionale, costruendo una lista con basi politiche troppo contraddittorie e con troppi elementi di continuità con il bertinottismo. Tutto ciò  ha impedito di invertire quella deriva ideologica e materiale – pensiamo al venir meno della democrazia interna, alla questione morale e ai processi di cooptazione sistematica dei gruppi dirigenti, alla separatezza istituzionale – che è una parte rilevante del problema che abbiamo davanti.

Di fronte all’acuirsi della grave crisi economica in atto, la vecchia e nuova classe lavoratrice ha chiesto risposte concrete che non sono mai arrivate ed è perciò precipitata in un grave senso di smarrimento, rifugiandosi nell’astensione, nell’antipolitica o disperdendo il proprio voto. Perché è avvenuto tutto questo? Riteniamo che la rappresentanza coerente delle classi subalterne e del loro punto di vista nel conflitto politico-sociale sia oggi in contraddizione con l’assunzione di responsabilità di governo da parte dei comunisti o con alleanze strutturalmente subordinate alle forze moderate. Per resistere, riconquistare credibilità e accrescere le nostre forze, perciò, è necessario uscire dalla logica del “meno peggio” e fornire un’alternativa politica praticabile.

Al di là delle dichiarazioni di intenti iniziali, la Federazione della Sinistra non sembra poter rispondere a queste esigenze. La poiché elude la questione dell’unità dei comunisti e si presenta come un soggetto politico moderato genericamente “di sinistra”, che ricorda nel suo statuto l’Arcobaleno e “apre” non per caso a Sinistra e Libertà, come se i congressi del 2008 non ci fossero stati. Ancora una volta, la Federazione pensa se stessa come la gamba sinistra delle alleanze del PD, in un quadro che si è nel frattempo spostato ancora più a destra e con l’Udc a svolgere il ruolo dell’ex-Margherita.

Ci rivolgiamo anche oggi a tutte le comuniste e i comunisti ovunque collocati e agli attivisti dei movimenti di lotta perché riteniamo che le ragioni di quelle compagne e di quei compagni che si sono spesi con energia nel progetto Comunisti Uniti siano ancora attuali. Per evitare la ripetizione degli errori del passato è necessario però reagire in fretta e sollecitare autonomamente un processo di ricostruzione. Di fronte all’attacco reazionario che stiamo vivendo in questa crisi del capitalismo abbiamo bisogno di rilanciare al più presto il ruolo dei comunisti come cuore dell’opposizione di classe alle ristrutturazioni padronali e alle politiche antipopolari e antidemocratiche del governo di centrodestra oggi e di qualsiasi governo le sostenga domani.

Non cerchiamo scorciatoie organizzativistiche e rifiutiamo la contrapposizione “tutti fuori” o “tutti dentro” il PRC e il PdCI.

Crediamo però che sia urgente costruire un cambiamento di rotta, a partire dall’apertura di sedi di dibattito e di iniziativa e dai loro meccanismi di funzionamento. Non chiediamo perciò a nessuno di uscire da questi partiti o da altre organizzazioni, coordinamenti o federazioni ma ci rivolgiamo a tutti i comunisti e alle comuniste per costruire insieme un collegamento dal basso sui territori, prendendo consapevolezza che quanto oggi esiste non è sufficiente per rilanciare il nostro ruolo e per ricostruire un’organizzazione unitaria ed efficace. Servono intenti comuni e piattaforme condivise da cui ripartire e su cui organizzarci: di fronte alla crisi, abbiamo bisogno di costruire una strada per un’alternativa di sistema e non di mero “governo” delle cose presenti. Per questo compito immane non serve allora un ennesimo partitino ma è necessario andare tutti insieme verso la ricostruzione di un solo Partito, che sia Comunista, radicato nella società ed efficace nella lotta politica.

Coscienti delle difficoltà di questa fase ci rivolgiamo in primo luogo ai quadri e ai militanti più consapevoli. Questi, forti della propria esperienza, possono iniziare a costruire nei propri territori un lavoro che raccolga sin d’ora in un progetto locale le energie disperse dell’arcipelago comunista dentro e fuori PRC e PdCI. Dei coordinamenti e gruppi di lavoro che, organizzandosi e articolandosi sul piano nazionale, potranno rappresentare un bacino di partenza che sostenga il progetto strategico dell’unità dei comunisti. Dobbiamo favorire insieme le condizioni di una resistenza di massa alla crisi che i padroni vogliono far pagare ai lavoratori salariati e alle fasce popolari.

Dobbiamo essere presenti nelle contraddizioni di un meccanismo sociale e politico che è diventato strutturalmente incapace di redistribuire lavoro e reddito. Un meccanismo che espelle forza-lavoro e deteriora ulteriormente le già gravi condizioni di sfruttamento di quella occupata. Che produce costantemente nuove sacche di esclusione e discriminazione all’interno degli Stati nazionali (la questione del lavoro precario, quella del lavoro immigrato e di una guerra tra poveri che rischia di diventare guerra razziale, la nuova questione meridionale come questione nazionale, il secessionismo…) così come tra gli Stati e tra le grandi aree geopolitiche del globo. Che aumenta le politiche guerrafondaie e le spese militari. La rappresentazione dei bisogni sociali e culturali delle classi sfruttate, senza alcuna distinzione di sesso e di nazionalità, dovrà essere al centro di una strategia e di un programma minimo condiviso basato su una piattaforma anticapitalista (per la difesa del salario e dei posti di lavoro, contro la precarietà e per la democrazia sindacale) e antimperialista (contro le basi militari e le guerre imperialiste, per il ritiro delle truppe, a fianco della resistenza dei popoli oppressi e dei Paesi che resistono all’egemonismo americano). Un rinnovato progetto rivoluzionario per mettere insieme le nostre forze ed affrontare insieme un nuovo ciclo di resistenza, che ridia voce e motivazioni a chi è oppresso dalle difficoltà economiche e dal capitalismo.

Per costruire una concreta opposizione politica alla crisi del capitalismo, riteniamo, serve una linea fortemente alternativa a quella sino a questo momento praticata: una linea che rompa la subalternità strutturale nei confronti della sinistra moderata e che si liberi di quel politicismo che si è dimostrato incapace sia di rappresentare l’esigenza di liberazione dallo sfruttamento, sia di ottenere risultati concreti.

Con questa nostra lettera intendiamo perciò rilanciare il progetto dei Comunisti Uniti per dotarci di uno strumento efficace nella lotta di classe e per il superamento della frammentazione. Costruiremo i Comunisti Uniti come un luogo di dibattito e di iniziativa politica condivisa, una Casa Comune che abbia una sua autonomia di analisi e di proposta e sia capace di parlare a tutti i comunisti e alle comuniste indipendentemente dalla loro collocazione. Come un movimento trasversale, i Comunisti Uniti comprenderanno allo stesso titolo compagni del PRC, del PdCI, delle altre organizzazioni e quelli privi di appartenenza, sforzandosi di unire tutti quei compagni che, anche da prospettive diverse, si riconoscano in alcune semplici priorità:

 

1) la necessità di attivare un percorso di ricostruzione che unisca le forze dei comunisti in Italia;

2) la consapevolezza che l’unità comunista è indispensabile ma non è nulla se non si coniuga con una rigorosa autonomia culturale e politica, autonomia che in questa fase significa priorità del conflitto politico-sociale, della sua coerente organizzazione e rappresentanza per l’opposizione allo stato di cose presente;

3) la volontà di non circoscrivere questo processo ai soli partiti organizzati ma di innescare una partecipazione più ampia che riconosca a tutti i singoli compagni pari dignità.

Gli spazi politici istituzionali in senso stretto sembrano oggi schiacciati dal sistema bipolare/bipartitico, sostenuto tanto dal PDL che dal PD, e non possono essere riconquistati con escamotage organizzativistici o elettoralistici. Occorre ricostruire anzitutto una credibilità e un ruolo dei comunisti là dove ci sono ancora ampi spazi di azione politica, sia sul piano sociale e politico-sindacale (ricostruzione di una forza sindacale di classe e non concertativa, ricucitura delle molteplici esperienze di lotta oggi in campo sui territori, precariato e migranti, etc.) che su quello culturale (dove si tratta di coniugare l’eredità critica dell’esperienza del comunismo internazionale del Novecento con una comprensione delle trasformazioni della società e un aggiornamento degli strumenti concettuali del marxismo). Vogliamo incontrarci con chiunque condivida i punti chiave della nostra impostazione e li voglia praticare in maniera critica e autonoma, dentro i partiti e fuori di essi, nelle rappresentanze sindacali, nei luoghi di studio e di lavoro, in quelle associazioni politico-culturali delle quali riconosciamo un ruolo nella ricostruzione di una teoria all’altezza dei tempi e delle quali rispetteremo l’indipendenza.

A prescindere da dove siamo collocati, occorre mettere al centro del nostro dibattito e di una nostra azione coerente la questione del partito, quella delle alleanze e quella della linea sindacale.

COMUNISTE E COMUNISTI UNIAMOCI!

Per adesioni: adesioni@comunistiuniti.it

Primi firmatari:

Ciro ARGENTINO ex-operaio ThyssenKrupp e segr.ria prov. PdCI Torino; Gualtiero ALUNNI CPN-Resp. Naz. Trasporti PRC; Andrea FIORETTI assemblea lavoratori autoconvocati Roma; Stefano AZZARA’ docente filosofia Università Urbino; Mao CALLIANO direz. naz. e segr. prov.le PdCI Torino; Alessandro PERRONE cassintegrato Fiom Eaton Monfalcone; Daniela CORTESE Segretaria Circolo Tlc e informatica PRC Roma; Margherita HACK astronoma; Sergio RICALDONE partigiano consiglio mondiale per la pace; Antonio BERTUCCELLI Segretario Prov. PdCI Messina; Antonello TIDDIA RSU Carbosulcis; Pio DE ANGELIS Presidente CPR PRC Friuli-VG; Renato CAPUTO docente storia e filosofia Roma; Marco DE LEO CPR PRC Lazio; Sergio MANES editore La Città del Sole; Roberto CALLIANO Comit. Centr. e resp. Organizz. PdCI Torino; Mariano MASSARO delegato reg.le OrSA Sicilia; Mario MADDALONI RSU Napoletana Gas; Alberto PANTALONI Com.to comunista “T. Noce” Torino; Rolando GIAI-LEVRA Direttore “Gramsci oggi”; Marco VERUGGIO direz. naz. PRC portav. Controcorrente; Federico MARTINO docente Diritto Università Messina; Germano MERLIN comit. fed.le PdCI Milano; Francesco FUMAROLA Flmu-Cub Atesia Roma; Vittorio GIOIELLO Centro ricerca Fenomenologia e società; Maria Vittoria MOLINARISegretaria Circ. Vill. Breda PRC Roma; Riccardo DE ANGELIS RSU Telecomitalia Roma; Giovanna BASTONE Comunisti-Sinistra Popolare Rho; Marcello LUCA Segretario Circ. Ferrovieri PRC Roma; Federico GIUSTI RSU Comune di Pisa; Salvatore INGHES Flmu-Cub Skf Airasca Torino; Tiziano TUSSI Comitato nazionale ANPI; Adele Monica PATRIARCHI docente storia e filosofia Roma; Massimo MURGO RSU Marcegaglia Sesto S. G.; Fabio FROSINI docente storia della filosofia Università Urbino; Nicola IOZZO coord.re PdCI Vibo Valentia; Maurizio BUDA RSU Iveco Torino; Walter CECCOTTI Giovani Comunisti Roma; Cristina CARPINELLI Centro studi problemi transizione socialista; Orestis FLOROS medico CIE; Alberto BASSO ex Com. Centrale PdCI; Luigi CASALI Coord.re Reg.le RdB-Cub Piemonte; Antonio PISA Segretario Circ. PRC S.Cesareo; Luigi DOLCE RSU Itca Torino; Saro TRAINA Segretario PdCI Limbiate-Varedo–Vicesegretario ANPI Brianza; Katia SILVESTRINI Segretaria PRC Fabriano; Marino SEVERINI musicista dei “Gang”; Manola MAURINO RSU ASL1 Torino; Ivano PAVANI Segretario Circ. Tlc PRC Firenze; Filippo SUTERA NOPONTE Messina; Fawzi ISMAIL ass.ne amicizia Sardegna-Palestina; Fabio LIBRETTI RSU gruppo Form direttivo FIOM Milano; Danilo RUGGIERI Coll. Comunista Romano; Roberto TESTERA operaio Comau Torino; Enrico LEVONI Coll. Comunista Modenese; Cataldo BALLISTRERI RSU Fiat Powertrain Mirafiori; Emiliano CELLIsegreteria PdCI Roma; Wasim DHAMASH docente lingua e letteratura araba Università Cagliari; Angela ZANATTA RSU Agile/Eutelia – Componente Dir.vo Fiom Roma Sud; Mirko SOLERO ex-PRC L’Ernesto Torino; Marco FORONI Segretario Sez. ANPI “don P. Pappagallo” Roma; Luigi TRANQUILLINO CPR PRC Lombardia; Luigi CEFARO RSU Slc-Cgil Telecomitalia Sparkle; Domenico CALDERONI RSU Fialtel Telecomitalia; Patrizia GRANCHELLI Segr. Circ. PRC Lavoratori Poste Milano; Roberto TESTERO Coll. Comunista Romano; Salvatore MONELLO RSU Fiom Fincantieri Monfalcone; Mara ARMELLIN Segreteria PRC Treviso; Luca CLIMATI RSU RdB Pubblico Impiego; Maria Elena TOMASSINI circ. ANPI “G. Sangalli” Roma; Raffaele TRISCHITTA RSU Snater Telecomitalia Sparkle; Maurizio D’AGO ex segr. org. PdCI Napoli; Stefania IACCARINO RSU Almaviva Contact Roma; Andrea MUSACCI Consiglio Studenti Università di Ferrara; Bartolo SENATORE ex presid. CR PdCI Campania; Eugenio TREBBI RSU Filcams HP; Vincenzo SANGIOVANNI ex segretario prov.le PdCI Napoli; Pietro SCORDO Coord.to Prov.le SdL Trasporti Roma; Gianfranco SUPPO RSA RdB Karmak Villar Perosa; Manuela AUSILIO Coll. Resistenza Universitaria; Roberto TESTA RLS Trenitalia; Maurizio TIMITILLI RSU Flaica-Cub Widex Italia; Claudio SIMBOLOTTI, operaio RFI (rete ferroviaria italiana); Marco PUGGIONI delegato Fiat Mirafiori; Ettore PASETTO RSU Fiom-Cgil Roma; Vincenzo GAGLIANO ex segretario reg.le PdCI Campania; Riccardo FILESI Coord.to Cassaintegrati Alitalia; Francesco CORI Coord.to Precari della Scuola; Artan SALA operaio indotto Fincantieri Monfalcone; Angelo CAPUTO Giovani Comunisti Roma; Roberto VILLANI Cobas Scuola Roma; Francesco CAPUTO Coord.to Precari della Scuola; Ivan PAGORIG operaio SBE Monfalcone; Marilena DI LEVA ex Presid. CF PdCI Napoli; Paolo AGRESTINI edile Cerveteri; Riccardo DI PALMA assemblea lavoratori autoconvocati Borgomanero; Marco ELIA Coll. Resistenza Universitaria; Vincenzo GRAZIANO Flmu-Cub Torino Com.to comunista “T. Noce”; Alessio BULLIANoperaio indotto Fincantieri Monfalcone; Irene ROSSETTI Flmu-Cub Comdata Torino; Adriana L’ALTRELLI ex Com.to Centr.le PdCI; Marco VETTORI universitario Coord.to per la Costituente Comunista Gorizia; Fabiola VARACALLI Coll. Comunista Romano; Paolo SACCO operaio Acque Spa Novara; Luigi MINGHETTI CPF PRC Torino; Luca BELLARDONE assemblea lavoratori autoconvocati Vercelli; Marco SANDRIN operaio Ansaldo Monfalcone; Monica SIGISMONDI Coll. Comunista Romano; Mario PITTELLA Operaio Edicart Rho; Luca STERLE RSU Fiom Eaton Monfalcone; Maurizio CALLEGARI infermiere segr. reg.le PdCI Trentino Alto Adige; Giuseppe FONNESU operaio Carbosulcis; Catia GALASSI operatrice sociale assemblea lavoratori autoconvocati Novara; Osvaldo CELANO RSU Fiom Marcegaglia Sesto S.G.



Comunisti Uniti al NO B-Day

3 12 2009


Appuntamento sotto questo striscione di Comunisti Uniti alle ore 14 a piazza della Repubblica, lato Fontana al centro della piazza. Per info: 3497756468

Nell’ultima riunione nazionale di Comunisti Uniti del 27 settembre scorso, seppur con accenti differenti, eravamo stati tutti “facili profeti” nel prevedere nubi grigie all’orizzonte del dibattito politico.
La Federazione della Sinistra non solo non si presenta affatto come “comunista e anticapitalista”, ma ora non è più neanche “alternativa”. Un simile progetto evidentemente non dà respiro sufficiente alla necessaria ricomposizione della frammentazione dei comunisti ovunque collocati (PRC, PdCI e l’enorme diaspora degli esterni ai due partiti) e tantomeno al rilancio della loro autonomia progettuale e culturale. Si preferisce marcare un progetto verso un nuovo soggetto politico (a cui tutti i membri del PRC e del PdCI diventano iscritti d’ufficio) genericamente di sinistra, che tende a riassorbire il dissolvimento (di per sé positivo) del progetto liquidazionista di Sinistra e Libertà sostituendolo come interlocutore “affidabile” nelle relazioni con PD con l’obiettivo massimo di superare qualche sbarramento elettorale. Un progetto che introietta tutta la debolezza e la subalternità “arcobalenista” e non pone la questione di un’identità di classe anticapitalista al vasto potenziale del movimento di resistenza al dispiegarsi della crisi, alle pesanti ristrutturazioni padronali e alle politiche reazionarie del governo Berlusconi.
Leggi il resto dell’articolo »



Al fianco dei lavoratori Agile/Eutelia

3 11 2009

Costruiamo una rete anticrisi tra tutte le mobilitazioni nella città di Roma

Da qualche giorno le lavoratrici ed i lavoratori della società Agile, svenduti di mano in mano da qualche anno (sono ormai ex-Eutelia, dopo esser stati ex-Getronics, ex-Bull ed ancor prima ex-Olivetti) hanno interrotto ogni attività lavorativa ed iniziato un presidio con occupazione all’interno della sede di Roma. L’iniziativa di lotta è stata decisa dopo l’acquisizione di tutto il settore IT del gruppo Eutelia da parte del gruppo Omega (che recentemente ha anche acquisito e messo in discussione migliaia di posti di lavoro del call center Phonemedia) e lo spostamento dei lavoratori nella nuova “scatola cinese” Agile srl.
In realtà Agile vuole solo riuscire ad ottenere il miglior prezzo possibile rivendendo la fibra ottica che detiene questa azienda a Mediaset per veicolare su questa rete i contenuti televisivi. Un classico esempio di come i padroni approfittino della crisi generale per ristrutturare e speculare ulteriormente senza avere la minima intenzione di rinunciare a un euro dei propri profitti, sgravi e sostegni pubblici.

Leggi il resto dell’articolo »



Resoconto della seconda riunione nazionale di Comunisti Uniti

6 10 2009

(Roma, 27 settembre 2009 – DLF “A. Pettinelli” Stazione Termini)

Alla riunione hanno partecipato molti promotori e firmatari dell’Appello per i “Comunisti Uniti” nonché rappresentanti di comitati locali (Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata, Sardegna, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Marche), molti compagni del PRC di differenti aree (in larga maggioranza dell’Ernesto, ma anche di Controcorrente), di Comunisti – Sinistra Popolare e del PdCI, diversi quadri sindacali ed operai di differenti sigle (FIOM-CGIL, Flmu-CUB, RdB, Cobas) e rappresentanti di movimenti di lavoratori cassaintegrati, precari e dei call centers (Alitalia, Scuola, Atesia, Comdata).

Nell’incontro si sono susseguiti quasi trenta interventi in 5 ore. E’ stato un dibattito intenso e proficuo, che ha avanzato molte proposte e si è svolto con uno spirito unitario costruttivo nella maggioranza degli intervenuti, anche se permangono, ovviamente, punti di vista differenti su alcune questioni anche importanti. Tutti hanno però convenuto che anche questi punti necessitano approfondimento e lavoro comune più che forzature unilaterali.
Leggi il resto dell’articolo »



Per il ritiro delle truppe italiane in Afghanistan

5 10 2009

Come Comunisti Uniti siamo per il ritiro immediato delle truppe italiane d’occupazione militare in Afghanistan, così come da qualsiasi altro scenario di occupazione e di espansionismo imperialista in ogni parte del mondo.
Consideriamo vergognoso il fine per il quale, in misura sempre maggiore miliardi di euro sono stati trasferiti dai salari e dalla spese sociali alle spese militari (basi, truppe, armamenti, impianto militare-industriale): al continuo e perdurante impoverimento delle classi produttive del paese ha fatto da contraltare l’aumento dei margini di profitto delle industrie belliche e dei suoi indotti.
Leggi il resto dell’articolo »



Con i lavoratori in lotta contro la crisi

5 10 2009

In una fase di profondissima crisi strutturale economica, le numerose lotte che in questi mesi hanno visto i lavoratori protagonisti contro le chiusure di molte fabbriche e la precarietà dilagante nei servizi e nel pubblico impiego, avvalorano la tesi della centralità del conflitto tra capitale e lavoro salariato nell’agenda politica dei comunisti e delle comuniste seriamente impegnati/e nel processo di costruzione di una casa comune per tutti i comunisti ovunque collocati.
Leggi il resto dell’articolo »



A sostegno dei precari della scuola

5 10 2009

L’Assemblea nazionale dei Comunisti Uniti esprime la propria solidarietà ed il proprio sostegno alla lotta del Coordinamento dei precari della scuola.
Nel corso degli ultimi mesi il Coordinamento ha svolto un ruolo decisivo di avanguardia della lotta per la difesa di quanto resta della scuola pubblica, di massa, tendenzialmente gratuita, laica e di qualità. Leggi il resto dell’articolo »



Riflessioni a caldo sulle elezioni in Germania e Portogallo

1 10 2009

Il dato comune delle elezioni politiche in Germania e Portogallo di domenica 27 settembre è la scarsa affluenza alle urne. Si tratta in entrambi i casi di un record negativo assoluto, con un ulteriore calo del 5% in Germania rispetto al dato già relativamente basso del 2005, mentre in Portogallo i non votanti toccano il 40%. Si tratta dell’ennesima conferma della crisi di credibilità della “democrazia borghese”. Senza entrare nel merito di questioni complesse, come quella del rapporto tra democrazia formale e democrazia sostanziale, si può dire che questo dato è allarmante. Il capitalismo, infatti, non è affatto necessariamente legato alla democrazia formale ma, anzi, più aumenta la crisi economica e più tale forma di gestione del potere è spesso considerata, da strati crescenti della classe dominante, un ingombrante ostacolo al pieno controllo sociale. D’altro canto, la diserzione degli appuntamenti elettorali da parte di settori delle classi popolari non è di per sé indice di una politicizzazione in senso progressivo né necessariamente premessa di una transizione di sistema.

Leggi il resto dell’articolo »



Per il rilancio di Comunisti Uniti: seconda riunione nazionale

18 09 2009

L’esito negativo della lista unitaria alle ultime elezioni europee è stato accompagnato da un esito disastroso alle amministrative. Pur evitando le generalizzazioni, tuttavia, va rilevato come i pessimi risultati alle amministrative siano ancor più drammatici laddove PRC e PdCI si sono presentati in alleanza con il PD. Confermando la strada della subalternità al Centrosinistra, PRC e PdCI hanno rinunciato a fornire alle classi lavoratrici un’alternativa netta e credibile.
Hanno rinunciato cioè ad opporsi con coerenza a quelle politiche neo-moderate e liberiste di governo locale (esternalizzazioni, privatizzazioni dei servizi pubblici locali, costituzioni di SPA con conseguenti aumenti tariffari…), spesso colluse col malaffare, che sono oggi condivise da entrambi i poli dello spettro politico nazionale e il cui fiancheggiamento è incompatibile con la pretesa di rappresentare il conflitto politico-sociale. Come era prevedibile, questa scelta ha reso indistinguibile la voce dei comunisti, già di per sé oggetto di una sistematica cancellazione da parte del circuito industriale dei media, ed è stata punita.
Leggi il resto dell’articolo »



APPELLO

17 04 2008

COMUNISTE E COMUNISTI

COMINCIAMO DA NOI

Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia

Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale.

Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze.

Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore.

Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quarto della somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) – quando ancora non vi era l’apporto di Sinistra Democratica – ma raccoglie assai meno della metà dei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l’8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell’8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita.

Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell’Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento.

Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”, tra cui risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anti-capitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito democratico e ad una logica di alternanza di sistema.

E’ giunto il tempo delle scelte: questa è la nostra
Leggi il resto dell’articolo »